ANALISI FONDAMENTALE ISAGRO 30/06/2015 – WS

Isagro (ISG.MI) investe nella ricerca di nuove molecole e nello sviluppo di principi attivi con basso impatto ambientale.

Fra i prodotti di Isagro ci sono: fungicidi, insetticidi, feromoni, biostimolanti, fungicidi biologici. Il mercato di riferimento è quello degli agrofarmaci che, a livello mondiale, vale circa 54 miliardi di euro con tassi di crescita media annui attesi intorno al 3% sino al 2019. Isagro è presente lungo tutta la filiera in maniera strategica mentre nella distribuzione si muove in chiave “selettiva”.

L’azionariato del gruppo vede ai vertici la società Holdisa che fa riferimento alla Piemme Srl della Famiglia Basile e al partner industriale statunitense Gowan. Al mercato invece resta il 46,3% delle azioni ordinarie e il 96,7% delle azioni sviluppo (di cui parleremo in seguito).

Piano Industriale 2014-2018. Nel 2014 la società ha portato a termine, con successo, un programma di ricapitalizzazione del valore di 29 milioni di euro a servizio di un piano di sviluppo che dovrebbe portare: il fatturato dai 145,9 milioni di fine 2014 a 232 milioni, mentre nello stesso intervallo di tempo l’Ebitda passerà dai 12,5 a 30,9 milioni.

I driver di crescita sono rappresentati dalle sinergie derivanti dall’accordo con il partner Gowan, dal lancio di nuovi prodotti (in particolare fungicidi), l’estensione delle applicazioni di quelli in portafoglio, dall’espansione geografica e accordi di licenza con pagamenti anticipati. Tra il 2014 e il 2018 sono attesi investimenti per 80 milioni di euro, di cui 60 milioni in ricerca&sviluppo.

Buona la prima trimestrale del 2015. La società ha comunicato i risultati del primo trimestre 2015:

1) Ricavi consolidati pari a 44,7 milioni (+8% sul marzo 2014);

2) EBITDA consolidato pari a 5,6 milioni (+7%);

3) Utile netto pari a 0,8 milioni (1,0 milione nel marzo 2014).

4) Indebitamento finanziario netto consolidato al 31 marzo 2015 di 38,9 milioni (rispetto a 29,7 milioni del 31 dicembre 2014 e 48,5 del 31 marzo 2014) con un rapporto debt/equity pari a 0,39 (rispetto al valore di 0,31 registrato al 31 dicembre 2014 e a quello di 0,72 consuntivato al 31 marzo 2014).

La società ha comunicato anche come: «alla luce del progressivo sviluppo dei contatti in essere finalizzati alla stipula di accordi di licensing e fornitura di lungo periodo di principi attivi di proprietà, dell’incremento di fatturato ed EBITDA registrato nel corso del primo trimestre del 2015 e di quello atteso nel prosieguo del corrente esercizio, Isagro conferma gli obiettivi di crescita tracciati dal Business Plan 2014-2018 e comunicati al Mercato».

L’appeal delle azioni sviluppo. Queste ultime sono profondamente diverse dalle azioni di risparmio. Offrono un dividendo maggiorato e in via preferenziale. Non hanno diritto di voto in assemblea, ma prevedono la conversione automatica in azioni ordinare, qualora la società venisse scalata da un compratore esterno e in ogni caso di cambio del soggetto controllante. Quindi l’appeal della contendibilità resta intatto.

Da inizio anno le azioni ordinarie registrano un guadagno del 12% (ridotto dal picco di aprile a +45%), mentre le azioni Isagro Sviluppo lasciano sul terreno poco più dell’1% da inizio anno (dal picco sempre dello scorso aprile a +20%). Una differenza che riteniamo ingiustificata e che mano a mano che lo strumento verrà conosciuto porterà a una chiusura dello sconto: per un azionista di minoranza le azioni di sviluppo dovrebbero essere almeno equivalenti a quelle ordinarie.

Conclusioni. Le azioni ordinarie Isagro capitalizzano attualmente 40 milioni di euro circa e sulle stime degli analisti monitorati da Bloomberg trattano con un P/E 2015 di 17 volte, 0,5 volte il fatturato e 4,8 volte l’Ebitda.

Valori a sconto rispetto a quelli medi di un campione di società europee attive nel settore degli agrofarmaci che trattano rispettivamente 14 volte il P/E, 1,8 volte il fatturato e 7,6 volte l’Ebitda. Una differenza che si può spiegare solo in parte con il differente posizionamento competitivo e la ridotta capitalizzazione.

Riteniamo che lo sconto potrebbe richiudersi man mano che aumenterà la visibilità sul raggiungimento degli obiettivi di Piano e del successo del turnaround. In questa ipotesi sono sempre da privilegiare le azioni sviluppo.

La sottovalutazione del titolo emerge anche guardando i mezzi propri pari, a fine 2014, a 95 milioni di euro. Un valore Tangibile essendo rappresentato dalla proprietà delle molecole. Uno sconto superiore al 40%, rispetto a beni il cui valore di mercato è storicamente un multiplo del fatturato, appare ancora più ingiustificato.

Di seguito riportiamo la tabella con i risultati di bilancio 2012-2014.

http://www.websim.it

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