I Rompiballe puntata 11 – Il PNRR parte 1 – In cosa consiste?

Io e il mio amico di chiacchiere Michelangelo Massara iniziamo ad affrontare il PNRR, cercando di spiegarlo ed entrando nel vivo della discussione a livello economico. Non manchiamo di denunciare le sue manchevolezze, che sono tante, né l’inazione del governo (finora).

I Rompiballe puntata 10 – Twitter e Facebook espellono Trump. Hanno ragione loro.

Io e il mio amico Michelangelo Massara diciamo la nostra, senza peli sulla lingua come al solito, sul perché i social (che sono società private) hanno avuto ragione nel poter fare ciò che hanno fatto. Ovviamente ne abbiamo approfittato anche per parlare di altre cose…MOSTRA ALTRO

Quali sono le preziose virtù dell’investimento SRI?

Investire con metodologie SRI sembra la parola d’ordine nella case di gestione di tutto il mondo, ormai. Anzi, c’è il sospetto che sei i criteri ESG, indispensabili per un investimento SRI, non vengano applicati, si possa passare per essere dei paria. Questo soprattutto dopo la famosa lettera di Larry Fink di BlackRock, dove il titano dell’investimento gestito diceva che i criteri ESG, appunto, sarebbero dovuti diventare primari per tutti.

Solo in Italia ci sono oltre 2.000 fondi SRI, che gestiscono oltre 173 miliardi di euro. Come fare a sapere quale è quello giusto? Soprattutto, se è quello giusto… perché è vero che investire socialmente, fare un investimento etico piace a tutti, ma è anche vero che per molti si è trattato solo di greenwashing, e che i veri investimenti SRI non sono poi così tanti. Quindi bisogna saper distinguere.

Quali sono le preziose virtù dell’investimento SRI?

Investire in modo SRI significa farlo in modo socialmente responsabile. Ad oggi si possono identificare diverse tipologie di queste strategie. Conoscerle può essere utile per scegliere quella più adatta alle proprie esigenze.

La prima e la più famosa è la cosiddetta esclusione. Che, in pratica, non consiste altro che nell’escludere, appunto, dalla selezione di scelta dei titoli da mettere in portafoglio tutti quelli che facciano parte dei settori più critici e criticati. Cioè quelli petroliferi, minerari, di raffinazione, che producono armi, tabacco e alcool. E, ancora, viene esclusa ogni tipologia di azienda che effettui test su animali, o produca qualcosa di anche solo lontanamente pornografico o che sia attiva in ambito nucleare.

La seconda è una selezione definita normativa. In termini pratici, vengono scelte per una selezione di investimento solo quelle società che rispettano le norme ed i criteri internazionali in ambito ESG, cioè ambientali, sociali e di governance. In quest’ultimo caso, particolare importanza viene data all’antiriciclaggio.

Una terza tipologia di scelta societaria orientata all’investimento è quella della cosiddetta “best in class“. In poche parole, vengono scelte per essere incluse in un portafoglio di investimento solo le società al top della loro categoria, che poi non vorrebbe dire niente altro che quelle con il punteggio ESG più alto.

Una quarta tipologia di scelta è quella tematica. Facile da comprendere, chi la usa sceglie le imprese in cui investire esclusivamente in base al settore in cui operano. Per esempio, efficienza energetica, ambiente, cambiamento climatico, ecologia.

Altre tipologie di investimento responsabile

C’è poi il cosiddetto engagement, che è quel processo attraverso il quale il gestore che decide di investire in una data società entra in un vero e proprio dialogo con il management della società stessa. E nel, farlo, attraverso l’acquisizione delle quote azionarie, interviene nel CdA in merito alle questioni legate alla sostenibilità. Come BlackRock stessa a fatto dopo la lettera prima segnata.

