Websim Focus sui Mercati finanziari 05/10/2015 – WS

Asia. Avvio di settimana brillante per le Borse dell’Estremo Oriente nella scia di WallStreet, capace venerdì di invertire la rotta dopo un avvio in flessione. Tokyo +1,6%, Hong Kong +1,6%, Taiwan +0,6%, Seul +0,9%, Mumbai +1,4%. Shanghai è ancora chiusa per festività.

La debole creazione di posti di lavoro in settembre negli USA tende ad allontanare al 2016 l’ipotesi di rialzo del costo del denaro.

A Hong Kong, Glencore, uno dei colossi mondiali dell’attività mineraria, affossato dalla crisi delle materie prime, vola in rialzo del 70% sui rumors di cessione della divisione agricoltura.

I future sulle Borse europee anticipano un avvio in rialzo del 2%.

Portogallo. Il premier uscente di centrodestra Pedro Passos Coelho ha vinto le elezioni politiche, perdendo però la maggioranza assoluta in Parlamento. La formazione del nuovo governo di minoranza si annuncia dunque incerta. Coelho si è distinto per una politica di austerità ‘lacrime e sangue’, ma i portoghesi hanno capito, a differenza della Grecia, che il primo passo per uscire dalla crisi è quello della responsabilità e del rigore.

Analisi tecnica borse. Le ultime sedute hanno evidenziato altri segnali importanti che vanno nella direzione della “ricucitura” degli strappi ribassisti visti tra agosto e settembre. Il Nikkei (18mila) e il Nasdaq (4.707) hanno allungato la distanza dalla trendline rialzista di lungo periodo. L’S&P500 (1.951) fornirebbe un bel segnale di ricostruzione della tendenza con il ritorno sopra 1.973 punti. Manca solo un punticino. Resta sotto pressione il Dax di Francoforte (9.553) che vede i livelli critici a 10.120 punti.

FtseMib (21.395). Ha chiuso la settimana con un modesto +0,3%, sufficiente per riportare l’indice sopra la trendline rialzista di lungo periodo passante a 21mila punti. Sarebbe un segnale molto positivo chiudere l’ottava entrante con una conferma di questo segnale. Al ribasso, da monitorare i minimi di periodo a 20.500/20.160 punti. Prime serie resistenze a 22.270 punti.

Variabili macro

Petrolio. La settimana si è chiusa con un modesto calo, inferiore al punto percentuale. Stamattina prezzi flat. Brent 48,4 usd, Wti 45,8 usd. Si rimane tra gli importanti minimi dell’anno in area 40 usd e i primi ostacoli al rialzo posizionati tra 50/55 usd. Per trading si suggerisce una operatività in controtrend all’avvicinamento degli estremi.

Oro (1.135 usd). Settimana chiusa con un -0,6%, malgrado il violento rimbalzo di venerdì guidato dalla flessione del dollaro. La reazione è solo tecnica. Prime resistenze verso 1.160 usd. La tendenza rimane depressa e ribassista. Non escludiamo che per fine anno si arrivi anche a 1.000 usd.

Forex

Valute emergenti. La settimana si apre con ulteriori segnali distensivi. Il Real brasiliano guadagna il 2% contro dollaro, la Rupia indonesiana lo 0,6%, la Rupia indiana è al quinto rialzo e stamattina si porta su nuovi top da agosto contro dollaro. Si tratta di una buona notizia anzitutto per le borse occidentali, che vedono un riequilibrio di importanti mercati di sbocco.

Euro/Dollaro (1,123). I deludenti dati sul mercato del lavoro Usa hanno provocato una fiammata dell’euro fino a 1,13, spentasi rapidamente. Ciò conferma che la tendenza di fondo rimane favorevole al dollaro. Manteniamo le posizioni in dollari e suggeriamo di incrementare la posizione se si arriva sulla parte alta del range 1,05-1,15.

Bond

Proseguono i progressi di tutti i bond che potrebbero beneficiare anche dell’esito elettorale portoghese.

Bund tedesco. Il rendimento del decennale tedesco è sceso a 0,51%, sulla parte bassa del range degli ultimi tre mesi 0,60%-0,8%. Da qui in giù, ovvero fino ai minimi storici intorno a “zero”, cominciamo a prendere profitto.

Grecia. Poco mossi nel corso della settimana scorsa, ma hanno consolidato gli importanti progressi. Le novità sul Portogallo lasciano ancora meno spazio alle velleità anti-europee. Lo spread apre a quota 740 punti base per un rendimento del 7,8%.

Italia. Il rendimento del Btp 10 anni è sceso all’1,63% sui minimi da maggio. Lo spread invece resta piatto a 111. Confermiamo il giudizio positivo e puntiamo ancora a uno spread tra 50/80 punti base per fine anno. Il rendimento potrebbe avvicinarsi ai recenti minimi storici: 1,10%.

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