Websim Focus sui Mercati Finanziari 09/09/2015 – WS

Notte di roboanti rialzi sulle Borse di tutto il mondo in Asia e a Wall Street, che ha riaperto, dopo lo stop di lunedì, con ritrovato ottimismo. Dow Jones +2,4%, S&P500 +2,5%, Nasdaq +2,7%.

L’ascesa è stata corale: soltanto 11 titoli dell’S&P500 hanno chiuso il ribasso. A mettersi in luce sono stati Tech e Health Care.

Asia. Stamattina spicca il +7,7% di Tokyo, che reagisce dai minimi di febbraio toccati ieri. E’ la variazione positiva giornaliera più ampia dal 2011. Il premier Shinzo Abe, ad un passo dall’ottenere dal suo partito il via libera alla ricandidatura, ha promesso di tagliare le tasse sui profitti delle aziende di almeno il 3,3%, oggi l’incidenza fiscale è intorno al 35%.

In Cina, Hong Kong +3,5% e Shanghai +2,5%. Taiwan +3,3%, Corea del Sud +2,4%, Mumbay +1,2%.

Valute emergenti. E’ importante rilevare che il rialzo delle Borse è accompagnato da un apprezzamento generalizzato delle valute nei confronti del dollaro. La rupia indiana si porta a 66,39 sul dollaro, il ringgit della Malesia rimbalza dai minimi degli ultimi 18 anni a 4,31 da 4,34 della chiusura di ieri.

I future sulle borse europee anticipano un avvio in rialzo di oltre 2 punti, che potrebbe prolungare il rally di ieri giustificato dal ritocco al rialzo delle stime di crescita del Pil della zona euro.

Analisi tecnica borse. Il balzo del Nikkei (18.770 punti) annulla con un colpo di spugna i timori di mettere a repentaglio la tenuta della trendline rialzista di lungo periodo, peraltro ancora a distanza di sicurezza (16.870 punti). La borsa cinese, tra alti e bassi, comincia a consolidare. Per la ricostruzione del quadro grafico delle borse emergenti è determinante la prosecuzione del rimbalzo delle rispettive valute osservato stamattina. L’Europa non ha mai rappresentato un grosso problema e alla luce degli sviluppi di ieri, ancora meno.

FtseMib (21.941, +1,5%). Continua a dimostrarsi una delle borse migliori del mondo e ce lo dobbiamo ricordare tutte le mattine quando ci svegliamo e dobbiamo decidere se comprare o vendere. Le prime serie resistenze sono a 22.270 punti. Superato questo scoglio l’indice si può proiettare verso i massimi dell’anno in area 24mila. La trendline di lungo periodo passa per 20.970 punti e questo è il livello più delicato da monitorare verso il basso.

Variabili macro

Petrolio. Prezzi in ripresa. WTI 46,5 usd, Brent +4% a 49,9 usd grazie al miglioramento del quadro economico della zona euro. Sembra proprio che funzioni il suggerimento di sfruttare le discese verso 40 e 45 usd rispettivamente per gli acquisti di lungo periodo. Per vendere c’è tempo.

Oro (1.123 usd). Verrebbe voglia di smettere di commentarne l’andamento se non fosse che molti investitori ancora credono alla favola del “bene rifugio”. E’ vero che chi ha tenuto oro in portafoglio non si è preso la sberla sugli emergenti, ma sarebbe come dire che evitiamo di uscire di casa da un anno per evitare di prenderci la pioggia!

Forex

Euro/Dollaro (1,116). Lo sconvolgimento del quadro macro ha ridotto a meno del 25% la percentuale degli economisti che credono in un rialzo dei tassi Usa a settembre. Ciò non significa che viene meno il nostro suggerimento di tenere le posizioni in dollari. Anzi, si incrementi la posizione sulla parte alta del range 1,05-1,15.

Bond

Bund tedesco. Andamento piatto, rendimento decennale a 0,68%. Oggi è in agenda il collocamento di 4 miliardi di decennali che non creeranno alcun problema. Preferiamo muoverci su altri livelli: compreremo sopra l’1% e venderemo sotto lo 0,5%.

Grecia. Mentre tutti gli occhi sono puntati sul gigante Cina, il mercato si dimentica del nanetto Grecia. Ma il prossimo 20 settembre ci saranno le elezioni politiche e Tsipras rischia di perdere la maggioranza (e il posto) a favore dei conservatori. Per noi non sarebbe un male e così sembra pensarla anche la maggior parte degli investitori. Grazie a questo scenario, lo spread Grecia/Germania è sceso a 770 punti base, il livello più basso da inizio 2015. Non facciamoci distrarre dalle chiacchiere.

Italia. Tutto procede per il meglio. Lo spread apre a 115, rendimento del Btp 10 anni a 1,83%. Conserviamo il vantaggio di 25 punti base nei confronti della Spagna, da -40 di ottobre 2014. Puntiamo ancora pacatamente a uno spread di 80-50 punti base per fine anno.

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