Websim Focus sui Mercati Finanziari 12/02/2016 – WS

Wall Street ha chiuso in deciso calo ieri sera, anche se sopra i minimi della seduta: Dow Jones -1,6%, S&P500 -1,2%, Nasdaq -0,4%. L’incertezza sulle prospettive dell’economia globale mette a disagio gli investitori di tutto il mondo, Stati Uniti compresi.

Da segnalare il +17% nel dopoborsa di Groupon grazie a una trimestrale superiore alle attese.

Asia. Stamattina Tokio chiude in ribasso del 4,8% a causa del rafforzamento dello yen contro euro e dollaro. Meno pronunciate le perdite di Hong Kong -1%, Seul -0,9%, Mumbay -0,6%. Shanghai è ancora chiusa.

I future sulle Borse europee segnalano un avvio in rialzo dello 0,7%, sostenuto dal recupero dei titoli energetici.

Nelle prime battute di oggi il Brent guadagna quasi il 5% a 31,40 usd, su nuovi rumor di un imminente accordo dell’Opec per tagliare la produzione.

Analisi Tecnica Borse.

Seduta di particolare stress su tutti i fronti ieri anche in seguito alle forti turbolenze del quadro delle variabili macro. La confusione regna sovrana, ma qualche paletto rimane, per esempio che da inizio febbraio il Brent non scende sotto i 30 usd. Le azioni, come sempre, sono l’asset più ballerino e bisogna abituarsi, volenti o nolenti, a una volatilità di breve “impazzita” in attesa che lo scenario si rimetta in carreggiata. Non cediamo all’isteria e continuiamo a seguire i conti delle aziende.

FtseMib (15.773, -5,6%). Due sedute di seguito così (+5% e -5,6%) non si vedevano da parecchio. Il quadro di breve è ingestibile. Purtroppo quella in corso ha buone probabilità di essere la settima settimana negativa di seguito, un evento che non accadeva dal 2011. L’indice è ormai in vista del supporto a 15mila punti.

Dax (8.752, -2,9%). Il caso Deutsche Bank pesa come un macigno sul listino tedesco. L’indice è scivolato sui minimi da ottobre 2014. La soglia critica da recuperare per poter respirare rimane intorno a 9.300 punti. Supporti successivi verso 8.400/8mila punti.

S&P500 (1.830 -1,2%). E’ rimbalzato esattamente dai recenti minimi annuali a 1.810 punti. Il NASDAQ (4.266, -0,4%) continua a mettere pressione al robusto sostegno in area 4.290 punti (minimi di agosto).

Tokio (14.952, -4,8%). Cade sui minimi da ottobre 2014, la settimana termina con una perdita dell’11%, un bilancio che non si era registrato nemmeno nel periodo del fallimento di Lehman. Quadro molto deteriorato. Stiamo ancora alla larga.

Brasile (Bovespa 39.318, -2,6%). Non riesce a difendersi dall’ondata di vendite generale. Annotiamo solo che l’indice si mantiene sopra il minimo dell’anno (37mila punti).

Commodity.

Petrolio. Oggi prezzi in reazione. Si mantiene ampio il differenziale tra WTI (27,5 usd) e Brent (31,4 usd). Ieri il Wti è caduto su nuovi minimi dal 2003 a 26,50 usd. La situazione per i produttori di shale è drammatica. Graficamente, area 30 usd per il Brent si conferma un livello molto robusto e dove suggeriamo di intervenire in acquisto.

Oro (1.243 usd). rallenta la corsa dopo essersi spinto ieri fino a 1.263 dollari sui massimi da febbraio 2015. E’ la regina di questa fase. Una chiusura di settimana oltre i 1.200 usd fornirebbe un ulteriore segnale di forza del trend. Manteniamo le posizioni Long aperte in area 1.050 usd. Fissiamo uno stop prudenziale a 1.100 usd.

Forex.

Valute Emergenti. Quadro molto volatile. Registriamo il rimbalzo del Rublo russo (+1%) sulla scia del petrolio. La Rupia indiana è a rischio di nuovi minimi storici.

Euro/Dollaro. 1,131. Il dollaro si riprende dai minimi di ieri (1,1380). Aspettiamo pazientemente la parte alta del range 1,05-1,15 per tornare a comprare dollari Usa.

Bond governativi.

Ieri le tensioni si sono estese pesantemente anche sulla periferia, colpendo ovviamente i bond più fragili: Portogallo (decennale al 4,06% da 3,7%, massimo da marzo 2014) e Grecia (decennale a 11,1% da 10,6%, massimo da agosto).
USA. L’inversione a U delle aspettative sui tassi Usa ha schiacciato il rendimento del Treasury Bill a 10 anni sui minimi di un anno fa a 1,68% da 2,30% di inizio anno. Ricordiamo che anche per questo Websim ha una robusta presenza nel Portafoglio Modello.

Germania. Il rendimento del Bund decennale ieri è sceso a 0,17% spinto dalla ricerca spasmodica di beni rifugio. Che lo siano i decennali tedeschi a questi rendimenti è tutto da dimostrare. Oggi 0,22%. Ci apprestiamo a prendere profitto non appena avremo un minimo di visibilità su altri asset. Il minimo storico segnato del 2015 è a 0,073%.

Italia. Il rendimento del BTP 10 anni scende a 1,62% con lo spread che si contrare di 11 punti base a 140 punti base da 151. Sopra 150 punti base è per noi occasione per cominciare ad alleggerire bund tedeschi e comprare Btp.

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