Abbiamo poi anche una tecnica che in questo periodo sta andando per la maggiore, ovverosia il cosiddetto impact investing, cioè l’investimento da impatto. In questo caso l’investitore effettua investimenti che abbiano come ritorno un impatto sociale e/o ambientale, e non un ritorno esclusivamente finanziario. E’ il caso, per esempio, del microcredito o delle imprese sociali.

Last but not least, esiste anche un approccio che gli esperti definiscono quello più complesso di tutti. Si tratta dell’integrazione dei fattori ESG all’interno dell’impresa stessa. Cosa complessa, che richiede un grande lavoro sia a livello aziendale che di analisi.

Ad oggi, in Italia, nessuno dei fondi esistenti adotta tutte le strategie sunnominate. 3 aziende su 4 dichiarano comunque di adottarne almeno una, ma meno dell’1% ne adotta almeno 6.

E voi, quale preferireste? E quale utilizzereste se foste dei gestori di fondi o ETF? Ditemelo nei commenti al post, se vi va.

Bespoke Brunch Reads: 11/15/20

Good Morning,

Below is our Bespoke Brunch Reads linkfest featuring some of our favorite articles over the past week.  Don’t leave before signing up for Bespoke Premium with our new member special.  Details are at the bottom of this email.

Fast Food

The Future of McDonald’s Is in the Drive-Thru Lane by Brian Barrett (Wired)

Machine-learning, transponders, and an emphasis on drive-thru dining are just some of the many innovations McDonalds is working on to power further growth. [Link; soft paywall]

Fast Food’s Bet on Breakfast Goes Bust During Covid-19 Pandemic by Julie Wernau (WSJ)

With more working from home and fewer commutes, fast food companies’ bets on the first meal of the day has gone sour at a grand scale. [Link; paywall]

China

China’s President Xi Jinping Personally Scuttled Jack Ma’s Ant IPO by Jing Yang and Lingling Wei (WSJ)

On October 24th, Alibaba controlling shareholder Jack Ma argued financial regulation is standing in the way of private market innovations that can solve China’s debt problem. President Xi Jinping didn’t take so well to that line of thinking, and a few days later the company’s IPO of Ant Group was pulled. [Link; paywall]

Hong Kong regulator clears funds and banks to implement US sanctions by Primrose Riordan and Nicolle Liu (FT)

In a sign of who really calls the shots in the global financial system, Hong Kong regulators have assured banks that complying with US sanctions that punish officials for enforcing anti-democratic measures designed by Beijing will not lead to a new round of penalties from Beijing. [Link; paywall]

TikTok says the Trump administration has forgotten about trying to ban it, would like to know what’s up by Sam Byford (The Verge)

The US government has gone silent on its directive for Chinese company ByteDance to sell video service TikTok’s US operations, leading the company to ask whether it’s still supposed to be complying with the original order. [Link]

Policy Cliffs

Federal Reserve’s Emergency Loan Programs at Center of Political Fight by Jeanna Smialek and Alan Rappeport (NYT)

Programs which underwrote the bottoming out of financial markets in March and would offer a critical backstop should fiscal policy fail to underwrite a rocky winter period may end up cancelled by the Trump Administration during its lame duck period. [Link; soft paywall]

Investors

Ackman places new bet against corporate credit by Ortenca Aliaj (FT)

After making $2.6bn betting against $71bn of notional corporate credit in late February, Bill Ackman is returning to the theme as he shorts the same market again; it should be noted, however, that he explicitly views this latest trade as a hedge against his equity longs. [Link; paywall]

The Tiny Hedge Fund That’s Loved on Twitter — And Now Backed by Greenlight by Leanna Orr (Institutional Investor)

A small hedge fund run by a Twitter personality has seen a sizeable investment from fund-of-funds Greenlight, offering the large firm’s imprimatur and prestige in addition to more assets. [Link]

The Investors Gambit by Michael Antonelli (Bull & Baird)

