Trading Market Leading Technology Stocks

Tickers in this Article: RCL, WYN, SHLD, FNFG

Since May, the Technology Select Sector SPDR (XLK) has taken off, out-performing the S&P 500 SPDR (SPY) by several percentage points and establishing itself as the top performing sector over the last few months. These four stocks have led the charge, racking up more than 10% gains in the last month alone. As the S&P 500 SPDR and Technology Select Sector SPDR push to new highs, keep an eye on these stocks to see if their market leadership continues, resulting in outperforming returns.

America Movil S.A.B. de C.V. (AMX)

America Movil S.A.B. de C.V. (AMX) is up 22% over the last month, soaring past January resistance at $23.75.The stock has been range-bound since early 2013, so even though the high of the range has been eclipsed, it doesn’t mean a continued move higher is imminent. The range has been choppy, with many false breakouts already. Buying at these levels warrants some caution. The price has been making higher swing lows since March of 2013, indicating a major bottom may already be in place near the $19 mark. If this multi-year correction finally reverses and commences an uptrend, the first long-term target is $29, just below the 2010 high at $29.82.
SEE: Profiting In Bear And Bull Markets

Research in Motion Limited (BBRY)
Research in Motion Limited (BBRY) is up 21% over the last month despite a strong pullback on July 16. In 2013 the stock got hit hard, declining from a high of $18.32 to a low of $5.44. Since that low, the stock has been trending higher. Research in Motion should now be supported below $8, putting an entry point between $9 and $8 – a wide range for a stock at this price point because of the volatility. There is still significant resistance overhead, near $12 and then again at $13.50 to $14.50. Taking profits or exiting part of the position near these levels may prove prudent if the uptrend is unable to gain traction above those levels.
Intel Corporation (INTC)
chart
Intel Corporation (INTC) was trending in a consistent channel higher from late 2012 until June 2014. It exploded higher out of the channel and is up 12.6% over the last month. This surge to a recent high of $34.74 also broke through resistance between $28 and $29.27, which has halted all advances going back to 2005. With this major long-term breakout, the longer-term outlook is positive. A target near $40 or higher isn’t unreasonable. For those not in a position yet, wait for a pullback. Between $30 and $29 is ideal, but may not occur. The $32 area is another entry point, as it should also provide support based on a significant gap higher on July 16.
Skyworks Solutions (SWKS)
Skyworks Solutions (SWKS) has had a parabolic rise in 2014 after breaking out of a multi-year triangle pattern in late 2013. The target for that pattern breakout was $51, which has now been exceeded as the price jumped 14.09% on July 18 alone. While further gains are possible, the stock is very extended so waiting for a pullback provides a better risk/reward ratio. Major volume spikes over the last year, which have been smaller than the one seen on July 18, have resulted in the price declining or stabilizing at least for the short-term. Therefore, a lower entry point is likely to present itself in the coming weeks. Skyworks is in the same industry as Intel, and while the price trajectories of the two stocks have been similar, Skyworks has been moving stronly. Therefore, watching for weakness or continued strength in Skyworks is likely to provide clues as to the next moves in both stocks.
The Bottom Line
Technology is a top performing sector, and these stocks are leading the charge. That doesn’t mean jumping in and buying at any price is a wise decision though. Plan every trade. Look for an entry point that allows you to place a stop loss not too far from it, but that still allows for a good reward to risk ratio if the uptrend continues. Only risk a small percentage of the account on any single trade, as no matter how strong the trend is, it can always reverse. In this way, even a string of losing trades won’t significantly draw down the account. And by focusing on sectors and stocks that are outperforming – which should be monitored – the potential for finding good reward to risk trades increases.

Charts courtesy of Stockcharts.com
Disclosure – At the time of writing, the author did not own shares of any company mentioned in this article.

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ADVFN – Report dei Mercati 30 nov 2012

 

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MERCATO USA
Wall Street chiude in rialzo, Dow Jones sopra quota 13 mila

A New York i principali indici hanno terminato la seduta in rialzo. Il Dow Jones evidenzia un progresso dello 0,28% a 13.021 punti e il Nasdaq Composite dello 0,68%. Wall Street ha beneficiato di alcuni dati macroeconomici pubblicati in giornata. Il Pil del terzo trimestre è stato rivisto al rialzo a +2,7% da +2% mentre le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono risultate in calo. Buone indicazioni anche dal mercato immobiliare con l‘indice Pending home sales salito a ottobre del 5,2%, decisamente meglio delle attese.
I mercati Usa sono stati solo parzialmente zavorrati dalle parole di John Boehner. Il presidente della Camera ha detto che sul fiscal cliff non sono stati fatti significativi passi avanti.  

