Websim Focus sui Mercati Finanziari 24/06/2015 – WS

Wall Street ha chiuso con un modesto rialzo. Il +0,1% del Nasdaq è bastato per segnare il nuovo massimo storico. Record anche per l’indice Russell 2000 delle small e mid cap: +0,2%. Dow Jones e S&P500 +0,1%.

A sostenere gli acquisti sono stati i dati sul mercato immobiliare: le vendite di abitazioni singole di nuova realizzazione, le villette unifamiliari, sono salite in maggio sui massimi dal febbraio 2008.

Stamattina le Borse asiatiche sono in rialzo. Il Nikkei (+0,3%) chiude su nuovi massimi degli ultimi 18 anni. Hong Kong sale dello 0,1% e l’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen dello 0,2%. Mumbai è in rialzo dello 0,3%.

I future sulle borse europee anticipano un avvio in rialzo dello 0,2%.

Al centro dell’attenzione è sempre la Grecia. Tsipras è impegnato nella ricerca del consenso interno, sia dentro il suo governo sia dentro il suo partito. Una parte rilevante dei parlamentari di Syriza, che non è neanche un partito, ma una federazione di gruppi politici temuti insieme dal carisma di Tsipras, minaccia di lasciare la maggioranza se il governo accetterà le condizioni imposte ad Atene dalla ex troika.

Per avere il via libera dal Parlamento di Atene alle misure che servono per accedere alla nuova tranche dei prestiti, il premier potrebbe essere costretto ad accettare i voti dell’opposizione.

Questo scenario potrebbe fare scattare qualche vendita di breve.

Analisi tecnica borse. Il quadro è decisamente migliorato nelle ultime tre sedute, ma veri e propri segnali di spinta si sono visti solo su Nikkei e a Wall Street. Le borse europee si sono solo riportate verso i massimi dell’anno, la cui violazione darebbe nuovo impulso alla tendenza rialzista, peraltro mai venuta meno anche nel corso della recente fase correttiva.

FtseMib (23.567, +0,35%). Un rimbalzo del 10% in quattro sedute ha inevitabilmente fatto scattare qualche presa di profitto dai massimi di ieri. L’indice è tornato sulla parte alta del collaudato range 22mila/24mila che resiste ormai da tre mesi. Nuovi segnali direzionali si vedranno ovviamente alla fuoriuscita dagli estremi. Dato che siamo storicamente ottimisti sull’esito della questione greca, pensiamo che ciò avverrà in senso positivo.

Variabili macro

Petrolio. Ieri il prezzo si è rivalutato di circa un punto. Potrebbero pesare anche le crescenti tensioni in Ucraina. Stamattina: WTI a 61 usd, Brent a 64,5 usd. Monitoriamo pazientemente le resistenze a 63 usd (alzato da 62 usd) e 70 usd rispettivamente oltre cui ci potrebbe essere una ripresa della tendenza rialzista.

Oro (1.177 usd). Il quarto calo consecutivo ha coinciso con il deciso rimbalzo del dollaro. Il quadro di fondo rimane decisamente fragile e ci fa propendere per altri ribassi. Attenzione ai forte supporto in area 1.140 usd.

Forex

Euro/Dollaro (1,12). Uno dei governatori del board della Fed, Jerome Powell, ha avanzato l’ipotesi di un doppio incremento dei tassi di interesse entro la fine dell’anno: un ‘ipotesi con il 50% di probabilità di avveramento. Il dollaro ha reagito mettendo a segno la performance giornaliera più ampia dell’ultimo mese. Il quadro grafico però non cambia: continua a prevalere il range 1,10-1,15 entro il quale è difficile orchestrare operazioni di trading di breve. Nuovi segnali sono attesi sotto 1,10 e sopra 1,20.

Bond

Bund tedesco. Il bund tedesco parte stamattina da 0,87%. Si rimane in attesa di capire quale sarà l’esito della trattativa sulla Grecia. Per quanto riguarda le posizioni di lungo periodo, continuiamo a preferire la periferia. Nuovi acquisti di bund tedeschi solo oltre l’1% di rendimento.

Grecia. E’ proseguito il recupero dei bond governativi ellenici. Il rendimento del decennale è sceso al 10,2%, lo spread si è portato a 930 punti base. Il rendimento del 2 anni è sceso sotto il 20% (dal 30% di venerdì) per la prima volta da metà maggio. Lo spazio di recupero è evidentemente ancora ampio, Tsipras e Syriza permettendo.

Italia. Lo spread ieri si è stabilizzato intorno a 125 punti base, il rendimento è sceso al 2,13%. Siamo ancora ottimisti e riteniamo rendimenti decennali sopra il 2% una buona occasione per comprare. In prospettiva, lo spread potrebbe ridursi anche sotto la soglia dei 100 punti base.

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