Websim Focus sui Mercati finanziari 30/09/2015 – WS

Chiusura contrastata a Wall Street. Tra i consumatori americani la fiducia è altissima, mentre quella degli investitori del Nasdaq (-0,6%) è rasoterra: l’indice dei tech ha chiuso la sesta seduta consecutiva in calo. S&P500 +0,1%, nelle precedenti 4 sedute ha perso il 4,3%. Dow Jones +0,3%.

Asia. Stamattina va in scena il rimbalzo dei mercati azionari. Tokyo +2,7%, anche se la produzione industriale in Giappone stenta. In agosto è scesa dello 0,5%, il consensus si aspettava +1%. Positivi i listini cinesi. Hong Kong +1,2%, Shanghai +1%. Mumbai +0,8% all’indomani del taglio dei tassi da parte della banca centrale dell’India.

I future sui listini del Vecchio Continente anticipano un avvio in progresso dell’1,5% circa.

Le borse stanno per portare a termine il peggior trimestre dal 2011. L’S&P500 ha perso l’8,5%, il Dax -14%, Piazza Affari -7%. Pesano i segnali di rallentamento della Cina, le attese di un rialzo dei tassi della Fed e la crisi delle valute emergenti. Lo scandalo Volkswagen è solo la ciliegina sulla torta.

Analisi tecnica borse. Malgrado il rimbalzo, il quadro di fondo si conferma ancora molto nervoso, ma non ribassista. Oggi si chiude il trimestre ed è probabile qualche imprevedibile aggiustamento delle posizioni da parte degli investitori istituzionali. Da segnalare che il Nikkei (17.434) stamattina è rimbalzato deciso proprio dalla trendline rialzista di lungo periodo (16.930), mentre il Nasdaq (4.517) l’ha appena ceduta (4.564) di poco.

FtseMib (20.726, -0,2%). Oscilla a poca distanza dagli importanti supporti in area 21mila che sarebbe opportuno riprendere in fretta per preservare l’impostazione rialzista di lungo periodo. I giochi sono ancora aperti. Al ribasso, da monitorare i minimi di periodo a 20.500/20.160 punti. Prime serie resistenze a 22.270 punti.

Variabili macro

Petrolio. Prezzi senza direzione da qualche mese. Brent 48 usd, Wti 45 usd. Si rimane
tra gli importanti minimi dell’anno in area 40 usd e i primi ostacoli al rialzo posizionati tra 50/55 usd. Per trading si suggerisce una operatività in controtrend all’avvicinamento degli estremi.

Oro (1.126 usd). Quarto ribasso consecutivo. Le indagini in Svizzera su possibili manipolazioni delle quotazioni (che erano ampiamente prevedibili vista la scarsa trasparenza dei mercati delle commodity) hanno dato il colpo di grazia. Per l’ennesima volta l’oro ha dimostrato di non sapere approfittare appieno delle crescenti turbolenze e ormai viene trattato come una materia prima qualsiasi. Il prezzo è stato respinto dal primo timido ostacolo grafico in area 1.140/1.160 usd. Stiamo alla finestra.

Forex

Valute emergenti. Si intravvede qualche timido tentativo di assestamento. Per lo meno sembra in via di esaurimento l’ondata di vendite. Real brasiliano, Rublo e Rupia indiana stanno cercando un equilibrio poco lontano dai recenti minimi. Ancora male il ringgit della Malesia e la Rupia indonesiana, ma senza nuovi minimi. E’ un primo passo verso la distensione. Tuttavia, è ancora presto per comprare.

Euro/Dollaro (1,123). Difficile muoversi in questo scenario estremamente volatile. Non registriamo novità sul quadro di fondo. Operatività. Restiamo favorevoli al dollaro e suggeriamo di incrementare la posizione in dollari se si arriva sulla parte alta del range 1,05-1,15.

Bond

Come spiegato nel Fatti & Effetti di ieri il vero bene rifugio di questi mesi si chiama “Mario Draghi”.

Bund tedesco. Il decennale tedesco apre con un rendimento stabile a 0,58%, vicino alla parte bassa del range degli ultimi tre mesi 0,60%-0,8%. Alziamo l’allerta e stiamo pronti a prendere profitto in caso di avvicinamento di area 0,55-0,50%. Per gli acquisti non ci muoveremo con rendimenti inferiori all’1%.

Grecia. Anche i bond ellenici da qualche settimana sembrano essere recepiti come parte integrante della Zona euro, con tutti gli aggiustamenti del caso naturalmente. Mentre borse e bond corporate sono crollati, le obbligazioni greche hanno messo a segno un’ottima performance che segnala un cambiamento della percezione del rischio da parte degli investitori istituzionali. Lo spread è stabile a 740 punti base per un rendimento dell’8%.

Italia. Lo spread Italia/Germania resta fermo intorno a 113 punti base, ma grazie alla risalita dei prezzi del bund, il rendimento del Btp 10 anni scende all’1,71%. Confermiamo il giudizio positivo e puntiamo ancora a uno spread tra 50/80 punti base per fine anno. Il rendimento potrebbe avvicinarsi ai recenti minimi storici: 1,10%.

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