Sul fronte societario acquisti su Walt Disney (+1,06%). Il gruppo entertainment ha aumentato il dividendo del 25%. Bene Research in Motion (+3,96%). Goldman Sachs ha alzato il rating sul produttore del Blackberry a buy.
Poco mossa Nike (-0,16%). Hsbc ha alzato il rating sul gruppo dell’abbigliamento sportivo ad outperform da neutral.
Male Tiffany (-6,17%) dopo aver annunciato ricavi e utili trimestrali inferiori alle attese. Le vendite del terzo trimestre 2012 sono salite del 4% ma i profitti sono calati del 30% a 63 milioni di dollari, contro i 90 dello stesso periodo del 2011. La società si attende ora utili compresi tra 3,20 e 3,40 dollari rispetto alla precedente previsione di 3,55-3,70. Ridotta anche la guidance per l’anno corrente. Il titolo della nota gioielleria crolla nel pre-market a -12%.
In calo Intel (-2,79%). Goldman Sachs ha tagliato il target price sul gruppo dei semiconduttori a 16 dollari da 20 dollari.

MERCATI ASIATICI

Ancora un rialzo per il Nikkei

Borsa nipponica positiva anche in chiusura di settimana. Il Nikkei ha archiviato le contrattazioni odierne in crescita dello 0,48% a quota 9446,01 facendo registrare il rialzo mensile piu’ alto dallo scorso giugno.

L’indebolimento dello yen nei confronti delle altre principali valute a seguito della decisione del governo in favore di un nuovo intervento di stimoli a sostegno dell’economia prima ancora delle prossime elezioni, ha favorito gli acquisti sui titoli delle societa’ esportatrici permettendo ai listini di chiudere in territorio positivo.
Il rialzo odierno e’ stato agevolato anche dal buon dato macro relativo alla Produzione Industriale. Il Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria giapponese ha infatti comunicato questa mattina la lettura preliminare sulla Produzione Industriale di ottobre. Tale rilevazione si e’ attestata al +1,8% m/m battendo le stime degli addetti ai lavori fissate su un valore negativo del dato (-1,8%) e in deciso miglioramento rispetto alla rilevazione precedente pari a -4,1%. Rispetto allo stesso periodo del 2011 i livelli di produzione sono scesi del 4,3%, meno del consensus pari a -8,0% e della rilevazione precedente pari a -8,1%.
Molti i dati macro comunicati questa mattina. In ottobre il Tasso di Disoccupazione giapponese e’ risultato pari a +4,2% invariato rispetto al dato rilevato nel mese precedente ed in linea con le stime degli analisti. Il numero di nuove offerte di lavoro è salito dello 0,3% in ottobre rispetto al mese precedente.
Il Ministero degli Affari Interni e delle Comunicazioni ha reso noto il dato relativo all‘inflazione “core”, ovvero al netto dei cibi freschi. Nel mese di ottobre tale rilevazione ha fatto segnare un calo dello 0,5% su base annuale (consensus -0,4%). Il dato totale sull’inflazione nazionale e’ risultato invariato, in lieve miglioramento rispetto alla rilevazione precedente e poco superiore alle attese (-0,1%). Il valore rimane ancora distante dall’obiettivo di inflazione dell’1,00% fissato dalla Bank of Japan, dimostrando come l’economia giapponese sia ancora intrappolata in un ciclo deflazionistico. La spesa delle famiglie ha evidenziato, nel mese di ottobre, un calo dello 0,1% su base annuale, risultando comunque migliore sia rispetto alla rilevazione precedente che alle aspettative degli economisti, entrambe fissate su un valore pari a  -0,9% a/a.
Il dato relativo ai Nuovi Cantieri edili residenziali e’ salito del 25,2% su base annuale, facendo registrare una crescita nettamente superiore alle attese degli analisti che avevano stimato un incremento del 10,1%. Gli ordinativi di nuove costruzioni sono cresciuti del 29,1% nello stesso periodo.
Markit ha infine reso noto che l’Indice PMI manifatturiero Nomura/JMMA giapponese e’ sceso in novembre ai minimi degli ultimi 19 mesi, a quota 46,5, in lieve calo rispetto alla precedente rilevazione pari a 46,9 punti. L’indice si allontana dai 50 punti, indicando un ulteriore deterioramento delle performance del settore manifatturiero giapponese.

