Websim Focus sui Mercati Finanziari 18/02/2016 – WS

Wall Street e petrolio sono tornati a muoversi in modo simultaneo, hanno chiuso entrambi in forte rialzo. Dow Jones +1,6%, S&P500 +1,6%, Nasdaq +2,2%.

I verbali della riunione della Fed di gennaio diffusi nel corso della serata hanno confermato quanto detto da Janet Yellen nel corso dell’audizione al Congresso. I membri del direttorio sono molto preoccupati del peggioramento dello scenario macro e sono inclini a rivedere il piano di aumento dei tassi di interesse fissato per il 2016.

Il petrolio WTI è salito del 5,5% a 30,6 usd e stamattina allunga ancora a 31,15 usd. Brent +7% a 35 usd. Il ministro dell’energia dell’Iran, Bijan Zanganeh si è dichiarato a favore di ogni tentativo di stabilizzare il prezzo del petrolio e già questa è stata un’affermazione inaspettatamente positiva per le dinamiche del mercato. Oggi sono attesi i dati sulle scorte settimanali di greggio USA.

Asia. La spinta rialzista si trasferisce stamattina alle borse dell’Estremo Oriente. Tokio +2,3%. Hong Kong +2,2%, Shanghai -0,3%: in Cina, i dati sull’inflazione di gennaio hanno rivelato segni di dinamismo nella dinamica dei prezzi. Seul +1,2%, Mumbai +1%.

I future sulle Borse europee anticipano un avvio in progresso dello 0,2%.

Analisi Tecnica Borse.

Il quadro grafico comincia a presentare importanti e diffusi segnali di riequilibrio grazie al recupero del petrolio e alla tenuta della borsa cinese.

Cina. L’indice CSI 300 (-0,3% a 3.050) si mantiene sopra la prima importante resistenza in area 3mila punti. Un ulteriore segnale di consolidamento arriverebbe con il superamento di area 3.230 punti. Websim ha pubblicato un Focus nella rubrica “ETF della settimana”.

FtseMib (17.377, +2,5%). Estende il rimbalzo dai minimi a +10%. Sarebbe molto importante chiudere la settimana sopra area 17.500, top della scorsa settimana. In direzione opposta, area 16mila si propone come valida base di ripartenza.

Dax (9.377, +2,65%). Consolida la riconquista di area 9mila e viola un’altra soglia critica a 9.300 punti, top della scorsa settimana. Una chiusura di settimana sopra questo livello aprirebbe spazi di allungo verso 10.300 punti. Supporti verso 8.400/8mila punti.

Tokio (16.196, +2,3%). E’ una delle borse più volatili del momento. L’indice si è allontanato dall’importante supporto a 15mila. Segnali di forza sopra 17.600 punti.

Brasile (Bovespa 41.630, +1,7%). Quarto rialzo di seguito, malgrado il taglio di rating di S&P (da BB+ a BB). La perdita da inizio anno si riduce al 7%. L’indice si mantiene a debita distanza dal minimo dell’anno (37mila punti). Segnali positivi sopra 44mila.

Commodity.

Petrolio. Le ultime novità hanno rafforzato la convinzione che il prezzo sia arrivato su livelli difficilmente comprimibili. L’obiettivo di 20 usd indicato da alcuni importanti broker potrebbe essere troppo ambizioso (naturalmente per i ribassisti). Per cui avvaloriamo il suggerimento di costruire una posizione al rialzo intorno ai 30 usd da raddoppiare su conferma dei primi segnali di forza sopra 35/36 usd.

Oro (1.206 usd). Proseguono le prese di profitto dopo il rally che ha consentito un guadagno del 20% da inizio anno. La discesa verso 1.200 usd per ora va letta come un pull back. Manteniamo le posizioni Long aperte in area 1.050 usd. Fissiamo uno stop prudenziale a 1.100 usd.

Forex.

Valute Emergenti. Il rimbalzo del petrolio, come da copione, favorisce soprattutto il Rublo russo oggi +4%. Da segnalare anche il +2% del Real brasiliano. Ormai è matematico: le agenzie di rating tagliano e i diretti interessati rimbalzano!

Euro/Dollaro. 1,114. I verbali della Fed hanno decretato quanto largamente atteso e cioè che la Fed sarà molto cauta sul rialzo dei tassi. Ci viene un sospetto: e se tutto il caos sulle borse fosse stato pilotato proprio per far cambiare idea alla banca centrale Usa? Verso la parte alta del range 1,05-1,15 torneremo a comprare dollari Usa.

Bond governativi.

Scenario tonico in attesa del rafforzamento degli interventi della Bce. Francamente non ci aspettiamo che nella rosa dei titoli acquistabili possano finire anche gli NPL italiani reimpacchettati con la nuova normativa sulla bad bank. Si distende la situazione sulla periferia: Portogallo (decennale al 3,40% dal picco a 4,06%), Grecia (decennale al 10,60% dal picco a 11,20%).

Germania. L’incertezza continua a premiare il titolo più sicuro in assoluto. Il rendimento del Bund decennale non si smuove dallo 0,27%, poco sopra il minimo di giovedì scorso a 0,17% e non lontano dal minimo storico segnato nel 2015 a 0,073%. Avvicinamenti dei rendimenti minimi invitano a prendere profitto.

Italia. Emergenza alle spalle. Il rendimento del BTP 10 anni scende poco sotto 1,60% con lo spread a 133. Ci si allontana dal picco a 154 pb di giovedì. Ricordiamo che saremo compratori se lo spread salirà sopra i 150 punti base.

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