What investors large and small can learn from Netflix’s latest smash hit Queen’s Gambit: constant obstacles, many ups and downs, signs for a path, and a face down with rivals are all part of both successful investing and the series. [Link]

New York State of Mind

Richest New Yorkers Will Devastate City If They Leave With $133 Billion by Alexandre Tanzi and Ben Steverman (Bloomberg)

Income taxes account for less than 20% of New York City’s total receipts, but they are dominated by an extremely small and extremely high-income group of 30,000 households making in excess of $1mm/year. [Link; soft paywall]

The Bronx’s Little Italy is thriving amid the COVID-19 crisis by Lisa Fickenscher (NYP)

With New Yorkers stuck near home, Arthur Avenue has seen a boom in business that has kept footfalls at or above the levels that prevailed before COVID struck. [Link]

Election Analysis

Nate Cohn Explains What the Polls Got Wrong by Isaac Chotiner (The New Yorker)

The NYT’s top voting analyst and pollster discusses why polls missed, with granular discussion of the specific factors and voting patterns that led pollsters to predict much larger Biden margins than those that actually appeared. [Link; paywall]

Election Showed a Wider Red-Blue Economic Divide by Jed Kolko (NYT)

This data-heavy column looks at the attributes of red and blue counties to offer some more detailed discussion 2020 vote patterns than simple results maps may indicate. [Link; soft paywall]

COVID

Life after COVID-19 hospitalization: Statewide study shows major lasting effects on health, work and more (Michigan Institute for Healthcare Policy & Innovation)

A new study shows that in the two months after leaving the hospital, 7% of severe COVID cases were dead, 15% returned to the hospital, and 12% were unable to carry out basic care of themselves, illustrating the “long tail” of COVID’s impact on the human body long after the acute infection period. [Link]

How Ticketmaster Plans to Check Your Vaccine Status for Concerts: Exclusive by Dave Brooks (Billboard)

The events company plans to use third-party services as well as health care providers to make sure that attendees either had a negative COVID test or vaccination in the past couple of days before any event they attend. [Link]

Animal Products

When Pigs Fly, They Want Drinks, Leg Room by Lucy Cramer (WSJ)

Faced with crashing passenger counts, airlines are scrambling to re-orient their fleets towards cargo hauling, and some of their passengers have even more finnicky than the human kind. [Link; paywall]

Where’s the meat? UK’s first vegan butchers launches (Reuters)

Soy and seitan-based proteins will be the focus in a new UK business that hopes to cater to customers who have completely forgone animal products. [Link; auto-playing video]

The Secrets of Deviled Eggs by Emily Strasser (The Bitter Southerner)

A uniquely Southern hors d’oeuvre (or maybe hors d’oeuf) is the focus of cravings and mouth-waterings all across the country, bringing with it a unique food history that is much more intense than many other favored foodstuffs. [Link]

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5 cose da evitare nel 2021

Ci sono 5 cose da evitare nel 2021 sui mercati azionari, e sono le seguenti.

  • Filiali fisiche delle banche;
  • Negozi di vendite al dettaglio;
  • TV tradizionali;
  • Treni merci;
  • Trasporto tradizionale.

Cerchiamo di vederle, brevemente, una per una, e di capire perché nel 2021 potrebbe essere meglio evitare questi settori o, al massimo, potrebbe valere la pena scommetterci contro.

Filiali fisiche delle banche

Le banche, fino all’era di Internet, hanno sempre dovuto contare su una sede fisica per effettuare i loro scambi. Fino all’avvento di Internet, appunto. Oggi la filiale bancaria è sullo smartphone o, in alternativa, sullo schermo del proprio PC o tablet. La filiale fisica non ha più senso. E ne avrà sempre meno man mano che scompaiono le persone che erano legate al suo uso. Di conseguenza, le banche tradizionali devono mutare, e migrare totalmente verso il Web.