Tra i migliori titoli del listino Nikon, Nisshin Steel e Tosoh Corp mentre hanno ceduto terreno Softbank e Furukawa Electric.

Segno positivo sulle altre principali piazze azionarie asiatiche ad Hong Kong in crescita di mezzo punto percentuale cosi’ come a Shanghai (+0,85%) mentre Seul ha chiuso poco sotto la parita’ (-0,11%)


MERCATI EUROPEI
Borse europee sulla parità

Avvio poco mosso per le principali Borse europee. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,05%, il Cac40 di Parigi lo 0,2%, l’Ibex35 di Madrid lo 0,06%. Poco sotto la parità il Ftse100 di Londra (-0,04%).

Secondo Moody’s la recessione nell’eurozona terminerà nel 2013. Il Pil nell’area Ue il prossimo anno dovrebbe crescere dello 0,2% contro il –0,5% atteso nel 2012.

Sul fronte societario ben comprata Lvmh (+2,2%). Goldman Sachs ha alzato il rating sul gruppo del lusso a buy da neutral. Sale HeidelbergCement (+2%) in scia all’upgrade da parte di Morgan Stanley. Il broker ha migliorato la raccomandazione sul gruppo del cemento a overweight da equal weight.

APERTURA MERCATO ITALIANO

Piazza Affari appena sotto la parità

Il Ftse Mib segna -0,2%, il Ftse Italia All-Share -0,2%, il Ftse Italia Mid Cap +0,1%, il Ftse Italia Star -0,1%. Borse europee poco mosse in avvio. Ieri sera l’S&P 500 ha terminato a +0,43%, il Nasdaq a +0,68%. Attualmente i future sui principali indici USA sono in sostanziale pareggio. A Tokyo l’indice Nikkei 225 ha chiuso a +0,48%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng ha fatto segnare +0,49%. Inizio di giornata in leggero ribasso a Milano dopo il rally della seduta precedente.

In rosso Buzzi Unicem (-2,7%) a causa della decisione di Morgan Stanley di peggiorare la raccomandazione sul titolo a “underweight” (sottopesare rispetto al benchmark). Debole anche Telecom Italia (-2%) su cui Nomura ha incrementato il prezzo obiettivo, confermando però la raccomandazione “reduce”. In territorio negativo Tod’s (-1,1%): Goldman Sachs ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da “buy” (acquistare) a “neutral”. Ancora tonici i bancari con BP Emilia Romagna (+1,1%) e Banca MPS (+1,5%) in evidenza: spread e rendimento del Btp decennale stazionano in prossimità dei minimi da circa due anni. Sale ancora Ansaldo STS (+0,5%) in scia alla decisione di Societe Generale di alzare il prezzo obiettivo sul titolo a 10 euro contro i 6,8 circa attuali.


TITOLI DEL GIORNO
Ottima chiusura di seduta per Eni che fa registrare i massimi degli ultimi due mesi andando a ricoprire il gap lasciato aperto a settembre a quota 18,24. Il titolo sta premendo sulla parte superiore del canale che sale dai minimi dello scorso mese, riferimento a 18,35 circa, il cui superamento introdurrebbe un nuovo test delle ostiche resistenze in area 18,80. Il successo su tali ostacoli disegnerebbe uno scenario del tutto nuovo e positivo per Eni, in ottica di lungo periodo, prospettandone il raggiungimento degli obiettivi a 23,00 euro circa. Primi segnali di cedimento invece in caso di discese sotto 17,50 per 17,00 euro, baluardo la cui violazione introdurrebbe l’affondo verso quota 16,00.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire oltre 18,80 per 23,00 euro, stop sotto 18,00.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 17,50 per il target a 18,80 euro.

Lottomatica ha testato a piu’ riprese nel corso dell’ultimo mese il supporto offerto dalla media mobile a 100 giorni, attualmente in transito a 16,60. L’indicatore si e’ dimostrato in grado di interpretare correttamente il trend rialzista disegnato dai minimi di novembre 2011, fintanto che esso si manterra’ al di sotto dei prezzi con funzione di supporto le aspettative saranno in favore del proseguimento dell’uptrend. Oltre 17,55 vi sarebbe una indicazione favorevole al recupero del top di ottobre a 18,35. Resistenza successiva a 18,80. Sotto area 16,60 probabile invece l’avvio di una fase correttiva a ritracciamento di tutta la salita dell’ultimo anno con obiettivi a 15,30 e 14,30, rispettivamente 38,2% e 50% di ritorno (quote derivate dalla successione di Fibonacci) dell’ascesa da quota 10,32.
Per chi volesse comprare il titolo intervenire oltre 17,55 per il test 18,35, stop sotto 17,30.
Per chi gia’ possiede il titolo mantenere sotto 16,60 lo stop per le posizioni in essere. Oltre 17,55 incrementare per 18,35.

