Websim Focus sui Mercati Finanziari 13/08/2015 – WS

Wall Street ha chiuso in forte recupero ieri sera, azzerando le pesanti perdite iniziali che avevano spinto il Dow Jones sui minimi da inizio giugno. L’indice Dow Jones ha terminato in perfetta parità, S&P500 +0,1%, Nasdaq +0,15%. Il rimbalzo dai minimi intraday dei tre indici supera il punto e mezzo.

Cina. La People’s Bank of China è intervenuta per la terza volta in pochissimi giorni sullo yuan, fissando il cambio della valuta cinese a 6,401 contro il dollaro Usa. In sole tre sedute lo Yuan si è svalutato del 6,5% circa contro la valuta americana. Indiscrezioni riportano che all’interno del governo cinese cresce la fronda di chi vorrebbe portare la svalutazione almeno al 10% per rilanciare le esportazioni.

Borse Asia. Stamattina si registrano rimbalzi generalizzati. Tokio +1%, Hong Kong e Mumbay +0,5%, Seul piatta, in controtendenza Shanghai -0,4%.

Anche le principali valute dei Paesi asiatici cominciano a mettere a segno modesti rimbalzi dai minimi di periodo registrati ieri.

I future sulle Borse anticipano un avvio in rialzo dell’1,5%, forti della bella reazione di Wall Street.

Grecia. Mai fare i conti senza l’oste e d’altra parte c’era da aspettarselo. L’ala dura del governo tedesco ritiene prematura l’erogazione del terzo piano di aiuti, malgrado l’accordo tra ex troika e esecutivo Tsipras. Oggi il Parlamento di Atene vota sul nuovo Memorandum, che contiene un fitto piano di riforme da attuare. Il presidente dell’Eurogruppo ha deciso di convocare i ministri in via straordinaria venerdi’ pomeriggio a Bruxelles per affrontare di persona tutte le resistenze e valutare se è il caso di procedere con un nuovo prestito ponte.

Restiamo ottimisti sulla vicenda, come lo siamo sempre stati, pur sapendo che la strada è lastricata di chiodi.

Analisi tecnica borse. Ieri la perdita media dei listini principali della zona euro è stata del 3%, con vendite massicce sui titoli del Lusso e dell’Auto. Crediamo che le vendite si siano ingiustamente estese anche a titoli che non lo meritano come per esempio le nostre FCA e Finmeccanica. Siamo invece d’accordo nel mantenere un atteggiamento più prudente sui titoli Luxury. Da rilevare che nessun indice della zona euro ha ceduto supporti di lungo periodo e che la brusca inversione di Wall Street ha allontanato gli indici dalle prime soglie critiche.

FtseMib (22.997, -3%). Malgrado la cresciuta volatilità il quadro di fondo rimane perfettamente laterale grosso modo nel range 22mila/24mila Il quadro di fondo è ancora robusto e se si arrivasse verso 22.500/22mila si riaprirebbero interessanti occasioni di acquisto.

Variabili macro

Petrolio. Modesto rimbalzo ieri, guidato dai dati sotto le attese sulle scorte Usa e dal recupero del dollaro. Oggi Brent 49,8 usd, Wti 43,4 usd. Continuiamo a credere che su questi livelli una scommessa al rialzo sia lecita. Si suggerisce pertanto di sfruttare la recente ondata di vendite per comprare. Target nel Focus sul petrolio.

Oro (1.121 usd). Cinque rialzi consecutivi hanno riportato il metallo prezioso sui livelli del 21 luglio. Dollaro debole e incertezza hanno allontanato i prezzi dall’area dei minimi dell’anno a 1.072 usd. Questa è l’unica novità. Per il momento il quadro di fondo resta debole. Solo sopra 1.130 usd si potrà diventare un poco più ottimisti, ma senza pretendere target ambiziosi. Stiamo alla finestra.

Forex

Euro/Dollaro (1,114). Dollaro in recupero dai minimi di ieri (1,12) dopo lo sconquasso delle ultime sedute, farcite sicuramente da una raffica di stop loss scattati per proteggere le posizioni. Sul quadro di fondo prevale sempre il range 1,05-1,15, anche se a questo punto ci si è spostati verso la parte alta. Gli esperti cominciano a dubitare che la Fed alzerà i tassi a settembre in seguito alle novità sullo Yuan.

Bond

Bund tedesco. Acquisti per difendersi dalle incertezze su Cina e Grecia hanno riportato il rendimento allo 0,63%. Alziamo l’allerta. Stiamo pronti a vendere bund se il rendimento scenderà sotto lo 0,50%. Compreremo solo all’avvicinamento di un rendimento dell’1,20%.

Grecia. Lo stop alle trattative ha provocato solo una frenata del rally. Lo spread decennale è risalito a 940 da 920. Il rendimento si è portato al 10%. Restiamo sul livello più basso da marzo e ciò significa che il mercato propende per l’ottimismo.

Italia. Da sottolineare ancora una volta la straordinaria tenuta del sistema Itala che non è tutto merito della Bce. L’asta di BOT 12 mesi di ieri si è chiusa con il nuovo minimo storico e rendimenti praticamente a “zero”. Oggi il rendimento del BTP 10 anni apre a 1,78%, lo spread è rimasto invariato a 116 punti base. Puntiamo ancora a uno spread di 80-50 punti base per fine anno.

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