Come altra conseguenza, sono posizionate meglio le banche native digitali, ed i servizi di pagamento elettronici. A parte le ban conosciute Mastercard, Visa e American Express, i servizi innovativi e le aziende come PayPal, Square, Venmo e Chime.

Negozi di vendite al dettaglio

Sono quelli che in inglese si chiamano “brick & mortar”. Cioè i negozi tradizionali. Con l’esplosione dell’e-commerce, ormai irreversibile e sempre più veloce a causa della pandemia, i negozi tradizionali o si reinventano, o rischiano seriamente di scomparire. Soprattutto quelli che non si trovano nei centri commerciali, che almeno costituiscono un punto di ritrovo ed attrazione, magari grazie ad un cinema ai ristoranti ed eventualmente un’attrazione presente all’interno.

Da evitare i REIT che investano proprio sui negozi fisici e sugli spazi da loro affittati.

TV tradizionali

La TV tradizionale non esiste più. O meglio, c’è ancora, ma si è trasformata da tempo in una TV “on demand”. Laddove rimane una televisione generalista, questa scoparirà sempre più man mano che scompaiono gli usufruitori, ovvero quella generazione che è nata mentre c’era ancora quel tipo di TV.

Oggi la televisione è su richiesta, e in streaming. Lo determina il successo planetario di YouTube, e di servizi di streaming come Netflix e Hulu. Pagare per più di 1.000 canali, il 90% dei quali non vengono mai visti, adesso pare ridicolo. E la quota di abbonamento di servizi come Netflix è inferiore del 70% rispetto a quelli delle TV via cavo o satellitari. E ci sono altri player, come Amazon, che offrono un servizio come Prime, in cui è inclusa la televisione on demand, o come Disney+ e HBO Max.

Treni merci

Questa è più sottile. E’ vero che oggi il grosso dei trasporti è effettuato prima via nave o via aereo (ma preferibilmente attraverso la prima modalità), e poi viene spostato prevalentemente su gomma, vista l’indubbia capacità di consegnare capillarmente che hanno le ruote rispetto alle rotaie. Però un 10% del traffico merci su terra è ancora ad appannaggio della ferrovia, soprattutto sulle lunghe distanze.

Questa cosa è destinata a cambiare a breve, quando il costo del trasporto su gomma sarà ancora più competitivo grazie ai camion elettrici e/o a idrogeno. Il costo sarà d3 centesimi per miglio a tonnellata (oggi è di 12 cents). Con questa brusca riduzione, la ferrovia è kaputt.

Trasporto tradizionale

E anche questo punto non è così immediato. Che cosa si intende per trasporto tradizionale. Possedere una macchina, ed utilizzarla per spostarsi. Ma dato che la maggior parte degli spostamenti avviene in ambiente urbano, perché comprarsi una macchina quando si può essere portati da una parte all’altra da un taxi a guida autonoma, cioè da un robotaxi?

Grandi aziende come Google, con la sua unità Waymo, si stanno già occupando da anni della cosa, così come servizi di riding come Uber e Lyft. Un giorno i servizi di robotaxi saranno così numerosi e convenienti da far crollare il mercato delle vendite auto del 35% annuo. Conviene essere preparati per tempo.

Il megatrend che dominerà i mercati

Anche se tutti sanno, ormai, che cosa siano i megatrend, molti hanno la loro idea di quali siano i migliori. Si va dal legno e l’acqua alla cybersicurezza passando per le energie alternative ed altro. Oggi vogliamo vederne un diverso tipo. Qualcosa che spesso sfugge ai radar e che, quindi può rappresentare una migliore opportunità. Si tratta della tecnologia al servizio degli umani.

La tecnologia è un mondo molto vasto, che comprende la digitalizzazione, l’automazione, il cloud, l’Internet delle Cose, il software, persino lo smart working. Il trend è in atto da tempo, e si sta solo rinforzando. In particolare, il cloud è un trend ormai inarrestabile. Quindi, qualsiasi cosa sia associata ai dati ed al loro accesso è una buona opportunità di guadagno per il futuro.

