Websim Focus sui Mercati finanziari 31/03/2016 – WS

I commenti improntati alla cautela in materia di costo del denaro arrivati dalla Fed sono il propellente del rialzo di ieri sera a Wall Street. I tre indici principali hanno messo a segno un progresso di mezzo punto percentuale.

All’intervento del presidente Janet Yellen si è aggiunto il commento di Charles Evans, presidente della Fed di Chicago che ha definitivamente rimosso l’ultimo dubbio sulla possibilità che il mese prossimo ci possa essere un rialzo del costo del denaro. Se ne riparla in giugno, ma solo se i dati sull’occupazione continueranno a essere molto buoni.

Asia. Stamattina Tokyo +0,16%. In Cina, Hong Kong -0,2%, Shanghai +0,3%. Seul -0,6% e Mumbai -0,4%.

I future sulle Borse europee anticipano un avvio in calo di circa lo 0,40%.

Analisi Tecnica Borse.

Il quadro di breve è ulteriormente migliorato, con l’indice MSCI World che ieri ha messo a segno il quarto rialzo consecutivo (+1,1%) portandosi su nuovi top dal 4 gennaio. Si consideri però che oggi è l’ultima seduta del primo trimestre e non si può escludere qualche presa di profitto. Le Borse asiatiche hanno messo a segno a marzo il miglior mese dal 2009.

S&P500 (2.063 +0,44%). Quindicesima seduta di rialzo da inizio mese e nuovi top da inizio anno. Il pieno sfondamento di area 2.040 proietta un target sui massimi storici in area 2.130. Supporti verso 1.900 punti.

NASDAQ (4.869, +0,47%). Nuovi top da inizio gennaio. Teniamo alta l’allerta. Sopra 4.900 punti si aprirà la porta per un ritorno sui massimi assoluti a 5.200.

Giappone (Nikkei 16.905, +0,16%). Nelle ultime sedute non si registra niente di particolare. Monitoriamo i supporti e area d’acquisto verso 16mila punti. Solo oltre 17.700 punti il trend riprenderà vigore.

Cina. (CSI 300 +0,3% a 3.225). Consolida il brillante +2,6% di ieri confermando l’uscita dal range 2.800-3.120 punti, che ha guidato il trend da metà gennaio a metà marzo. Alziamo l’allerta: attese accelerazioni al superamento dei recenti top a 3.270. Il segnale di forza rientrerà in caso di ritorno sotto 3.100 punti.

FtseMib (18.375, +1,1%). L’uscita dalla parte bassa del canale crescente avviato a metà febbraio (sotto 18.450 punti) ha indebolito il quadro di breve. Solo sopra 18.800 punti l’emergenza rientrerà. Nuove spinte si vedranno oltre 19.250 punti.

Dax (10.046, +1,6%). Molto più vivace della nostra borsa. La perdita da inizio 2016 è del 6% contro il -14% di Milano. Resta valido il target di breve a 10.300 punti. Primo supporto 9.300 punti. Sostegni strategici verso 8.400/8mila punti.

Brasile (Bovespa 51.248, +0,2%). Nuovi top dal luglio 2015, ma contrassegnati da qualche presa di beneficio nel finale di seduta. Ormai l’esecutivo guidato da Dilma Rousseff viene dato per spacciato e questo scenario piace al mercato. Sopra 51mila/52mila punti si evidenzia un altro segnale di forza. Sulla debolezza si possono posizionare acquisti in area 45mila punti.

Commodity.

Petrolio. Prezzi ancora deboli. Brent -0,9% a 38,9 usd. Da segnalare, dopo il dato sulle scorte Usa diffuso ieri, il tweet del ministro dell’Energia dell’Ecuador che anticipa l’intenzione di presentare alla prossima riunione tra paesi produttori una richiesta di taglio alla produzione. Per leggere bene l’attuale scenario, non si dimentichi che il greggio ha messo a segno un rimbalzo del 50/60% dai minimi di gennaio. Discese verso 36 usd per noi sono da sfruttare per acquisti. Stop loss in caso di ritorno sotto 30 usd.

Oro (1.228 usd). Consolida il rimbalzo di ieri guidato dalla Fed. Il rimbalzo è partito proprio da area 1.200 usd, da noi indicata come livello di acquisto sulla debolezza (minimo a 1.207 usd). Target 1.300 usd.

Forex.

Valute Emergenti. Il primo trimestre si sta per chiudere con nuovi segnali di spinta. Stamattina il Ringgit malese aggiorna i massimi da luglio 2015. Rupia indiana sui top da aprile 2015,Rand sudafricano sui top da metà dicembre.

Euro/Dollaro (1,131). Le mosse della Fed spingono il dollaro verso la parte alta del range 1,05 – 1,15 dove stiamo pronti a comprare dollari sulla debolezza.

Bond governativi.

USA. La Fed ha spinto all’ingiù i rendimenti delle obbligazioni. Nel caso del Treasury bond biennale siamo al minimo dell’ultimo mese a 0,76% (-3 punti base rispetto a ieri mattina).

Germania. Una nuova ondata di acquisti sta spingendo i rendimenti sui nuovi minimi storici. Il rendimento del decennale è intorno a 0,15%. Suggeriamo di sfruttare gli strappi verso i minimi storici (0,10%) per prendere profitto. Non vediamo più “valore inespresso” in questo segmento.

Italia. Ottima tenuta dei nostri BTP. Lo spread scende a 105 punti base, il rendimento del decennale scende sui minimi da aprile 2015 a 1,21%. Crediamo che in questo segmento rimanga del valore inespresso soprattutto per la potenziale chiusura dello spread fino a 80/50 punti base.

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