Websim Focus sui Mercati Finanziari 03/02/2016 – WS

Sono ancora petrolio e Cina a guidare l’andamento dei mercati. Wall Street ha chiuso in netto calo dopo che il Wti è scivolato sotto i 30 usd: Dow Jones -1,8%, S&P500 -1,9%, Nasdaq -2,2%.

Gli eventi dell’ultimo mese hanno invertito le aspettative sulla politica monetaria della Fed: dall’attesa di un secondo imminente rialzo si è passati a pensare ad un nuovo taglio dei tassi.

Asia. Inevitabili stamattina le ricadute negative sui listini dell’Estremo Oriente. Tokyo -3,15%, la Banca Centrale del Giappone ha assicurato, richiamandosi al celebre passaggio del discorso di Mario Draghi del luglio del 2013, che sarà fatto “tutto il possibile” per evitare la deflazione.

In Cina, Hong Kong -2,5%, Shanghai -0,5%. La Banca Centrale di Pechino è di nuovo intervenuta, questa volta ha concesso alle banche di offrire mutui che coprono fino all’80% del valore della prima abitazione, dal precedente 75%. Sugli altri listini, Seul e Mumbay -0,9%.

In Europa i future anticipano un avvio in calo dello 0,5% circa.

Analisi Tecnica Borse.

Il quadro di breve rimane molto volatile e dunque soggetto a repentini cambi di tendenza che scoraggiano il trading di brevissimo. E’ quindi opportuno prestare lo sguardo al quadro di lungo periodo e qui emerge che, malgrado la forte discesa di ieri, nessuno degli indici principali ha ritoccato al ribasso i recenti minimi di periodo.

Cina (CSI 300 -0,5%, 2.950). Da qualche seduta il principale responsabile del recente caos delle borse è “stranamente” uno dei listini meno volatili del mondo. Perde il 22% da inizio anno ma rimane sopra il minimo di gennaio a 2.839 punti. Un primo segnale di forza si vedrà con il ritorno sopra l’importante supporto strategico in area 3mila punti.

FtseMib (17.922, -3%). La speculazione, non potendo attaccare i titoli di Stato dove Draghi fa buona guardia, si accanisce sulle banche ed è inevitabile che il nostro indice principale, pieno zeppo di finanziari, soffra più della media in Europa. Monitoriamo sempre la tenuta del supporto strategico in area 18mila/17.500. Primo segnale di forza con il ritorno sopra la “mezza candela” mensile passante in area 19.500 punti.

Dax (9.581, -1,8%). L’indice continua a difendere l’importante supporto statico a 9.300 punti, nostra soglia di acquisto. Primo segnale di forza con il ritorno sopra 10mila punti.

S&P500 (1.903, -1,8%). Resta a debita distanza dal minimo annuale a 1.810 punti. Pure il NASDAQ (4.516, -2,2%) guarda dall’alto il robusto sostegno in area 4.290 punti (minimi di agosto).

Il Nikkei (17.191, oggi -3,1%). Accelera il ribasso dopo aver ceduto di nuovo la trendline rialzista di lungo termine passante in area 17.550. Supporto strategico a 16mila punti.

Bovespa (38.600, -4,8%). In un sol colpo annulla quasi del tutto i benefici di quattro rialzi consecutivi, segno tangibile che la tendenza di fondo rimane molto fragile. Il minimo annuale è verso 37mila punti. Primo segnale di riequilibrio con il ritorno sopra 44mila punti.

Commodity.

Petrolio. Il WTI ha perso l’11% in due sedute, il peggior bilancio dal 2009 in un simile lasso di tempo. Stamattina Wti 29,7 usd, Brent 32,7 usd. Attesi oggi pomeriggio i dati sulle scorte Usa di greggio. Gli esperti si aspettano una crescita su livelli record. Intanto, con il consueto tempismo (lo scriviamo con un pizzico di ironia) Standard&Poor’s ha tagliato il rating o l’outlook delle 10 principali compagnie petrolifere americane, a inizio giornata aveva declassato quelle europee.

E’ chiaro che la guerra ai produttori Usa di shale prosegue. Molti produttori stanno agonizzando e gli arabi non hanno la benchè minima intenzione di correre al loro capezzale.

Manteniamo una visione positiva di medio periodo e sfruttiamo eventuali discese verso 30 usd (prudenzialmente guardiamo al Brent) per comprare.

Oro (1.128 usd). Il metallo prezioso continua a spingere e si dimostra un’ottima difesa. Per questo manteniamo una posizione stabile nel nostro Portafoglio Modello. Cambieremo idea solo con un prezzo sotto 1.050 usd.

Valute.

Emergenti. La caduta del greggio provoca un altro scossone. A dire il vero ci aspettavamo di peggio. Il Rublo russo ha perso il 5% in due sedute dopo aver recuperato il 14% dai recenti minimi storici contro Usd. Continua invece la pressione sulla Rupia indiana a circa un punto dai minimi storici. Stiamo alla finestra.

Euro/Dollaro. 1,092. L’affievolirsi delle attese di un rialzo dei tassi Usa indebolisce marginalmente il dollaro. Il cross resta fuori dai giochi. Si continua ad oscillare senza direzione nella parte mediana del range 1,05-1,15.

Bond governativi.

Le turbolenze delle borse e l’attesa di nuovi interventi delle banche centrali sostengono gli acquisti di titoli di Stato di qua e di là dell’oceano. L’ottima performance da inizio anno ci convince a confermare una sostanziosa presenza nel Portafoglio Modello.

USA. Il rendimento del Treasury bond a 10 anni è sceso sui minimi degli ultimi 9 mesi all’1,84% (-11 punti base).

Germania. Il rendimento del Bund decennale si muove sui minimi dal 2014 a 0,30%. Il minimo storico segnato nel 2015 è a 0,073%. Quello a 2 anni ha ritoccato da poco i precedenti minimi a -0,55%.

Italia. La tenuta dei nostri titoli pubblici contrasta con il quadro depresso delle banche. Il rendimento del BTP 10 anni oscilla intorno a 1,48% con lo spread a 118 punti base. Non è ancora venuto il momento di vendere. Si può puntare al target di spread tra 80/50 pb e a un rendimento più vicino ai minimi storici a 1,12%.

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