Websim Focus sui Mercati Finanziari 16/07/2015 – WS

Wall Street ieri sera ha chiuso a ridosso della parità, annullando i progressi di inizio seduta: Dow Jones -0,02%, S&P500 -0,07%, NASDAQ -0,12%.

Asia. Stamattina il quarto rialzo consecutivo della borsa giapponese, Nikkei +0,5%. Rialzi analoghi per Shanghai, Seul e Mumbay. Hong Kong è piatta.

I future sulle Borse europee anticipano un avvio in rialzo di circa mezzo punto percentuale.

Grecia. Il parlamento ha approvato all’una di notte le misure di austerità chieste per aprire i colloqui su un bailout da almeno 82 miliardi di euro. L’ok è arrivato con un’ora di ritardo rispetto all’ultimatum, che era fissato per la mezzanotte, e suona come l’ultimo dispetto nei confronti dei creditori. Il pacchetto è stato approvato con 229 voti su 300, ma solo grazie al sostegno delle opposizioni, 40 deputati di Syriza non hanno approvato i provvedimenti aprendo un grosso interrogativo sulle prospettive del governo Tsipras.

Commento. Websim ha dunque sbagliato. Aveva previsto che l’accordo sulla Grecia arrivasse all’ultimo secondo dell’ultimo giorno disponibile ed invece è arrivato un’ora dopo!! A parte la battuta, facendo la sintesi di quanto accaduto possiamo dire che:

Tsipras ha commesso una serie di errori madornali perchè ha sfidato i creditori senza un vero e proprio piano B e li ha addirittura provocati con una serie di decisioni al limite della follia dal punto di vista diplomatico:

1) telefonate ripetute con Putin per far trapelare la possibilità di un sostegno dei russi,
2) biglietti gratis per metro e treni con le casse pubbliche vuote,
3) riapertura della rete Tv pubblica chiusa a suo tempo per rispettare vincoli di bilancio.
4) dulcis in fundo la fenomenale idea di proporre un referendum nel quale si chiede a chi vota: vuoi che ti alziamo le tasse, ti allunghiamo l’età pensionabile e ti licenziamo se sei in esubero o no? Convinto peraltro che il no lo potesse rafforzare al tavolo delle trattative. Un suicidio.

Al bluff di Tsipras l’Europa, o meglio la parte più “dura” dell’Europa, ha risposto non solo andando a vedere le carte ma alzando la posta: “se te ne vuoi andate la porta è aperta”. Ed è successo quel che è successo, ringraziando il cielo che dall’altra parte ci sono personaggi come Angela Merkel e Mario Draghi che l’Europa dovrà ringraziare dedicando loro qualche piazza a momento debito.

Probabilmente entro la fine dell’anno Tsipras non sarà più alla guida del governo.

Analisi tecnica borse. Prosegue la ricomposizione del trend delle borse europee con Piazza Affari che si conferma al primo posto in termini di performance: FtseMib +23%. Veri e propri segnali non se ne vedono ancora. Wall Street e Tokio consolidano a poca distanza dai massimi. Cina ancora volatile e soggetta a repentini cambi di fronte.

FtseMib (23.392, +1,3%). Si è spinto sui massimi da inizio luglio. Monitoriamo gli estremi del range 21mila – 24mila punti. Solo l’uscita da questi livelli fornirà segnali convincenti sul futuro della nostra borsa. Le premesse non mancano: nelle ultime due sedute colossi come Finmeccanica, Luxottica e Telecom hanno segnato nuovi top assoluti/di periodo.

Variabili macro

Petrolio. Ieri ha ceduto quasi il 3%, effetto combinato del rimbalzo del dollaro e degli accordi sul nucleare con l’Iran. Stamattina Brent a 57,50 dollari, Wti a 51,75 dollari. Il quadro resta debole. Solo il ritorno sopra 63 usd e 58 usd rispettivamente allontanerà i rischi di ulteriori discese. Naturalmente la discesa del petrolio è un’ottima notizia per le prospettive dell’economia italiana.

Oro (1.146 usd). Alziamo l’allerta. L’oro si muove a poca distanza dai minimi degli ultimi 5 anni segnati a 1.142 dollari lo scorso mese di marzo. Aumenta il rischio di cedimento dei supporti verso 1.140 usd che potrebbe aprire il baratro fino a 1.000 usd. Confermiamo la visione negativa.

Forex

Euro/Dollaro (1,093). Altra spinta del dollaro. Gli operatori sono ormai convinti, dopo le parole della Yellen, che la Fed stia preparando il primo rialzo dei tassi entro l’anno. Cresce anche la probabilità di tornare verso la parte bassa del range 1,05/1,15.

Bond

Bund tedesco. Rendimento 0,83%. Da qualche seduta si muove senza una tendenza definita. Restiamo tranquillamente alla finestra. Pronti a vendere solo se si arriva vicino a 0,50%, acquisti solo verso 1,20%.

Italia. Il BTP a 10 anni apre la giornata con un rendimento sotto il 2% (1,99%) e uno spread a 117 punti base. Non accadeva dal primo giugno scorso che il rendimento scendesse sotto questa soglia psicologica. I nostri titoli di Stato dimostrano un’eccellente tenuta. Gli acquisti suggeriti nel momento più critico della crisi (si è arrivati fino al 2,5%) cominciano a dare i loro frutti. Perciò alziamo il piede dal pedale dell’acceleratore e ci prendiamo una pausa negli acquisti.

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