Websim Focus sui Mercati finanziari 09/03/2016 – WS

Wall Street ha messo la marcia indietro dopo 5 rialzi consecutivi: S&P500 -1,1%, Nasdaq -1,3%, Dow Jones -0,6%.

C’è stato un ripiegamento generalizzato delle materie prime, a cominciare dal petrolio: il Brent ha perso il 3% chiudendo sotto quota 40 usd. Nelle prime battute di oggi passa di mano a 39,90 usd.

Asia. Stamattina prevale il segno meno. Nikkei -0,8%, Shanghai interrompe la striscia positiva di sei sedute e arretra dell’1,1%. Secondo indiscrezioni, il recente rally è stato alimentato da acquisti di soggetti riconducibili alle autorità statali. Alcune società di gestione avrebbero ricevuto “l’invito” a dare il loro contributo a stabilizzare i mercati nei giorni della riunione annuale dell’Assemblea del Popolo, l’istituzione che ratifica le decisioni del Partito Comunista cinese. Hong Kong -0,6%, Mumbai -0,7%, Seul +0,2%.

I future sulle borse europee anticipano un avvio in rialzo dello 0,2% alla vigilia del cruciale appuntamento con la Bce di domani.

BCE. Il mercato si aspetta:

1) Aumento degli acquisti mensili di 10 mld con eventuale inclusione di altre tipologie di asset finanziari.
2) Taglio ulteriore del tasso sui depositi da -0,3% a -0,4% con eventuale creazione di un sistema a due livelli.

Attenzione, però, non è da escludere che, alla luce del recente forte recupero dei prezzi delle materie prime (movimento inflazionistico per definizione) la Bce decida di assumere un approccio meno aggressivo. Peraltro, i tedeschi sono contrari ad altri tagli dei tassi.

Analisi Tecnica Borse.

La seduta di ieri è da interpretare come un assestamento del violento rimbalzo delle ultime due settimane. Nessuno degli indici principali ha rotto al ribasso supporti significativi. L’indice MSCI World che comprende anche gli emergenti ha perso lo 0,87% dopo cinque rialzi.

S&P500 (1.979, -1,1%). Se una correzione doveva arrivare, area 2mila punti era il livello giusto per attivarla. Fino a 1.935 punti non c’è da preoccuparsi.

Cina. Il CSI 300 (oggi -1,1% a 3.072) si mantiene sopra l’importante supporto a quota 3mila. Il rimbalzo acquisterà nuova linfa una volta superato lo scoglio a 3.240 punti.
FtseMib (18.017, -0,2%). Buon recupero nel finale di ieri grazie a banche e lusso. Area 17.500/18mila si propone per consolidare il violento rimbalzo dai minimi dell’anno. Flessioni verso 17.500 sono da considerarsi pull back e quindi occasioni d’acquisto. Target di breve 18.700.

Dax (9.692, -0,8%). Consolida ordinatamente sopra quota 9.300 punti e punta al target di breve a 10.300 punti. Sostegni strategici verso 8.400/8mila punti.

Tokio (oggi 16.643, -0,84%). In corso una pausa di consolidamento che non assumerà connotazioni di pericolo se l’indice rimane sopra 16mila punti. Solo oltre 17.600 punti il trend riprenderà vigore.

Brasile (Bovespa 49.102, -0,3%). La straordinaria tenuta della borsa carioca è un punto di forza da non trascurare. Il deciso superamento di quota 44mila ha invertito la triennale tendenza negativa. Sopra 50mila/50.600 punti il movimento potrebbe spingere fino a quota 53mila.

Commodity.

Petrolio. Oggi Brent 39,9 usd. Ieri -3%. Dopo un rimbalzo di 15 dollari in un mese (da 27 a 41 usd) ci sarebbe da meravigliarsi se non arrivasse una correzione. Diciamo, con un po’ di falsa modestia, che non bisognava farsi sorprendere dal rialzo non dalla correzione! Consideriamo eventuali discese verso 36 usd occasioni di acquisto. Stop loss in caso di ritorno sotto 30 usd.

Oro (1.256 usd). Oggi in calo di mezzo punto. L’insicurezza ancora diffusa sulle prospettive dei mercati tiene i prezzi a ridosso dei top annuali. Trend di breve robusto. Non vediamo segnali di inversione. Correzioni fino a 1.200 usd sono occasioni di acquisto.

Forex.

Valute Emergenti. Il rimbalzo delle principali valute emergenti frena per effetto del calo delle commodity. Per ora niente di preoccupante.

Euro/Dollaro 1,098. Le oscillazioni di breve sono prive di direzionalità. I giochi si faranno probabilmente dopo la Bce. Il cross si muove a metà strada del collaudato range 1,05-1,15. Agiremo solo a ridosso degli estremi.

Bond governativi.

I titoli di Stato della zona euro hanno performato “alla grande” dall’inizio dell’anno, ma in vista del delicato appuntamento di domani saremmo più prudenti. Nel corso della giornata proporremo un’idea operativa per proteggere l’importante posizione del Portafoglio Modello da cattive sorprese.

Germania. Il rendimento del bund decennale (ieri 0,18%) è sempre a un passo dai minimi storici segnati l’anno scorso a 0,077%. Da qui in poi suggeriamo di non comprare.

Italia. L’abbiamo scampata: la UE non avvia nessuna procedura di infrazione, pur giudicando eccessivi gli squilibri del bilancio pubblico. Spread a 123 punti base, rendimento del BTP 10 anni a 1,42%.

Grecia. Da segnalare il forte recupero dei titoli di Stato ellenici sull’ipotesi che in primavera si torni a parlare di ristrutturazione del debito. Rendimento decennale in calo a 9,1% dal picco annuale a 11,15%, ma soprattutto rendimento del biennale a 8,3% dal picco negativo annuale del 15%.

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