Il tentativo di recupero che Saipem ha messo a segno da metà novembre si è arrestato in area 34,00 euro, al contatto con la linea di tendenza di lungo periodo tracciata a partire dai minimi dell’ottobre 2011, recentemente violata al ribasso ed ora ardua resistenza. Fino a quando i prezzi non si saranno lasciati alle spalle questo limite, il movimento in atto dovrà pertanto essere considerato come un semplice “return move”, non certamente risolutivo per invertire il trend ribassista degli ultimi due mesi. Primi segnali di rimbalzo giungerebbero oltre 34,40, conferme alla rottura di 35,95 (media mobile a 200 giorni e livello pari al 50% di ritracciamento del ribasso da settembre). Oltre 36,90 sarà lecito considerare risolta la fase negativa permettendo di guardare nuovamente ai massimi annuali a 40,12 euro. Al contrario, sotto 33,00 euro probabile ritorno a 31,80 almeno.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire oltre 34,40 euro con stop sotto 33,80 per i target a 35,95 e 36,90 euro.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 33,00 per i target a 35,95, 36,90 e 40,12 euro.

DATI MACRO ATTESI

Venerdì 30 novembre
00:15 GIA Indice PMI manifatturiero nov;
00:30 GIA Consumi ott;
00:30 GIA Inflazione ott;
00:30 GIA Tasso di disoccupazione ott;
00:50 GIA Produzione industriale ott;
08:00 GER Vendite al dettaglio ott;
08:45 FRA Consumi ott;
09:00 SPA Inflazione nov;
10:00 ITA Tasso di disoccupazione ott;
11:00 EUR Inflazione flash nov;
11:00 EUR Tasso di disoccupazione ott;
11:00 ITA Inflazione (prelim.) nov;
12:00 ITA Indice prezzi alla produzione ott;
14:30 USA Deflatore consumi ott;
14:30 USA Redditi personali ott;
14:30 USA Consumi ott;
15:45 USA Indice PMI Chicago nov.


HEADLINES
Campari: prorogato al 10 dicembre 2012 il termine dell’Opa sul 100% di Lascelles deMercado
Davide Campari Milano ha annunciato oggi la proroga a lunedì 10 dicembre 2012 alle 16.30 (ora giamaicana) del termine dell’Offerta Pubblica di Acquisto finalizzata all’acquisto in contanti di tutte le azioni ordinarie e privilegiate emesse da Lascelles deMercado. Il termine del periodo di accettazione dell’Offerta fissato inizialmente dal documento di Offerta del 8 novembre 2012 era venerdì 30 novembre 2012.

Panariagroup: al 30 settembre risultato consolidato di periodo pari a 0,4 milioni di Euro
Panariagroup Industrie Ceramiche S.p.A.: il Consiglio di Amministrazione approva il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2012. I Ricavi netti delle vendite e delle prestazioni consolidati sono stati pari a 216,5 milioni di Euro, il Margine operativo lordo a 14,4 milioni di Euro e il Risultato consolidato di periodo a 0,4 milioni di Euro.

Morgan Stanley taglia il target price di Buzzi Unicem
Gli analisti di Morgan Stanley hanno tagliato il prezzo obiettivo di Buzzi Unicem da 11,20 a 10,30 euro.

Offerta da Iren e F21 per l’inceneritore di Torino
C’è un’offerta per l’inceneritore di Torino, che arriva proprio nel giorno in cui è scaduto il bando per raccogliere le proposte sotto il prezzo d’asta. E’ quanto rende noto l’agenzia di stampa Reuters che cita fonti vicine al dossier. Ieri Iren insieme a F21 si è fatta avanti per rilevare l’80% del termovalorizzatore di Gerbido che il comune del capoluogo piemontese ha messo in vendita insieme al 49% della società locale di rifiuti. Inizialmente erano stati chiesti 140 milioni per Trm e 32 per la Amiat, ma la multiutility ha proposto circa il 10% in meno. La giunta torinese punta a concludere al più presto la gara per risolvere i suoi problemi di bilancio. Il comune di Torino è indebitato per oltre 250 milioni di euro proprio con Iren per il mancato pagamento di bollette di energia elettrica e nei prossimi mesi è previsto il pagamento di un prima tranche da 100 milioni.

