ANALISI FONDAMENTALE: ITALIAN WINE BRANDS 10/08/2015 – WS

Italian Wine Brands (IWB.MI) è un operatore di riferimento nella produzione e distribuzione di vini. IWB svolge l’attività di direzione e coordinamento delle società controllate che sono: Giordano Vini e Provinco Italia. IWB (IWB.MI), guidata dal Presidente Mario Resca (in passato Presidente e amministratore delegato di McDonald’s Italia e consigliere di amministrazione indipendente di Eni) è la prima azienda nel settore vinicolo a essere stata quotata in Borsa (il debutto risale al 29 gennaio 2015). La società nasce su iniziativa di IPO Challenger, società lanciata da Simone Strocchi (sotto nella foto).

L’attività di IWB è oggi articolata in due differenti linee di business:

1) la produzione e vendita diretta ai consumatori finali, di competenza di Giordano Vini;

2) la produzione e distribuzione di vini sui mercati internazionali per la grande distribuzione organizzata (“GDO”) internazionale, gestita da Provinco Italia.

La società può contare su alcuni punti forza che sono:

1) una vasta gamma di prodotti offerti alla clientela con un ottimo rapporto qualità-prezzo, ovvero oltre 150 etichette diverse;

2) la forte presenza del gruppo sui mercati internazionali, con ricavi di vendite all’estero pari al 65% del fatturato, in un periodo in cui il mercato domestico (Italia) è entrato in una fase di congestione/leggero declino, con consumi di vino in flessione in media dell’1,5% annuo dal 2008 a oggi.

3) le sinergie ottenute con l’aggregazione di Giordano Vini e Provinco Italia, riassunte in: evidenti risparmi sulle materie prime grazie alla maggiore forza contrattuale acquisita nei confronti dei fornitori, riduzione dei costi per la centralizzazione di alcune funzioni aziendali e l’ottimizzazione della logistica.

Risultati del 2014. IWB ha chiuso il 2014 con ricavi pari a 140,3 milioni di euro (di cui 101,3 milioni generati da Giordano Vini e 39 milioni da Provinco). Solo il 35% del fatturato proviene dal mercato interno. La società è principalmente presente in Europa, in particolare i ricavi in Germania ammontano al 24% del fatturato totale, in Svizzera all’11% e in Austria al 9%. Tra i ricavi di vendita, il 34% proviene dal canale “mail” (48 milioni di euro), il 24% dalle vendite televisive (33,5 milioni di euro), un altro 24% è generato dalla grande distribuzione organizzata, mentre il restante 18% proviene da altri canali, incluse le vendite “on-line”, attesi in un aumento consistente nel 2015 e nel 2016. Nel 2014 l’Ebitda di IWB è stato pari a 13,2 milioni di euro, con un margine del 9% sui ricavi, mentre l’utile netto a 5 milioni di euro. La società ha chiuso l’anno con una posizione finanziaria a debito per 33 milioni di euro.

Stime per il biennio 2015-16. Ci attendiamo che i ricavi di vendita di IWB aumenteranno ad un tasso medio del 6% (CAGR), a quota 145 milioni di euro nel 2015 e 158 milioni di euro nel 2016, confidando sulla crescita delle esportazioni. Nel biennio 2015-16 pensiamo che la società aumenterà le vendite tramite i canali di vendita “Mail”, “Grande distribuzione” e “Web”, con una lieve flessione nelle televendite, che comunque dovrebbero generare ricavi pari al 20% del fatturato totale atteso nel 2016 (rispetto ad un’incidenza a fine 2014 del 24%). Prevediamo un aumento medio annuo dei costi pari al 5%, per effetto di investimenti in marketing e in altri servizi, volti ad incrementare le vendite e la visibilità dell’azienda. Nel 2015 ci attendiamo un Ebitda pari a 14 milioni di euro e un utile netto pari a 6,2 milioni di euro. Le nostre stime per il 2016 sono di un Ebitda pari a 18 milioni di euro, con un margine in crescita fino all’11,4% sul fatturato e un utile netto atteso a 8,4 milioni di euro.

Conclusioni. Il principale concorrente quotato in Italia di IWB è Masi che ha debuttato lo scorso 30 giugno a 4,60 euro raggiungendo una capitalizzazione complessiva di oltre 140 milioni di euro. IWB può considerarsi sottovalutata con un PE 2015 di 10 volte rispetto a 21 di Masi che non è contendibile a differenza di IWB, la quale ha un flottante del 62% circa. Masi fattura circa 69 milioni di euro su 16 milioni di bottiglie prodotte rispetto i 140 milioni di IWB con 43 milioni di bottiglie. IWB è inoltre attiva sia sul canale consumer che GDO mentre Masi solo su canali tradizionali anche se entrambe le società vanno molto bene all’estero. Masi rimane quindi un’azienda di qualità ma familiare mentre IWB è contendibile, vocata a crescere per aggregazioni (forte di un CdA di persone con grande esperienza) e infine con la possibilità di passare al segmento STAR molto più velocemente di Masi avendo già i requisiti.

Di seguito riportiamo i più importanti risultati del 2014 e le nostre attese per il biennio 2015-2016:

Fonte: Intermonte SIM

http://www.websim.it

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