Websim Focus sui Mercati finanziari 18/04/2016 – WS

Borse asiatiche in netto calo stamattina dopo il fallimento del summit di Doha: ieri la riunione dei Paesi produttori di petrolio si è conclusa senza alcun accordo sul congelamento delle quote. Il Brent è in calo del 4% a 41,4 usd.

L’indice MSCI Asia Pacific arretra dai massimi degli ultimi 4 mesi toccati venerdì.

Tokio -3%, in Cina Hong Kong -1,2% e Shanghai -1,3%. Seul perde lo 0,4% Mumbai +0,3%.

I future sulle Borse europee anticipano un avvio in calo dell’1,4%.

Analisi Tecnica Borse.

Nella settimana appena conclusa si sono registrati diffusi segnali di rafforzamento del quadro di fondo che verranno probabilmente ridimensionati nella seduta entrante. Faremo particolare attenzione al comportamento degli indici principali a ridosso dei primi supporti. L’indice MSCI World (venerdì -0,07%) ha chiuso l’ottava con un progresso del 2,5% portandosi sui massimi dell’anno.

S&P500 (2.080). +1,6% la settimana scorsa. Si muove sui top dal 7 dicembre. La tenuta del supporto in area 2.040 permette di proiettare un obiettivo sui massimi storici in area 2.130. Arretramenti fino a 1.950 punti non creano allarmi particolari. Allerta sotto 1.900 punti.

Giappone (oggi Nikkei 16.336, -3%). La brusca correzione arriva dopo il +6,5% della scorsa settimana. La tenuta dell’importante supporto in area 16mila punti preserverebbe il movimento di recupero in corso. Su base mensile l’indice ha costruito un promettente “white hammer”. Segnali di forza sopra 17.500.

Cina (oggi CSI300 3.230, -1,3%). +2,7% il bilancio settimanale. Solo sotto 3.100 punti cominceremo a preoccuparci. Ci aspettiamo un attacco più convinto alla prima forte area resistenziale a 3.270 punti. Una chiusura sopra questo livello proietterebbe un target di breve verso 3.400.

FtseMib (18.257). +4,3% la scorsa settimana grazie al rimbalzo delle banche. Monitoriamo la tenuta dell’area supportiva 17.600/18mila che allontanerebbe i rischi di scivolare sui minimi dell’anno a 16mila punti.

Dax (10.051). +4,5% la scorsa settimana. L’area target di breve a 10.500 punti. Primo supporto a 9.600/9.500 punti. Sostegni strategici verso 8.400/8mila punti.

Brasile (Bovespa 53.227). +6% la scorsa settimana. Resta appesa ad un filo la sorte del presidente Dilma Rousseff: stanotte la Camera ha votato a favore della messa in stato di accusa. Il partito che la sostiene ammette la sconfitta ma promette di dare battaglia in Senato e negli organi giudiziari che devono ratificare l’avvio del procedimento a suo carico. La performance (+33% da inizio 2016) resta formidabile. Sfondato l’ostacolo a 51mila/52mila punti l’obiettivo si sposta a 56mila punti. Sopra, verrebbe annullata la tendenza ribassista avviata un paio di anni fa.

Commodity.

Petrolio. Brent -4% 41,4 usd. Dalle dichiarazioni rilasciate a margine del meeting di Doha è emerso che l’Arabia Saudita non ha alcuna intenzione di rinunciare alla sua quota di mercato, intende semmai incrementarla, come ha avvertito uno dei più influenti membri della famiglia reale in un’intervista a Bloomberg. La correzione è inevitabile, ma alziamo l’allerta perché discese verso 40/37 usd sarebbero per noi occasioni di acquisto.

Oro (1.235 usd, +0,5%). Le rinnovate turbolenze riportano in auge il metallo prezioso. Come già detto più volte, avere un po’ di oro nel portafoglio in questa fase è come tenersi un’aspirina nel cassetto per curarsi da un improvviso mal di testa. Manteniamo la posizione a protezione di asset più rischiosi. Supporti e nostra area di acquisto rimangono a 1.200 usd. Target 1.300 usd.

Forex.

Valute Emergenti. La discesa del petrolio penalizza ovviamente le valute più legate alla sua rivalutazione. Il Real si deprezza dell’1,4% contro dollaro, il Rublo cede il 2%.
Fin qui niente di grave considerando che il Real ha recuperato il 25% contro dollaro dai minimi dell’anno e il Rublo è rimbalzato del 17%.

Euro/Dollaro (1,128). L’euro è per il momento tranquillo, lo stesso livello di venerdì sera. I prossimi mesi in Europa non saranno facili con le nuove trattative sul debito della Grecia e il referendum sulla Brexit ed è probabile che il cross si riporti verso la parte centrale del range 1,05-1,15. Lì compreremo dollari.

Bond governativi.

Germania. Anche qui le turbolenze spingono ad acquistare i “sicuri” governativi tedeschi. Rendimento Bund decennale a 0,12%. L’avvicinamento dei minimi storici a 0,077% per noi è occasione per prendere profitto.

Italia. Tutto tranquillo. Spread 120, rendimento del BTP 10 anni a 1,35%. Sulla periferia siamo ancora ottimisti e puntiamo a una ulteriore chiusura dello spread.

Grecia. I creditori stanno considerando altre misure di austerity, che potrebbero scattare se Atene non centrerà i target di bilancio. Lo riporta il Wall Street Journal. La Grecia dovrebbe firmare delle “misure d’emergenza” per 3 miliardi di euro, da aggiungere ai 5 miliardi di aumento delle tasse e tagli spesa sotto esame. L’idea avrebbe l’appoggio della Germania. Per ora i prezzi dei governativi ellenici tengono (decennale 8,7%), ma il via alle danze probabilmente sta per arrivare!

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