Tod’s: Goldman Sachs peggiora la raccomandazione
Goldman Sachs ha peggiorato la raccomandazione su Tod’s da “buy” (acquistare) a “neutral”.

La Corte Ue consente alla Bce di occultare documenti sul caso greco
Il Tribunale Europeo ha dato ragione alla Bce che potrà nascondere le modalità con le quali la Grecia ha truccato i propri bilanci e nascosto all’Europa un enorme debito che da anni Atene e Bruxelles cercano ormai di ricoprire. La giornalista Gabi Thesing di Bloomberg Finance LP di stanza a Londra aveva chiesto alla Banca centrale europea due documenti dal titolo “L’impatto degli swap off-market sul deficit di un governo e sul debito. Il Caso greco” (‘The impact on government deficit and debt from off-market swaps. The Greek case’) e “L’operazione Titlos e la possibile esistenza di transazioni simili impattanti sui livelli di deficit e di debito pubblico dell’Eurozona” (‘The Titlos transaction and possible existence of similar transactions impacting on the euro area government debt or deficit levels’). La Bce ha però rifiutato di fornire questi documenti e la giornalista si è rivolta alla Corte Europea che ha affermato che ogni persona residente o con una sede di lavoro registrata in uno Stato membro europeo ha il diritto d’accesso ai documenti della Banca centrale europea. Nondimento la Bce deve rifiutare l’acceso al documento quando, tra le altre corse, la sua pubblicazione possa danneggiare la protezione del pubblico interesse.

ADVFN – Report dei mercati

MERCATO USA
Wall Street chiude poco mossa, male Hp e Best Buy

A New York i principali indici statunitensi hanno terminato la seduta poco mossi. Il Dow Jones cede lo 0,06% mentre il Nasdaq Composite guadagna lo 0,1%. Nel primo pomeriggio il Dipartimento del Commercio ha reso noto che i nuovi cantieri residenziali sono saliti nel mese di ottobre da 863 mila unita’ (rivisto al ribasso da 872 mila unita’) a 894 mila unita’. Il dato e’ superiore alle attese degli analisti che si aspettavano un valore pari a 840 mila unita’. Le Licenze edilizie hanno invece mostrato una flessione passando da 894 mila unita’ a 866 mila unita’ (consensus 865 mila unita’). Il presidente della Fed Ben Bernake ha detto che senza un accordo in tempi rapidi per evitare il fiscal cliff si rischiano costi molto elevati e che la Banca centrale non dispone dei mezzi per contrastare il precipizio fiscale.

Sul fronte societario crolla Hp (-11,95%). Il colosso Usa ha chiuso il quarto trimestre in perdita dopo la svalutazione per 8,8 miliardi di dollari di Autonomy, società britannica acquistata lo scorso anno per 10 mld di dollari. Vola Groupon (+8,53%). Il fondo hedge Tiger Global ha comunicato alla Sec, la Consob americana, di possedere circa il 9,9% della società specializzata nelle offerte via Internet. Bene Research in Motion (+1,2%). Jefferies ha alzato il rating sul gruppo del blackberry a hold da underperform. Scivola Best Buy (-13,02%). Il retailer ha chiuso il terzo trimestre con un utile operativo decisamente inferiore alle attese. Lettera su Intel (-3,64%). Ubs ha rivisto al ribasso il giudizio sul gruppo dei semiconduttori a neutral da buy.

MERCATI ASIATICI

Nikkei tonico

Borsa nipponica positiva in chiusura di scambi questa mattina. Il Nikkei ha chiuso le contrattazioni a quota 9222,52 facendo registrare un rialzo dello 0,87% mentre il Topix si e’ attestato a 767,01 punti in crescita dello 0,65%. I buoni dati macro di ieri sul mercato immobiliare americano hanno prevalso sull’ incertezza che persiste in Europa dove la riunione dei ministri dell’economia UE indetta per trovare un accordo che sbloccasse gli aiuti alla Grecia e’ terminata con un nulla di fatto. Tutto rimandato a lunedi’ prossimo.

Sul fronte macroeconomico il Ministero delle Finanze giapponese ha reso noto questa mattina il dato relativo alla Bilancia Commerciale. Nel mese di ottobre il deficit si è attestato a 549 miliardi di yen, in calo rispetto ai 558,6 miliardi rilevati in settembre, ma nettamente superiore ai 360 miliardi stimati dagli analisti. Prosegue anche il trend negativo delle esportazioni: ad ottobre sono diminuite del 6,5% a fronte di un calo del 4,9% del consensus. Le esportazioni verso la Cina, il principale partner commerciale del Giappone, sono calate dell’11,6% rispetto all’anno precedente, quelle verso gli Stati Uniti sono aumentate del 3,1%, mentre quelle verso l’Unione Europea del 20,1%. Le importazioni sono scese meno del previsto, dell’1,6% a fronte di una diminuzione prevista pari al 3,2%.

