Lavoro, sindacati cercano quadra su articolo 18

MILANO/ROMA,19 marzo (Reuters) – Dopo le prese di posizione del fine settimana che hanno fatto tornare in salita la trattativa fra governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro, si lavora per ricucire in vista dell’incontro in plenaria di domani,considerato decisivo per chiudere la partita.

Al tavolo siederà anche il presidente del Consiglio, Mario Monti, che vuole un accordo entro il mese di marzo.

I leader di Cgil, Cisl e Uil si sono riuniti stamani nella sede della Cgil di Corso d’Italia per cercare una posizione comune sulla modifica dell’articolo 18, che resta lo scoglio sul quale si potrebbe incagliare la trattativa, mentre sugli ammortizzatori sociali c’è un sostanziale assenso alla impostazione del governo. “Stiamo lavorando”, si sono limitati a dire Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, segretari di Cisl e Uil, al termine della riunione.

Anche il ministro del Welfare, Elsa Fornero, tenta di allentare la tensione dopo le affermazioni del week end, pienamente sostenute dal premier Mario Monti, che la riforma sarà varata entro la settimana, con o senza il consenso delle parti sociali.

“La riforma raggiunta con il consenso delle parti sociali ha un valore aggiunto che senza non avrebbe”, hadetto la Fornero, ribadendo che il suo impegno per il raggiungimento di un’intesa è massimo.

Il ministro, intervenendo in collegamento audio-video a un convegno milanese, ha affermato di comprendere l’atteggiamento dei sindacati e il loroattaccamento, “anche simbolico” a “regole e garanzie che fanno parte della loro storia”.

La Fornero ha anche detto che nessuno vuole togliere regole e garanzie in senso punitivo e ha chiesto di fare un passo avanti nell’interesse dei giovani edel Paese.

“Mi sembra difficile che la riforma che proponiamo possa essere rifiutata”, ha concluso.

SINDACATO CONTRARIO A LICENZIAMENTI PER MOTIVI DISCIPLINARI
Nodo principale per i sindacati resta la modifica dell’articolo 18. Il modello sul quale punta il governo è quello tedesco. Il reintegro continuerebbe a essere garantito per i licenziamenti discriminatori. Possibile invece il licenziamento individuale per ragioni economiche a fronte di un indennizzo. Spetterà inveceal giudice valutare, in caso di licenziamento per motivi disciplinari, se reintegrare il lavoratore o assegnargli un indennizzo. Si punta anche a velocizzare la durata delle cause del lavoro. (news).

Il leader della Uil, LuigiAngeletti, di solito dialogante, si è messo di traverso sulla possibilità che ci siano licenziamenti per motivi disciplinari.

“Un accordo non è possibile, è possibilissimo. Basta togliere questa impuntatura, questa norma sui licenziamenti disciplinari che non c’entra assolutamente niente con l’economia, con la flessibilità, con i posti di lavoro. E’ una pura questione di potere”, ha detto Angeletti in una intervista a la Stampa.

Anche Susanna Camusso che aveva aperto, nonostante le pressioni interne della Fiom, a modifiche delle norme sui licenziamenti è tornata su posizioni più rigide.

A conferma delle difficoltà della Camusso, le affermazioni del leader della Fiom Maurizio Landini che ricorda anche oggi come laposizione ufficiale della Cgil sia contraria a modifiche dell’articolo 18 se non per accelerare i tempi dei processi.

A favore di una mediazione a oltranza il leader Cisl, Raffaele Bonanni.

Nel pomeriggio la Fornero incontrerà irappresentanti di Rete imprese italia scontenti invece per i costi della riforma che aumenta i contributi a carico delle imprese per i contratti a termini e prevede una sorta di contributo in caso di licenziamenti. I rappresentanti di artigiani ecommercianti, oltre a dire di non voler firmare l’accordo, hanno minacciato la disdetta dei contratti di categoria.

(Francesca Piscioneri, Elvira Pollina, Daniele Mari)

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