Websim Focus sui Mercati Finanziari 08/02/2016 – WS

La settimana si apre con la chiusura positiva del Nikkei: +1,1%, a un certo punto perdeva l’1,3%. I mercati finanziari della Cina sono chiusi l’intera settimana per una lunga festività. Sono chiuse anche la Borsa di Taipei e quella di Seoul. Mumbai +0,1%.

Il petrolio, variabile chiave di queste prime burrascose settimane del 2016, sale dello 0,9%: Wti a 31,3 usd, Brent a 34,40 usd. Gli impianti di perforazione attivi nel Nord America sono scesi sui minimi del 2010. Baker Hughes ha segnalato che ce ne sono in azione 571, la settimana prima erano 619: è la settima settimana consecutiva di flessione.

Venerdì Wall Street ha chiuso con un pesante ribasso in seguito ai dati deludenti sull’occupazione: Dow Jones -1,3%, S&P500 -1,9%, Nasdaq -3,3%.

I future sulle borse europee anticipano un avvio in rialzo dello 0,5%.

Analisi Tecnica Borse.

Si è chiusa un’altra ottava di forti turbolenze per i listini azionari, condizionati stavolta dal brusco arretramento del dollaro più che da Cina e petrolio. La Borsa cinese è riuscita addirittura a terminare la settimana con un guadagno dello 0,6%, mentre il brent ha perso il 2% dopo aver guadagnato il 19% nelle due settimane precedenti. Il dollaro ha perso il 3% contro euro, il peggior bilancio settimanale da 13 mesi.

FtseMib (17.250). Ha perso il 7,5% nell’arco di 5 sedute, chiudendo a poca distanza dai recenti minimi dal 2013 a 17.130 punti. Il cedimento del supporto strategico in area 18mila/17.500 è un brutto segnale che potrebbe modificare il quadro di fondo se non verrà ricucito in tempi brevi.

Dax (9.286). -5,2% nella settimana. L’indice mette pressione all’importante supporto statico a 9.300 punti. Per il momento questo scenario è da sfruttare per gli acquisti sulla debolezza. Primo segnale di forza con il ritorno sopra 10mila punti.

S&P500 (1.880). -3,1% nella settimana. Torna a premere sull’area dei minimi annuali a 1.810 punti. Il NASDAQ (4.363) ha perso il 5,4% nella settimana. In questa fase i tech sono messi decisamente peggio con una flessione del 15% da inizio anno contro -10% dell’S&P500. Robusto sostegno in area 4.290 punti (minimi di agosto).

Il Nikkei (17.004). -4% la scorsa settimana. Fallito il tentativo di riprendere la trendline rialzista di lungo termine passante in area 17.550. Monitoriamo la tenuta del supporto strategico a 16mila punti.

Bovespa (40.592). +0,5% nella settimana, dopo il +6,3% di quella precedente. Segnali interessanti da monitorare con attenzione. Un primo segnale di riequilibrio del quadro di fondo si vedrà con il ritorno sopra 44mila punti.

Commodity.

Petrolio. Si rumoreggia sempre di un possibile taglio alla produzione, ma all’orizzonte niente di concreto. Si noti che area 30 usd sta aumentando la sua valenza supportiva. La nostra strategia operativa è immutata: manteniamo una visione positiva di medio periodo e sfruttiamo eventuali discese verso 30 usd (prudenzialmente guardiamo al Brent) per comprare. Segnali di forza si vedranno con lo sfondamento di area 36 usd.

Oro (1.165 usd). +5% nell’arco della settimana, la migliore dal luglio 2013. Venerdì si è spinto fino a 1.174 usd, massimo dal 28 ottobre. Manteniamo una posizione importante nel nostro Portafoglio Modello. Prudenzialmente alziamo lo stop a 1.100 usd da 1.050 usd.

Valute Emergenti. In una giornata azzoppata dalla chiusura di tante borse, non si nota nulla di rilevante. Segnaliamo che il Rublo russo ha guadagnato il 2,6% contro dollaro nell’ultima settimana, l’ottava in progresso delle ultime dieci. Una indicazione di riequilibrio importante.

Euro/Dollaro. 1,1144. L’inversione a U delle aspettative sulla politica monetaria della Fed ha provocato un’ondata di vendite di dollari. Crediamo ci sia spazio per tornare almeno sulla parte alta del range 1,05-1,15. Aspettiamo a comprare dollari Usa.

Bond governativi.

L’incertezza sta premiando i titoli governativi “core” della zona euro, mentre la periferia soffre leggermente. Acquisti anche sui Treasury Usa.
USA. Il rendimento del Treasury Bill a 10 anni si mantiene sui minimi da febbraio 2015 intorno a 1,86%. Quello a 2 anni è sceso allo 0,73% da 1,10% di un mese fa.
Germania. Il rendimento del Bund decennale rimane sui minimi dal 2014 in area 0,30%. Il minimo storico segnato nel 2015 è a 0,073%.

Italia. Le frizioni tra il nostro governo e la UE non rasserenano gli animi. Qualche vendita sul nostro BTP ha riportato il rendimento del 10 anni a 1,55% da 1,43% di fine gennaio con lo spread che si è ampliato a 125 punti base. Per ora niente di allarmante. Con uno spread a 150 punti base proponiamo di alleggerire bund tedeschi per comprare Btp.

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