Tra i titoli che si sono meglio comportati spiccano i rialzi superiori al 5 per cento di Alps Electric e Mazda Motor mentre ha ceduto terreno Japan Steel Works, che ha perso il 5,82%, tra i peggiori del listino, dopo che Smbc Nikko Securities ha tagliato il rating sul titolo.

In rialzo tra le altre principali piazze azionarie asiatiche Hong Kong (+0,91%) e Shanghai (+1,07%) mentre Seul ha ceduto lo 0,32%


MERCATI EUROPEI
Deboli le borse europee dopo il rinvio sul caso greco

Avvio debole per i listini azionari europei dopo il fallimento dell’Eurogruppo nella ricerca di una soluzione per il caso greco. Per lunedì prossimo è atteso un altro incontro che dovrebbe coinvolgere i Paesi dell’Eurozona e la troika composta da Commissione Ue, Bce e Fondo Monetario Internazionale. Proprio quest’ultima istituzione si è messa di traverso all’ipotesi di concedere altri due anni alle Autorità greca per il rientro del debito dotto il 120% del Pil (dal 20020 al 2022).

Il Dax tedesco cede lo 0,25% e si porta a 7.155 punti. Spiccano i ribassi di K+S, colosso dei fertilizzanti e dell’estrazione del sale che subisce gli effetti del downgrade di JP Morgan ad underweight.

Perde lo 0,41% il Cac 40 francese che si riporta a 3.447 punti appesantito, fra l’altro, dalle cattive performance di Lafarge (-1,76% a 45,42 euro), che subisce gli effetti della decisione di Bernstein di abbassare ad underperform il titolo della società del cemento con prezzo obiettivo a 38 euro. Da evidenziare anche le performance di Veolia Environment (+1,54%) che ha perfezionato la cessione del business dei rifiuti solidi negli Stati Uniti a ADS Waste Holdiung per circa 1,44 miliardi di euro.

Sotto la parità l’indice spagnolo Ibex 35, che cede lo 0,7% a 7.724 punti. Il Banco Popular (-2,14%) non subisce soltanto la cattiva intonazione dei mercati e del comparto finanziario: l’istituto di credito iberico, secondo indiscrezioni dell’agenzia di stampa Reuters, avrebbe collocato soltanto metà dei titoli che saranno emessi a fronte dell’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro.

APERTURA MERCATO ITALIANO

Piazza Affari in parità dopo apertura in rosso

Il Ftse Mib segna +0,1%, il Ftse Italia All-Share +0,1%, il Ftse Italia Mid Cap -0,1%, il Ftse Italia Star -0,2%.
Borse europee in leggera flessione. Ieri sera l’S&P 500 ha terminato a +0,07%, il Nasdaq a +0,02%. Attualmente i future sui principali indici USA sono in calo dello 0,2% circa. A Tokyo il Nikkei 225 ha chiuso a +0,87%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng ha fatto segnare +1,39%.

Borse europee incerte dopo il nulla di fatto per gli aiuti (44 miliardi di euro complessivamente) alla Grecia nell’Eurogruppo di ieri sera a causa delle resistenze della Germania: nuovo tentativo lunedì prossimo, 26 novembre. A pagare dazio a Milano sono soprattutto i bancari con BP Emilia Romagna (-1,3%) e Banco Popolare (-1,2%) in evidenza. Autogrill (-0,9%) perde terreno. MF scrive che la base d’asta per la gara per la gestione dei duty free negli aeroporti spagnoli salirà al 32% delle vendite dal 27% pagato finora dalla ex Aldeasa (gruppo Autogrill). Secondo i rumor la base potrebbe essere alzata al 35-38 per cento in virtù della forte concorrenza per l’aggiudicazione della gara.

Impregilo (-0,6%) in rosso dopo la notizia in base alla quale la Procura di Milano sta indagando su Pietro Salini, a.d. di Impregilo e Salini spa, per aggiotaggio dopo una segnalazione del gruppo Gavio alla Consob riguardo a un presunto patto occulto tra Salini e il fondo Amber. Detto patto avrebbe favorito la nomina di Salini ad a.d. di Impregilo nell’assemblea del luglio scorso. Indagati anche Massimo Ferrari, direttore affari generali di Salini spa, Joseph Oughourlian, co-fondatore di Amber, e Umberto Mosetti, rappresentante del fondo in Italia.

