Websim Focus sui Mercati Finanziari 01/02/2016 – WS

Febbraio inizia con un nuovo allungo della Borsa giapponese e un arretramento delle Borse cinesi. Nikkei +1,98%, prosegue l’effetto della inaspettata decisione della Banca Centrale del Giappone di portare sottozero i tassi per rilanciare la crescita. In Cina, anche a seguito dell’arrivo di alcuni dati deludenti sull’attività manifatturiera, Hong Kong perde lo 0,6%, Shanghai -1,77%.

L’Ufficio nazionale di statistica di Pechino ha comunicato che l’indice PMI sulle aspettative dei direttori degli acquisti delle aziende manifatturiere è sceso in gennaio sui minimi degli ultimi tre anni.

Sempre in Asia, Mumbai +0,3%, Seul +0,7%.

I future sulle Borse europee anticipano un avvio in rialzo dello 0,5%.

Analisi Tecnica Borse.

Per trovare un mese peggiore del gennaio 2016 bisogna risalire al maggio 2012. Cina e petrolio sono state le due variabili che hanno guidato il ribasso e da lì arriveranno gli eventuali segnali di recupero. A onor del vero, nella parte finale del mese scorso il petrolio ha registrato un violento rimbalzo, mentre la Cina continua a soffrire. Il Nikkei oggi conferma un primo segnale di forza.

Cina (CSI 300 -1,77%, 2.900). Ha perso il 24% a gennaio e si muove nell’area dei minimi dal maggio 2014. Al momento non si registrano rotture in grado di provocare altre accelerazioni al ribasso. Tuttavia, solo il ritorno sopra l’importante supporto strategico in area 3mila punti potrà scongiurare altri avvitamenti fino a 2.500 punti.

FtseMib (18.658). Gennaio si è chiuso con un pesante -13%, guidato in gran parte dal crollo delle banche. Monitoriamo sempre la tenuta del supporto strategico in area 18mila/17.500. Primo segnale di forza con il ritorno sopra la “mezza candela” mensile passante in area 19.500 punti.

Dax (9.798). -8,8% a gennaio. L’indice difende l’importante supporto statico a 9.300 punti, nostra soglia di acquisto. Primo segnale di forza con il ritorno sopra 10mila punti.

S&P500 (1.940). -5% a gennaio. L’indice ha reagito convinto dal forte sostegno statico a 1.870 punti. Sul NASDAQ (4.613) guardiamo al robusto sostegno in area 4.500/4.290 punti (minimi di agosto).

Il Nikkei (17.865, oggi +2%). Grazie a due sedute in forte rialzo si spinge sui massimi dall’8 gennaio e riduce la perdita da inizio anno a -7%. Si è visto un primo segnale di forza con il ritorno sopra la trendline rialzista di lungo termine passante in area 17.550.

Bovespa (40.405). Venerdì ha messo a segno un balzo del 4,6% accompagnato da un recupero del Real. La borsa brasiliana si allontana dai recenti minimi degli ultimi sei anni (37mila). Primo segnale di riequilibrio con il ritorno sopra 44mila punti.

Commodity.

Petrolio. I dati cinesi provocano qualche vendita. Oggi Brent -2% a 35,30 usd. Prezzi sui top dal 6 gennaio. Manteniamo una visione positiva di medio periodo e sfruttiamo eventuali discese verso 30 usd per comprare. Vedi rubrica ETF della settimana.

Oro (1.123 usd). Gennaio è terminato in progresso del 5,4%, è stato uno degli asset migliori del mese. Prezzo sui massimi da inizio novembre. Confermiamo la visione positiva e sfruttiamo le debolezze per accumulare. Cambieremo idea solo con un prezzo sotto 1.050 usd.

Valute.

Emergenti. Proseguono i segnali di riequilibrio del quadro di fondo. Il Rublo russo si porta sui top dall’11 gennaio (+13% dai recenti minimi storici contro Usd). Il Ringgit malese si spinge su nuovi massimi da metà ottobre (gennaio +3,4%). Il Rand sudafricano si porta sui top dall’8 gennaio. Real brasiliano +1,7%. La ripresa del comparto è fondamentale per riportare fiducia anche sulle borse sviluppate.

Euro/Dollaro. 1,085. A gennaio il cross si è mosso dello 0,2%, segno evidente che i problemi sono altrove. Sul quadro grafico niente di nuovo. Si continua ad oscillare nella parte mediana del range 1,05-1,15.

Bond eurozona.

Performance ottima a gennaio con guadagni medi intorno all’1,7%. Le mosse espansive della Boj e l’attesa di contromosse da parte della Bce a marzo hanno schiacciato i rendimenti su nuovi minimi.

Germania. Il rendimento del Bund decennale riparte dai minimi del 2014 a 0,32%. Il minimo storico è a 0,073%. Quello a 2 anni ha ritoccato i precedenti minimi a -0,55%.

Italia. Malgrado le incertezze sulle banche, i nostri titoli di Stato continuano a spingere. Il rendimento del BTP 10 anni oscilla intorno a 1,41% con lo spread a 108 punti base. Se, come pensiamo, rientrerà la pressione speculativa sulle banche, si potrà puntare al target di spread tra 80/50 pb e a un rendimento più vicino ai minimi storici a 1,12%.

http://www.websim.it
http://www.websimaction.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...