Websim Focus sui Mercati Finanziari 02/03/2016 – WS

Wall Street ha chiuso in deciso rialzo, mettendo a segno il miglior avvio di marzo della storia, grazie alla spinta di banche, tech e produttori di petrolio: Dow Jones +2,1%, Nasdaq +2,9% e S&P500 +2,4%.

Il Brent ha guadagnato il 2,3% e si porta stamattina a 36,8 usd, per qualche minuto il prezzo ha sfondato la soglia dei 37 usd, top dal 5 gennaio.

Elezioni USA. La consultazione elettorale di ieri negli Stati Uniti, il Super martedì, ha visto prevalere i due candidati favoriti. Donald Trump ha vinto, per i repubblicani, in sei Stati, Ted Cruz in due e Mark Rubio in uno. Hillary Clinton, nel campo dei democratici, ha vinto in sette stati, Bernie Sanders in quattro.

Asia. Stamattina rialzi esplosivi per tutti i listini. Tokyo +4,1%, Hong Kong +3,1%, Shanghai +4,1%, Seul e Mumbai +1,8%.

I future sulle borse europee anticipano un avvio in progresso dell’1%, dopo l’ottima prova di ieri.

Analisi Tecnica Borse.

Marzo è partito col botto spiazzando la pletora di pessimisti. Si cominciano a intravvedere segnali di spinta a partire dalla nostra “maltrattata” Piazza Affari. La Borsa brasiliana è la prima al mondo a passare in positivo da inizio anno. A conferma del movimento corale, l’indice MSCI World che comprende anche gli emergenti, ieri ha guadagnato l’1,8% portandosi su top dall’8 gennaio.

S&P500 (1.978, +2,4%). Dopo tre mesi negativi di seguito, l’avvio di marzo promette bene. E’ il primo attacco deciso allo scoglio in area 1.950/2mila punti oltre cui lo scenario di fondo diventerebbe più disteso.

Cina. Il CSI 300 (oggi +4,1% a 3.050) riconquista con forza il delicato ex supporto a quota 3mila e, soprattutto, reagisce dagli importanti minimi a 2.800 punti. Bel segnale di ripartenza.

FtseMib (18.011, +2,2%). Anche Milano prova a reagire dopo tre mesi disastrosi. La violazione di area 17.500/18mila è un grosso contributo alla ricostruzione del quadro. Obiettivo di breve 18.700. Supporti a 16mila/15.800.

Dax (9.717, +2,3%). Riparte dall’importante supporto a quota 9.300 punti. Il movimento di ieri avvalora la nostra ipotesi di un approdo a 10.300 punti. Sostegni strategici verso 8.400/8mila punti.

Tokio (oggi 16.740, +4,1%). In questa fase è ancora molto volatile. Si allontana dal supporto strategico a 15mila punti, ma segnali di forza si vedranno solo sopra 17.600 punti.

Brasile (Bovespa 44.682, +3,1%). E’ il primo tra gli indici principali ad annullare le perdite da inizio anno (+2,7%) confermando la recuperata forza relativa degli ultimi mesi. Sopra 44mila la triennale tendenza negativa potrebbe invertirsi. Se Cina e petrolio proseguiranno il rimbalzo sarà più facile.

Commodity.

Petrolio. La violazione di area 36 usd è un primo segnale tecnico importante che potrebbe favorire ulteriori allunghi almeno verso 40 usd. Rafforziamo il giudizio positivo e raddoppiamo il peso nel Portafoglio Modello.

Oro (1.225 usd). Il ritorno del sereno ha spinto gli investitori a girare momentaneamente le spalle all’oro, in calo dello 0,7%. Febbraio si è chiuso con uno splendido +10,8%, il miglior risultato mensile dal gennaio 2012 e un consolidamento ci può stare. Tuttavia non vediamo segnali di inversione e pertanto non è il caso di disfarsene.

Forex.

Euro/Sterlina 0,7766. Quinto giorno di modesto recupero. La sterlina si allontana di circa 2 punti dai minimi dell’anno, ma la tendenza dominante è ancora al ribasso. Pensiamo che prevarrà un quadro debole fino al referendum di giugno.

Valute Emergenti. Grazie al recupero del petrolio e delle borse, il rublo russo si è portato sui top dal 6 gennaio, il Real brasiliano guadagna il 2%. In recupero anche la Rupia indiana (2% in quattro sedute), per parecchie sedute a rischio di nuovi minimi storici. Il recupero generale depone a favore di un riequilibrio delle borse.

Euro/Dollaro 1,085. L’approssimarsi dell’appuntamento con la Bce del 10 marzo favorisce ancora il dollaro che spinge verso la parte bassa del collaudato range 1,05-1,15. Agiremo solo a ridosso dell’estremo inferiore.

Bond governativi.

Il ritorno della propensione al rischio favorisce qualche presa di profitto sui titoli “core” tedeschi. Ancora acquisti massicci invece sulla parte più debole: decennale Portogallo al 2,95% dal picco annuale di 4,06%, decennale Grecia al 9,80% da 11,20%.

Germania. Il rendimento del Bund tedesco (0,146%) risale dai recenti minimi a 0,10%. Molti investitori istituzionali potrebbero sfruttare le news dalla prossima riunione della Bce (belle o brutte che siano) per vendere dopo la robusta performance dei primi due mesi.

Italia. Ottimo movimento ieri. Lo spread si è richiuso a 123 punti base da 146 di venerdì scorso, mentre il rendimento del BTP 10 anni scende a 1,38%. Quadro solido. Puntiamo sempre a un target finale di spread a 50/80 punti base.

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