Camfin (-2,4%) in flessione: la Mtp Sapa di Tronchetti Provera ha avviato trattative in esclusiva fino al 15 dicembre con i fondi Investindustrial e Clessidra per l’accorciamento della catena di controllo che scende fino a Pirelli&C. E’ stato inoltre disdettato il patto Malacalza-Gpi su Camfin, circostanza che ha mandato su tutte le furie la famiglia genovese. MF scrive però che l’amicizia tra Andrea Bonomi (Investindustrial) e Mattia Malacalza potrebbe portare a una riconciliazione tra le parti in causa. Bene Fiat (+1,7%) che rimbalza dopo il forte calo di ieri determinato dal downgrade deciso da UBS.


TITOLI DEL GIORNO
Moderata flessione ieri per Ansaldo Sts che si mantiene al di sotto di area 6,50 euro. Il titolo ha comunque dimostrato per il momento una discreta forza mettendo a segno un rimbalzo deciso dopo aver testato a meta’ mese la media mobile a 100 giorni, ora supporto a 6,17 euro. La reazione dovra’ superare 6,60, trend line che scende dal top di ottobre, per confermarsi attiva e puntare non solo al recupero proprio del massimo dello scorso mese, a 6,81, ma per tentare di estendere ulteriormente con target in area 7,10 euro. La violazione di 6,17 farebbe temere invece il proseguimento del ribasso fino in area 5,90 almeno, minimo di settembre, ed eventualmente 5,75, 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di luglio.
Per chi volesse comprare il titolo attendere la rottura di 6,60 per intervenire con target a 6,80 e stop loss a 6,50.
Per chi gia’ detiene il titolo stop a 6,15, incrementare oltre 6,60 per 6,80.

Da metà settembre Enel si sta muovendo all’interno di un canale discendente i cui riferimenti attuali si collocano a 2,66 e 2.97 euro. Il titolo sta quindi disegnando quello che in analisi tecnica prende il nome di ‘flag’, una figura di continuazione rispetto alla tendenza rialzista in forza dai minimi di luglio. Affinché la figura possa essere completata, i prezzi dovranno tuttavia forzare area 2,97 e vincere l’ostacolo a 3,05 rappresentato dai massimi di metà settembre. Solo così verrebbero rilanciate le prospettive di crescita in direzione di 3,2360 euro, per la copertura del gap ribassista del 16 febbraio, e di 3,60, massimi di ottobre 2011. Dal mancato superamento di 2,97 euro scaturirebbe invece una reazione opposta con target negativi sulla media mobile a 100 giorni, ora a 2,66 euro, ed eventualmente a 2,50 euro in corrispondenza del 50 % di ritracciamento del rialzo da luglio.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire al superamento di 3,05 euro con stop sotto 2,95 euro. Target a 3,2360 euro.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 2,66 euro, incrementare oltre 3,05 euro con target a 3,2360 e 3,60 euro.

Parmalat ha ritracciato dopo aver provato, settimana scorsa, ad attaccare la resistenza a 1,80 euro. I prezzi si stanno comunque mantenendo al di sopra dei sostegni presenti tra 1,68 e 1,70 euro, area di transito della media a 100 sedute e base del gap lasciato aperto ad inizio ottobre, gia’ ricoperto lo scorso 9 novembre. Una circostanza che sembra favorire la realizzazione di un nuovo tentativo rialzista che oltre 1,80 proietti obiettivi a 1,95 in prima battuta e piu’ in alto nel medio periodo in area 2,10. Il cedimento di area 1,68 rappresenterebbe invece un indizio di debolezza per il titolo, preludio ad un ulteriore affondo che potrebbe spingersi fino a quota 1,53. Conferme alla violazione di 1,65.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire sui livelli attuali protetti da stop sotto 1,69 per il target a 1,80 e 1,95.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 1,68 per gli obiettivi a 1,80 e 1,95.

DATI MACRO ATTESI

Mercoledì 21 novembre
00:50 GIA Bilancia commerciale ott;
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
14:58 USA Indice Markit PMI nov;
15:55 USA Indice fiducia consumatori(Univ. Michigan) finale nov;
16:00 USA Indice anticipatore ott;
16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati.


