Websim Focus sui Mercati finanziari 14/04/2016 – WS

Il rally delle banche ha spinto all’insù Wall Street: S&P500 +1%, Dow Jones +1,06%, Nasdaq +1,55%. Jp Morgan +4,3% dopo risultati sopra le attese.

Asia. Le Borse spingono al rialzo per il sesto rialzo consecutivo. Tokio +3,3%, Hong Kong +0,7%, Shanghai piatta, Seul +1,3%, Mumbay chiusa.

In Europa i future segnalano un avvio in rialzo dello 0,3%.

Analisi Tecnica Borse.

Con il guadagno di ieri le borse globali hanno ufficialmente azzerato la perdita da inizio anno. L’indice MSCI World (+0,2% o +0,8% a seconda che si guardi senza o con le borse emergenti) ha recuperato i circa 15 punti di perdita accumulati a metà febbraio. Anche ieri si sono visti diffusi segnali di forza, in particolare su Wall Street e Brasile.

S&P500 (2.082, +1,06%). Si porta sui top dal 7 dicembre. La tenuta del supporto in area 2.040 permette di proiettare un obiettivo di breve sui massimi storici in area 2.130. Per ora si suggerisce di mantenere, poi si faranno i conti. Arretramenti fino a 1.950 punti non creano allarmi particolari. Allerta sotto 1.900 punti.

Giappone (Nikkei 16.911, +3,3%). In quattro sedute ha messo a segno un rimbalzo del 10% riprendendo in pieno l’importante supporto a 16mila punti appena ceduto. Il movimento decreta la fine dell’emergenza e il rischio di scivolare sul più robusto sostegno a 15mila punti. Il rimbalzo è accompagnato da una frenata del rafforzamento dello yen.

Cina (CSI 300 3.260, +0,1%). Consolida sui top da metà gennaio. Ci aspettiamo un attacco più convinto alla prima forte area resistenziale a 3.270 punti. Una chiusura sopra questo livello proietterebbe un target di breve verso 3.400. Allerta in caso di ritorno sotto 3.100 punti.

FtseMib (18.165, +4,13%). Rimane ostaggio della forte volatilità delle banche. Finchè non torna la calma su questo settore non ci sarà pace. Intanto registriamo che la ripresa di area 17.600/18mila allontana i rischi di scivolare sui minimi dell’anno a 16mila punti.

Dax (10.026, +2,7%). La brillante seduta di ieri riduce le perdite da inizio anno al 6%. Segnali di forza si vedranno sopra 10.200 punti per target di breve alzato a 10.500 punti da 10.300. Sostegni strategici verso 8.400/8mila punti.

Brasile (Bovespa 53.150, +2,2%). Nuovi top da inizio anno e +34% la performance. Resta di gran lunga la borsa più vivace di questa fase. Paradossalmente, più si avvicina la fine del governo di Dilma Rousseff e più la borsa festeggia. Naturalmente incidono anche la ripresa di petrolio e Cina. Sfondato l’ostacolo a 51mila/52mila punti l’obiettivo si sposta a 56mila punti oltre cui verrebbe annullata la tendenza ribassista avviata un paio di anni fa.

Commodity.

Petrolio. Oggi Brent -1,4% a 43,6 usd. Consolida sui top da inizio dicembre. Le scorte Usa sono salite di 6,6 milioni di barili a 536 milioni, un livello che non si vedeva dal 1973. Il consensus si aspettava un incremento di 2 milioni di barili. Nessun segnale di inversione del trend rialzista avviato a febbraio. Scattati ulteriori segnali di forza oltre 43 usd che proiettano un target a 48 usd. Rischi sotto 36 usd. Stop loss sotto 30 usd. Confermato nel Portafoglio Modello di Websim.

Oro (1.234 usd). Oggi -0,7%, terzo ribasso di seguito sulla scia del ritorno della propensione al rischio. Manteniamo la posizione a protezione di asset più rischiosi. Non fidiamoci troppo Supporti e nostra area di acquisto rimangono a 1.200 usd. Target 1.300 usd.

Forex.

Valute Emergenti. In avvio di seduta si registra qualche presa di profitto su Real e Rublo, ma il quadro rimane in deciso recupero. Da segnalare il -1% del Ringgit malese dopo sei rialzi consecutivi e i nuovi massimi da dicembre del Rand sudafricano.

Euro/Dollaro (1,126). Come previsto, la vicinanza della parte alta del collaudato range 1,05-1,15 ha spinto a qualche acquisto di dollari. D’altra parte i prossimi mesi in Europa non saranno facili con nuove trattative sul debito della Grecia e il referendum sulla Brexit.

Bond governativi.

Germania. Il rendimento del Bund decennale (0,13%) rimane a ridosso dei minimi storici (0,077%) senza tuttavia sfondarli. Sembra di intuire che non siamo solo noi a sostenere che su questi livelli di rendimento non ci sia più valore inespresso.

Italia. Niente di particolare da segnalare. Il rimbalzo delle banche aiuta lo spread a scendere di nuovo a 117 da 121 e a ridurre il rendimento del BTP 10 anni a 1,30% da 1,37%. Finchè non si sale oltre 1,50%/150 non vediamo particolari rischi.

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