Websim Focus sui Mercati Finanziari 02/02/2016 – WS

Wall Street ha chiuso sulla parità, con una risalita nel finale innescata dalle dichiarazioni “da colomba” del vice presidente della Fed, Stanley Fisher: Dow Jones -0,1%, invariato l’S&P500, +0,1% il Nasdaq.

Nel corso di un intervento, Fisher ha affermato che in questo momento il mercato fa bene ad attendersi per il 2016 al massimo un rialzo dei tassi.

Tra i titoli: Alphabet (GOOGL.O) +6% nell’afterhours grazie a risultati sopra le attese.

Asia. Stamattina Tokyo -0,6%, scendono anche Hong Kong -0,6% e Seul -1,3%, mentre Shanghai guadagna il 2%.

I future sulle Borse europee anticipano un avvio in calo dello 0,3%.

Analisi Tecnica Borse.

La seduta di ieri è stata condizionata dalla nuova discesa del petrolio. Sul quadro generale non ci sono grosse novità da segnalare. Tre le cose interessanti e dal tono positivo: 1) l’indice Vix (cosiddetto della paura perché misura la volatilità dell’indice S&P500) è sceso sotto quota 20 dal picco di gennaio a 31, un indicatore di stabilizzazione dei mercati. 2) l’indice MSCI World ha messo a segno il terzo rialzo di seguito, è la prima volta nel corso del 2016. 3) Nessun indice principale in questo avvio di febbraio ha ritoccato al ribasso i minimi di periodo.

FtseMib (18.485, -0,9%). Ancora parecchia volatilità di breve. Per il momento il supporto strategico in area 18mila/17.500 regge. Caso mai si dovesse scivolare su quel livello, per noi sarebbe un’occasione di acquisto. Primo segnale di forza con il ritorno sopra la “mezza candela” mensile passante in area 19.500 punti.

Il Nikkei (17.750, oggi -0,6%). Prese di profitto dopo due sedute in forte rialzo. Si è visto un primo segnale di forza con il ritorno sopra la trendline rialzista di lungo termine passante in area 17.550.

Bovespa (40.570, +0,4%). Quattro rialzi di seguito non si vedevano da novembre, peraltro accompagnati da un recupero del Real. La borsa brasiliana si allontana dai recenti minimi degli ultimi sei anni (37mila). Primo segnale di riequilibrio con il ritorno sopra 44mila punti.

Commodity.

Petrolio. Oggi Brent -1,7% 33,6 usd, Wti 31 usd. Gli esperti si aspettano un incremento record delle scorte Usa e pertanto il mercato comincia a prendere profitto dopo un rally del 30% in meno di due settimane. La corsa si è arrestata proprio a ridosso del primo serio ostacolo grafico in area 36 usd. Manteniamo una visione positiva di medio periodo e sfruttiamo eventuali discese verso 30 usd (pull back) per comprare. Vedi rubrica ETF della settimana.

Oro (1.126 usd). L’incertezza è ancora tanta e il mercato preferisce goicare in difesa. Concetto che condividiamo, per questo invitiamo a mantenere una posizione stabile nel portafoglio globale. Cambieremo idea solo con un prezzo sotto 1.050 usd.

Valute.

Emergenti. La correzione del petrolio ha portato un po’ di scompiglio rallentando la fase di riequilibrio appena avviata. Il Rublo russo ha perso il 3% dopo aver recuperato il 14% dai recenti minimi storici contro Usd. Al contrario il Real brasiliano (+1%) azzera le perdita accumulate da inizio 2016, +5% dai minimi. La ripresa del comparto è fondamentale per riportare fiducia anche sulle borse sviluppate.

Euro/Dollaro. 1,09. Le parole di Fisher hanno spinto a qualche vendita sul dollaro. Niente di particolare. Si continua ad oscillare senza direzione nella parte mediana del range 1,05-1,15.

Bond eurozona.

Ieri Draghi ha confermato indirettamente l’intenzione di accelerare a breve sulla politica espansiva e questo spinge in ulteriore ribasso i rendimenti dei titoli di Stato governativi.

Germania. Il rendimento del Bund decennale si muove sui minimi dal 2014 a 0,35%. Il minimo storico del 2015 è a 0,073%. Quello a 2 anni ha ritoccato i precedenti minimi a -0,55%.

Italia. Comparto brillante. Il rendimento del BTP 10 anni oscilla intorno a 1,46% con lo spread a 111 punti base. A nostro giudizio non è ancora venuto il momento di vendere. Si può puntare al target di spread tra 80/50 pb e a un rendimento più vicino ai minimi storici a 1,12%.

Grecia. Da segnalare il violento rimbalzo dei bond ellenici a 2 anni: in tre giorni il rendimento è sceso dal 14% di metà gennaio a 10,6%.

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