Quali sono i player da tenere in considerazione? Moltissimi, ovviamente, dai pionieri come Oracle e SAP ai titani come Microsoft e Amazon. Ed è appunto Microsoft che costituisce una solida base di questo mondo online, ormai indispensabile ad ogni livello (basta guardare al mondo dei videogame, per esempio).

Ma perché Microsoft? Non facevano Windows e database? Al massimo software come la suite di Office? No. Da tempo Microsoft si è girata verso la “nuvola”, e questa tendenza ha solo subito un’accelerazione sotto l’attuale CEO, Satya Nadella.

Il megatrend che dominerà i mercati

Ovviamente, oltre a fornire accesso al cloud, Microsoft fornisce anche gli strumenti ed il software per gestirlo. Senza scordarsi i server fisici dove immagazzinare le informazioni (non usano quelli di terzi). E, con l’esperienza che ha, perché rivolgersi ad altri? E’ proprio quest’esperienza, infatti, che costituisce un vantaggio competitivo per l’azienda.

Microsoft conosce il mondo dei computer come nessun altro, perché ha contribuito in massima parte a crearlo. E anche sul cloud questo non può essere che un vantaggio. Soprattutto se, come adesso, i loro servizi cloud sono competitivi, come prezzi, come il loro software. E se no è un vantaggio competitivo questo, cos’altro lo è?

Come l’Internet delle Cose cambierà tutto

L’Internet delle cose cambierà il modo di operare quotidiano dei consumatori, dei governi e delle imprese. Ci sono pochi ambiti della vita quotidiana che l’internet degli oggetti non toccherà nei prossimi anni.

Ecco una lista di aree che l’internet degli oggetti trasformerà, insieme a una descrizione di come queste industrie cambieranno una volta che ciò accadrà:

Dispositivi indossabili: Ci aspettiamo che il mercato dei dispositivi indossabili cresca fino a 162,9 milioni di unità entro la fine del 2020. Il settore sanitario sarà uno dei principali catalizzatori per spingere il mercato dei dispositivi indossabili a questi livelli, in quanto le tendenze dei consumatori e dei professionisti della sanità stimoleranno l’interesse per i dispositivi indossabili. I fan del fitness, in particolare, saranno all’avanguardia perché i consumatori utilizzano più frequentemente i dispositivi indossabili per seguire i loro progressi in termini di esercizio fisico e salute.

Assistenza sanitaria: Ultrasuoni, termometri, glucometri, monitor per il glucosio, elettrocardiogrammi e altro ancora stanno iniziando a collegarsi e a permettere ai pazienti di monitorare la loro salute. Diversi ospedali hanno iniziato a utilizzare letti intelligenti che si adattano automaticamente al paziente. E gli erogatori di farmaci intelligenti possono avvisare i medici se i pazienti non prendono le medicine in modo appropriato.

Smart Home: Si prevede che il numero di dispositivi per la casa intelligente spediti passerà da 83 milioni nel 2015 a 193 milioni nel 2020. Questo include tutti gli elettrodomestici intelligenti (lavatrici, asciugatrici, frigoriferi, ecc.), i sistemi di sicurezza e protezione della casa intelligente (sensori, monitor, telecamere e sistemi di allarme) e le apparecchiature per la casa intelligente, come i termostati intelligenti e l’illuminazione intelligente.

Piccole imprese: Gli investimenti delle imprese nell’internet degli oggetti passeranno da 215 miliardi di dollari nel 2015 a 832 miliardi di dollari nel 2020. L’internet degli oggetti aiuterà le piccole imprese a migliorare i loro profitti riducendo i costi operativi, aumentando la loro produttività ed espandendosi verso nuovi mercati o sviluppando nuovi prodotti.

