Websim Focus sui Mercati Finanziari 26/02/2016 – WS

Wall Street ha chiuso in rialzo grazie alla spinta di finanziari e tech: S&P500 +1,1%,

Dow Jones +1,3%, tutte e trenta le società del paniere principale hanno chiuso con segno positivo, Nasdaq +0,87%.

Asia. Stamattina prevale il tono positivo: Tokio +0,3%. Shanghai, dove inizia oggi il G20 dei ministri finanziari, è in rialzo dell’1%, Hong Kong +1,4%, Seul piatta, Mumbay +0,3%.

Il governatore della banca centrale della Cina, Zhou Xiaochuan, ha ribadito che il Paese è in salute e che il governo, in caso di rallentamento economico pronunciato, ha strumenti di intervento validi ed efficaci.

I future sulle borse europee anticipano un avvio in rialzo dello 0,9%.

Analisi Tecnica Borse.

Nel breve prevale ancora un clima di forte volatilità che evidenzia lo stato di confusione degli investitori. In questa fase Wall Street dimostra di essere più tonica delle borse europee. Teniamo sempre presente che il petrolio, la variabile chiave per spiegare la debolezza degli ultimi mesi, ha smesso di scendere.

S&P500 (1.951, +1,13%). Prova ad attaccare il primo scoglio in area 1.950/2mila punti. La perdita da inizio anno si è ridotta al 6%. Supporti importanti verso area 1.800.

Cina. Il CSI 300 (oggi +1% a 2.950) prova a reagire al catastrofico -6% di ieri non riuscendo a riportarsi oltre l’importante supporto in area 3mila punti appena ceduto. Il quadro è tornato ad essere molto fragile. Occhi puntati all’ultimo sostegno verso 2.800 punti.

FtseMib (17.104, +2,3%). Andamento schizofrenico nel brevissimo. Solo il ritorno stabile sopra area 17.500 potrà rasserenare il quadro. Verso il basso guardiamo alla tenuta di 16mila/15.800. Milano resta una delle piazze peggiori al mondo da inizio 2016 (-20%).

Dax (9.331, +1,8%). Riprende “per i capelli” quota 9.300 punti confermando che ce la può fare a spingersi verso 10.300 punti. L’indice resta a debita distanza dai sostegni strategici verso 8.400/8mila punti.

Tokio (oggi 16.188, +0,3%). Chiude la seconda settimana positiva di seguito (+1,4% il bilancio totale) allungando il +7% di quella precedente. Finchè rimane sopra l’importante supporto a 15mila non ci sono pericoli. Segnali di forza solo sopra 17.600 punti.

Brasile (Bovespa 41.887, -0,5%). Ancora una volta dimostra ottima tenuta. Da inizio anno la borsa brasiliana perde solo il 5% Sopra 44mila la tendenza negativa potrebbe invertirsi.

Commodity.

Petrolio. Ieri ha guadagnato il 2,5% dopo le dichiarazioni del ministro del Petrolio venezuelano sull’imminente apertura di una conferenza tra paesi produttori, obiettivo: stabilizzare il mercato. Oggi Brent 35,2 usd, Wti 33 usd. Nel frattempo registriamo che continuano i tagli alla produzione (Halliburton) che contribuiranno a riequilibrare domanda e offerta nel medio termine. Attesa una accelerazione su violazione di area 36 usd.

Oro (1.238 usd). Anche se le borse rimbalzano l’oro dimostra ottima tenuta. Visto che le incertezze sono ancora tante preferiamo mantenere una quota rilevante nel Portafoglio Modello. Nuovi segnali di forza sopra 1.260 usd.

Forex.

Euro/Sterlina 0,791. Ieri non ha segnato nuovi minimi di periodo ma il cross è ben lungi dal riprendersi. I timori di Brexit permangono e probabilmente peseranno fino al referendum di giugno.

Valute Emergenti. Niente di particolare da segnalare. Il pesante sell off della scorsa estate è alle spalle, tuttavia non si vedono segnali di forza particolarmente interessanti.

Euro/Dollaro 1,105. La volatilità resta bassa. Il cross ha trovato un punto di equilibrio a metà strada del range 1,05-1,15. Non vediamo occasioni di trading.

Bond governativi.

Germania. Il rendimento del Bund tedesco (0,138%) si avvicina al minimo storico dell’anno scorso di 0,07%. Stiamo pronti a prendere profitto per la quota inserita nel Portafoglio Modello. Non ci aspettiamo annunci bomba dalla Bce a marzo e non vediamo più spazi di rialzo importanti per i prezzi dei bund tedeschi.

Italia. I nostri titoli di Stato faticano a tenere il ritmo dei bund tedeschi e lo testimonia lo spread che si allarga a 146 punti base, mentre il rendimento del BTP 10 anni scende a 1,50% per effetto trascinamento. Niente di preoccupante.

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