HEADLINES
Aiuti alla Grecia, ancora un rinvio
I ministri delle Finanze dell’Eurozona non riescono a raggiungere un accordo sulle misure che devono essere adottate per permettere lo sblocco degli aiuti finanziari alla Grecia. La riunione, durata circa 12 ore, e’ terminata nelle prime ore di oggi e l’Eurogruppo si incontrera’ nuovamente lunedi’ prossimo 26 novembre.

Risanamento: accordo modificativo dei contratti di finanziamento con BNL
Risanamento ha sottoscritto con Banca Nazionale del Lavoro l’accordo modificativo dei contratti di finanziamento con la medesima stipulati in data 4 ottobre 2007. Tale accordo, volto a rimodulare sotto il profilo temporale le scadenze e le modalità di rimborso, prevede che (i) l’originario finanziamento di euro30,4 milioni, ridotto ad euro  24,9 milioni alla data odierna, avrà una durata complessiva di 15 anni a decorrere da oggi e verrà rimborsato in rate semestrali;(ii) l’originario finanziamento di euro 11,4 milioni verrà rimborsato in una unica rata alla data di scadenza del 31 dicembre 2014.

USA: Bernanke, il fiscal cliff potrebbe riportarci in recessione
In un discorso di ieri al New York Economic Club il numero uno della Federal Reserve Ben Bernanke ha sottolineato il pericolo costituito dall’emergente sfida del Fiscal Cliff. L’eventuale stretta fiscale congiunta a tagli della spesa pubblica che il provvedimento, se non sarà trovato un accordo della Presidenza con il Congresso, genererà potrebbe minacciare la ripresa e riportare gli Stati Uniti in recessione. Secondo Bernanke bisognerà alzare ancora il tetto del debito pubblico per evitare il default degli States tenendo a mente, però, che il budget federale è in una traiettoria insostenibile e viaggia ancora sul 7%: dovrebbe restringersi nei prossimi anni, ma rimanere ancora sopra il 4% nel 2018. Il problema di un miglioramento della situazione occupazionale e di un corroboramento della ripresa rimane comunque la maggiore preoccupazione della Fed.

Antichi Pellettieri: accordo di ristrutturazione del debito con le banche
Il Consiglio di Amministrazione di Antichi Pellettieri, avvalendosi di quanto previsto da talune novità legislative recentemente entrate in vigore, ha depositerà presso il Tribunale di Reggio Emilia un ricorso ai sensi dell’articolo 182-bis, sesto comma, della Legge Fallimentare. Le trattative con il ceto bancario hanno infatti portato ad una condivisione del testo di un accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’art. 182 bis nelle sue caratteristiche essenziali, pur permanendo la necessità di definire ancora taluni elementi residuali e, in ogni caso, senza che tali trattative abbiano sinora condotto all’assunzione di impegni vincolanti. L’accordo con il ceto bancario prevede la sottoscrizione da parte delle banche di un aumento di capitale ad esse riservato con emissione di una particolare categoria di azioni con diritto di voto limitato. Tale struttura consente di salvaguardare i diritti patrimoniali degli attuali azionisti, facendo sì che rimanga impregiudicata la quota di partecipazione degli stessi al capitale sociale di natura ordinaria, salvo l’effetto diluitivo immediato per una percentuale pari al 50% conseguente all’aumento di capitale riservato.

Brioschi Sviluppo Immobiliare:  sottoscritto il finanziamento U27 di Milanofiori 2000
Milanofiori 2000, società interamente controllata da Brioschi Sviluppo Immobiliare, ha sottoscritto con Intesa Sanpaolo in qualità di banca finanziatrice e Banca IMI in qualità di banca agente, un contratto di finanziamento ipotecario per un ammontare massimo di 48,3 milioni di euro. Il finanziamento è finalizzato principalmente al completamento dei lavori di costruzione dell’edificio denominato “U27”, di complessivi 22.000 mq circa, ubicato nell’area D4 del complesso Milanofiori Nord, in Comune di Assago, destinato ad ospitare la sede di Nestlé Italiana S.p.A. a partire dal 2014. Il finanziamento ha una durata di diciotto mesi più due giorni e potrà essere esteso per ulteriori otto anni e sei mesi. È suddiviso in quattro distinte linee e prevede il rilascio di garanzie a favore delle banche, tra cui l’iscrizione di un’ipoteca sull’area.

Basf annuncia un’offerta in contanti per l’acquisizione di Pronova BioPharma
Il gruppo Basf ha raggiunto un accordo con Pronova per la promozione di un’offerta pubblica di acquisto delle sue azioni a un prezzo di 12,50 corone svedesi.