Websim Focus sui Mercati Finanziari 19/08/2015 – WS

Chiusura moderatamente negativa a Wall Street, intimorita dalla crisi della borsa cinese: Dow Jones -0,2%, S&P500 -0,26%, Nasdaq -0,64%.
Stasera alle 20:00 la Fed pubblica i verbali della riunione di politica monetaria del 28 e 29 luglio che potrebbero chiarire meglio le intenzioni della banca centrale Usa sui tassi. Dopo la svalutazione dello Yuan è diminuita la probabilità di un rialzo già a settembre.

Asia. Stamattina si vedono i contraccolpi del -6% registrato ieri dalla borsa cinese. La banca centrale di Pechino ha dovuto stanziare una mega-cifra per difendere lo yuan, a questo punto investito da una fuga di capitali dopo la recente svalutazione. L’indice CSI 300 di Shanghai-Shenzen perde l’1%, Tokio -1,6%, Hong Kong -0,7%, Seul -0,5%, Mumbay +0,2%.

I future sulle Borse anticipano un avvio in ribasso dello 0,8%. Probabilmente resteranno sotto pressione i titoli del Lusso particolarmente sensibili all’andamento delle economie emergenti.

Grecia. In attesa dell’approvazione del terzo piano di aiuti da parte del parlamento tedesco previsto per oggi, Fitch ha alzato il rating a ‘CCC’ da ‘CC’. Un piccolo, ma importante segno di fiducia nei confronti delle prospettive di Atene che premia i migliori rapporti con i creditori.

Analisi tecnica borse. In seguito all’ennesimo arretramento di Shanghai, la performance di Piazza Affari, la cenerentola delle borse degli ultimi anni, conquista il primo posto tra i principali listini mondiali insieme a Tokio con un guadagno del 23% dal primo gennaio. Staccata nettamente Francoforte ferma a +10%. Aumenta peraltro il numero delle borse con un bilancio negativo da inizio anno: su tutte il Brasile con un -20%.

FtseMib (23.390, -0,1%). Conferma un’ottima tenuta in un quadro globale in progressivo indebolimento. Un motivo in più per tenere azioni italiane in portafoglio. Suggeriamo invece di stare “leggeri” di titoli del Lusso. Il quadro di fondo rimane perfettamente laterale nel range 22mila/24mila Flessioni verso 22.500/22mila riaprirebbero interessanti occasioni di acquisto.

Variabili macro

Petrolio. La crisi della borsa cinese contribuisce a raffreddare le quotazioni. Oggi Brent 48,5 usd, Wti 42,4 usd. Teniamo alta l’allerta perché ci stiamo avvicinando a supporti molto delicati, rispettivamente a 45 e 35 usd che potrebbero avviare una reazione. Si suggerisce pertanto di sfruttare la recente ondata di vendite per comprare in ottica speculativa.

Oro (1.118 usd). Nessuna novità. Il prezzo rimane ostaggio delle prime resistenze in area 1.130 usd e dell’area dei minimi dell’anno a 1.072 usd. Interverremo per trading solo fuori da questi livelli.

Forex

Euro/Dollaro (1,106). Il mercato resta piuttosto incerto sull’evoluzione dei tassi USA. C’è chi è convinto che comunque sia la Fed alzerà i tassi a settembre e chi invece propende per un rinvio. Ne esce un quadro in equilibrio a metà strada del range 1,05-1,15. Questi livelli non ci solleticano sull’operatività.

Bond

Bund tedesco. Il rendimento (0,63%) si muove da qualche giorno a ridosso dei minimi di periodo, probabilmente sostenuto dalle turbolenze sui mercati emergenti e dai passi avanti sulla Grecia. Stiamo pronti a vendere bund se il rendimento scenderà sotto lo 0,50%. Compreremo solo all’avvicinamento di un rendimento dell’1,20%.

Grecia. Ieri è scattata qualche presa di profitto dopo il violento rimbalzo degli ultimi giorni, Lo spread decennale è risalito a 840 punti base da 800 della mattinata. Il rendimento è salito al 9% da 8,7%. Siamo intorno ai minimi da febbraio. Vendite anche sul bond a 2 anni, il cui rendimento è risalito al 10,2% da 8,9%. Siamo poco sopra i minimi dal 2010 (era al 30% a giugno).

Italia. Da sottolineare che i nostri titoli di Stato vengono oggi considerati un “porto sicuro” per chi cerca protezione dalla crisi delle valute e delle obbligazioni dei mercati emergenti. Un evento che non è merito soltanto della buona guardia della BCE (QE), ma anche dei progressi di economia e conti pubblici Oggi il rendimento del BTP 10 anni apre a 1,80%, lo spread è a 117 punti base. Lo spread Italia/Spagna (18 pb)è sui massimi dal 2013. Puntiamo ancora a uno spread di 80-50 punti base per fine anno.

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