Banche: L’ATM è in realtà un primo prototipo di un dispositivo IoT, e ne stanno spuntando altri in tutto il mondo. Nel 2015 sono stati installati 2,7 milioni di ATM in tutto il mondo, rispetto ai 2 milioni del 2010, secondo le stime basate sui dati della Banca Mondiale. Questi bancomat si stanno evolvendo con più caratteristiche di sicurezza e funzioni di sportello-assistenza. E, naturalmente, le app per il mobile banking stanno crescendo di popolarità, soprattutto tra i millennial (il 71% di loro dice che è molto importante avere un’app bancaria, e il 60% dice che è molto importante averne una per effettuare i pagamenti).

Istruzione: Uno studio di Capterra del 2015 ha rilevato che il 69% degli studenti vuole usare i propri dispositivi mobili più frequentemente in classe, e la maggior parte di questi studenti vuole usarli per automatizzare compiti che già fanno ora, come prendere appunti, controllare gli orari e fare ricerche.

Commercio al dettaglio/e-commerce: L’internet degli oggetti sta già prendendo piede nel settore del commercio al dettaglio. Ci aspettiamo che la base installata di radiofari, dispositivi che i retailer utilizzano per inviare notifiche agli smartphone degli acquirenti, passi da 96.000 nel 2015 a 3,5 milioni nel 2018. Il digital signage che pubblicizza le vendite, gli scaffali intelligenti che monitorano automaticamente l’inventario e i robot che immagazzinano gli scaffali diventeranno tutti luoghi comuni grazie all’internet degli oggetti.

Trasporti: Le auto collegate (che dispongono di app e wi-fi in auto) sono già sul mercato, e ci aspettiamo che 381 milioni di queste auto saranno in circolazione entro il 2020, rispetto ai 36 milioni del 2015. Ma il trasporto pubblico (aerei, treni e autobus) comincerà ad avere caratteristiche più intelligenti, che le aziende potranno utilizzare per migliorare ulteriormente l’esperienza di viaggio. E non dimentichiamo il collegamento con le smart city, che utilizzeranno i dati delle auto collegate per alleggerire il traffico e facilitare il parcheggio.

Utilities: L’Agenzia Internazionale per l’Energia prevede che la domanda globale di energia aumenterà del 37% entro il 2040. Ma l’internet degli oggetti contribuirà a far fronte alla pressione che questo comporterà per l’approvvigionamento energetico. I contatori intelligenti consentono alle società di servizi pubblici di gestire efficacemente il flusso di energia negli edifici. I sensori intelligenti per l’acqua tracciano la qualità dell’acqua, la temperatura, la pressione e il consumo. E i dispositivi per la casa intelligente consentono alle persone di conservare automaticamente l’energia quando non sono in casa.

Agricoltura: Gli agricoltori stanno già iniziando ad usare smartphone e tablet per monitorare a distanza attrezzature, raccolti e bestiame. I droni sono diventati uno strumento inestimabile per consentire agli agricoltori di rilevare le loro terre e generare dati sui raccolti. E le immagini satellitari hanno contribuito a migliorare la produzione, a minimizzare i costi e a preservare le risorse. Prevediamo che le installazioni di dispositivi IoT nel settore agricolo passeranno da 30 milioni nel 2015 a 75 milioni nel 2020.

Città Intelligenti: Il mondo è in continua urbanizzazione e le grandi città devono aggiornare le loro infrastrutture per far fronte all’afflusso di residenti. E diverse città lo stanno già facendo. Londra sta lavorando a un progetto di parcheggio intelligente che aiuterebbe gli automobilisti a trovare più rapidamente i parcheggi e, a sua volta, allevierebbe la congestione del traffico. San Diego sta utilizzando telecamere integrate nei lampioni collegati per deviare le auto nelle ore di punta. E Copenhagen sta usando sensori per monitorare il traffico ciclistico della città in tempo reale, il che è cruciale perché oltre il 40% degli abitanti della città danese fa il pendolare in bicicletta ogni giorno.

