Websim Focus sui Mercati finanziari 18/03/2016 – WS

Wall Street ha chiuso in rialzo sostenuta dai titoli industriali e petroliferi: Dow Jones +0,9%, S&P500 +0,7%, Nasdaq +0,2%.

Tra i titoli spicca il +12% del gigante delle spedizioni FedEx, considerato un barometro dell’economia degli Stati Uniti.

Il Brent ha chiuso in rialzo del 3% a 41,5 usd, il prezzo è tornato sui livelli di inizio dicembre.

Asia. Stamattina solo il Nikkei (-1,25%) chiude in ribasso. In Cina, Hong Kong +0,7% e Shanghai +1,6%. La banca centrale di Pechino ha alzato la banda di oscillazione dello yuan. Positive anche Seul +0,3% e Mumbay +0,6%.

I future sulle borse europee anticipano un avvio in progresso dello 0,3%.

Oggi a Piazza Affari è seduta di scadenze tecniche: scadenda futures su azioni e opzioni; scadenza futures su indice FtseMib.

Analisi Tecnica Borse.

Il quadro globale continua ad irrobustirsi grazie al decisivo contributo di Wall Street e borse emergenti spinte dalla ripresa delle commodity. Giappone e Vecchio Continente restano al palo. L’indice MSCI World ieri ha chiuso in guadagno dell’1,5% azzerando le perdite da inizio anno. Ma della recessione globale che ha convinto parecchi investitori ad azzerare le posizioni in azioni tra gennaio e febbraio non parla più nessuno?

S&P500 (2.040, +0,66%). Primo segnale di forza e attacco a quota 2.030 punti oltre cui il trend assumerebbe maggiore consistenza e potrebbe spingersi verso i massimi storici in area 2.130. Supporti verso 1.900 punti.

Cina. (oggi CSI 300 +1,6% a 3.173). Primo segnale di forza. Segna i top dal 21 gennaio e tenta di uscire dal ristretto range 2.800-3.120 punti entro il quale si muove da metà gennaio. Conferme si vedranno sopra 3.240 punti.

FtseMib (18.608, -0,6%). Il rischio di uno stop al processo di aggregazione delle banche ha frenato lo slancio. Il movimento avviato da metà febbraio è inserito in un canale crescente che ha come limite inferiore area 18.500/18mila. Discese verso 18mila/17.500 sono per noi occasioni di acquisto. Spinte oltre 19.250 punti.

Dax (9.892, -0,9%). Resta a poca distanza dai top degli ultimi due mesi e mezzo. Ancora valido il target di breve a 10.300 punti. Primo supporto 9.300 punti. Sostegni strategici verso 8.400/8mila punti.

Nikkei (oggi 16.724, -1,25%). La settimana si è chiusa con una perdita dell’1,2%. Nulla di nuovo sul quadro grafico. Supporti e area d’acquisto verso 16mila punti. Oltre 17.600 punti il trend riprenderà vigore.

Brasile (Bovespa 50.913, +6,60%). Amplia a +28% il guadagno da inizio anno. Cina e petrolio riescono a far passare in secondo piano gli scandali della politica. L’indice si spinge sui massimi dal luglio 2015 fornendo un altro convincente segnale di spinta con lo sfondamento di area 50mila/50.600 punti. Il target si alza a 53mila. Acquisti sulla debolezza a 45mila punti.

Commodity.

Petrolio. Brent (oggi 41,6 usd) e Wti (oggi 40,3 usd) salgono su aspettative di un accordo tra i paesi produttori. Ribadiamo la visione positiva. Nuovi segnali di forza sopra 42 usd per target 50 usd. Discese verso 36 usd sono da sfruttare per acquisti. Stop loss in caso di ritorno sotto 30 usd.

Oro (1.262 usd). Prezzi poco mossi ma sempre a ridosso dei massimi dell’anno. Correzioni fino a 1.200 usd sono per noi occasioni di acquisto. Crediamo in un allungo di breve verso 1.300 usd.

Forex.

Valute Emergenti. Giornata di diffusi spunti positivi. Il quadro è decisamente più sereno rispetto all’inizio dell’anno grazie alla ripresa delle commodity. Rublo russo su nuovi top dal 7 dicembre contro dollaro. Real brasiliano e Rand sudafricano +3%. Ringgit malese su nuovi massimi da metà agosto per citare solo le valute principali.

Euro/Dollaro 1,128. L’attenuazione della politica monetaria Usa indebolisce il dollaro, ma vista la forza dell’economia americana, ci posizioniamo sulla parte alta del range 1,05-1,15 per comprare biglietti verdi.

Bond governativi.

USA. Il mercato delle obbligazioni statunitensi si sta velocemente adeguando al segnale di stop della Fed sulla via del rialzo dei tassi, il rendimento del decennale è sceso a 1,87%, due giorni fa si aggirava intorno al 2%.

Germania. Le rinnovate turbolenze sul settore finanziario hanno risospinto il rendimento del Bund decennale a 0,23% da 0,31% di ieri mattina. Secondo noi la fase di assestamento potrebbe spingere il rendimento fino a 0,5% per cui sfruttiamo l’avvicinamento dei minimi storici (0,10%) per vendere Bund tedeschi a vantaggio della periferia.

Italia. Lo spread (102) rimane a ridosso della soglia psicologica dei 100 punti il cui sfondamento darebbe nuovo slancio al movimento di recupero dei nostri BTP. Rendimento BTP 10 anni in calo a 1,27%. Restiamo positivi e puntiamo a uno spread tra 80/50 punti base.

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