Assicurazioni: L’IoT cambierà casa, vita, auto e assicurazione sanitaria, principalmente aiutando i clienti e le compagnie di assicurazione ad essere proattivi attraverso l’uso della raccolta dati, che aiuterebbe a identificare e risolvere i problemi prima ancora che si verifichino. Ad esempio, i dispositivi indossabili aiuteranno le compagnie di assicurazione a tenere traccia della salute dei pazienti e li ricompenseranno per la loro salute attraverso l’esercizio fisico e la dieta.

Catena di approvvigionamento: L’Internet delle cose sta già aiutando le aziende logistiche e di spedizione a tracciare i prodotti in modo più efficiente. Le soluzioni di tracciabilità degli asset consentono a queste aziende di trovare non solo articoli all’ingrosso, ma anche articoli specifici che appartengono a un determinato cliente per fargli sapere con precisione dove si trova l’articolo durante il viaggio di acquisto.

Il populismo causa le crisi economiche, non le risolve

Gli Stati membri attuano la loro politica economica allo scopo di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione e nel contesto degli indirizzi di massima delle istituzioni europee. Il Trattato impone però di considerare le proprie politiche economiche una questione di interesse comune e coordinarle nell’ambito del Consiglio. Ne discende una conflittualità latente che si manifesta in tutte le situazioni nelle quali le scelte del governo sono sindacate dalla Commissione. Il che può avvenire con una certa frequenza, tenuto conto che le politiche economiche, di bilancio e strutturali sono coordinate nell’ambito della procedura di sorveglianza multilaterale allo scopo di garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche, in linea con il patto di stabilità e crescita, e prevenire eccessivi squilibri macroeconomici.

Quando un governo alimenta il sospetto di voler cercare la rottura anche le normali discussioni con la Commissione, più che uno strumento per ottenere un risultato concreto, rischiano di diventare un semplice pretesto per rivendicare il diritto a sbarazzarsi dei vincoli. Secondo alcune stime, il maggior costo dovuto al rialzo dello spread per le emissioni di titoli di Stato durante i quattordici mesi di governo Lega-M5S sarà di circa venti miliardi di euro nell’arco dei prossimi vent’anni. Ma questo non preoccupa i sovranisti che, anzi, ne approfittano per rafforzare la narrazione dei poteri forti che tramano contro il governo del popolo. I sovranisti vorrebbero avere le mani libere per intervenire sul salvataggio di banche e imprese nazionali decotte e malvolentieri sopportano di doversi confrontare con Bruxelles, che impone il rispetto della disciplina sugli aiuti di Stato.

Il che crea un diffuso malcontento nell’elettorato tradizionale dei partiti sovranisti. La conflittualità in tema di concorrenza riguarda anche le liberalizzazioni, che possono pregiudicare le posizioni di rendita godute da alcune particolari categorie sociali che si riconoscono politicamente nei partiti sovranisti . In tema di politica commerciale, trattandosi di una competenza esclusiva della UE, non c’è nulla da fare per i governi nazionali, ma questo non ha impedito a leader come Matteo Salvini di promettere l’applicazione di irrealizzabili dazi a protezione dei prodotti italiani o di innescare polemiche contro la Commissione per fantomatiche invasioni di carne agli ormoni e olio tunisino. Sebbene l’esagerazione propagandistica sia un tratto peculiare della comunicazione politica, soprattutto in campagna elettorale, la perdita di contatto con la realtà produce disaffezione quando poi gli elettori vedono che nessuno ha mantenuto le promesse.

È chiaro che non poche di queste controversie potrebbero rientrare nella fisiologia di un confronto aspro ma costruttivo con l’Europa, ma vi è una scelta precisa a monte che cerca l’escalation della conflittualità. Insomma, si ha la netta impressione che quelle dei populisti siano proposte politiche contro l’Europa più che per i propri cittadini.