Websim Focus sui Mercati finanziari 08/06/2015 – WS

Dopo la chiusura contrastata di Wall Street di venerdì sera, la settimana si apre in Asia sotto il segno dell’incertezza. Tokyo invariata, Hong Kong +0,3%, Mumbay -0,3%, Sidney è chiusa per festività.

Si mette ancora in evidenza l”indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen che sale dell’1% e si porta sui nuovi massimi dal 2008. In maggio le esportazioni della Cina sono scese del 2,5% anno su anno, in ripresa dal -6,4% di aprile e meglio delle aspettative. Le importazioni sono scese del 17%, dopo il -16% di aprile, si conferma che la domanda interna cinese è anemica.

I future sulle borse europee anticipano un avvio di poco sopra la parità.

La produzione industriale in Germania di aprile è salita dello 0,9% m/m, gli economisti si aspettano un rialzo dello 0,5%.

Grecia. Oggi inizia il G7. Atene non è tra i temi al centro delle discussioni, ma sicuramente se ne parlerà parecchio. Venerdì sera, l’intervento di

Alexis Tsipras davanti al Parlamento è stato incendiario e probabilmente gli ha fatto perdere l’ultimo degli amici rimasti in Europa. Secondo indiscrezioni, Jean-Claude Juncker, finora il rappresentante dei creditori internazionali più aperto al dialogo, si sarebbe rifiutato di rispondere al telefono a Tsipras.

Analisi tecnica borse. Si è chiusa una settimana di diffuse correzioni, motivate più che altro dalle turbolenze sui bond. Il Bund tedesco ha lasciato sul terreno il 2,8% nell’arco di 5 giorni. Una perdita di simile entità non si era mai registrata in tempi recenti. Il Dax della Borsa di Francoforte ha ceduto complessivamente il 2%, Milano -2,8%. Meno pronunciato il calo del Nikkei (-0,5%), mentre Shanghai si è mossa in forte controtendenza: l’indice CSI 300 ha guadagnato in totale l’8%.

FtseMib (22.847). Fallito il tentativo di violare gli importanti ostacoli a 24mila punti, l’indice è arretrato bruscamente, avvicinandosi ai primi supporti posizionati verso area 22.600, che consentirebbero di tornare a comprare. Il quadro di fondo rimane impostato al rialzo.

Variabili macro

Petrolio. Malgrado la reazione di venerdì (+2%), la settimana si è chiusa con una perdita che va dal -2% del Wti al -3,4% del Brent. L’Opec non ha intenzione di modificare i livelli produttivi e ciò basta per spegnere la peraltro modesta speculazione. Il quadro di fondo continua a non offrire indicazioni operative che riteniamo interessanti per il trading. Tanto meno per costruire posizioni di lungo periodo.

Oro (1.177 usd). Nell’arco della settimana ha perso l’1,6%, terza consecutiva negativa. Il prezzo è scivolato sui minimi da inizio maggio. Tendenza di fondo sconfortante. Sotto 1.140 usd aumenterebbe il rischio di assistere a una nuova caduta verticale per target 1.000 usd.

Forex

Euro/Dollaro (1,111). L’euro è rimbalzato dell”1,2% nella settimana riportandosi nel range 1,10-1,15 che insiste da fine aprile. Impostiamo operazioni in controtendenza all’avvicinamento degli estremi. Il trend di fondo resta favorevole al dollaro. L’obiettivo del movimento rimane verso 1,05. Solo sopra 1,20 rivedremo il quadro.

Bond

Bund tedesco. La settimana appena conclusa ha decretato uno stop importante alla tendenza rialzista di lungo periodo che secondo noi significa anche la fine definitiva dello scenario “tassi zero” per lo meno sulla scadenza decennale. Oggi si riparte da quota 0,85%. Siamo convinti che il movimento sia un “sano” aggiustamento degli eccessi passati. Vista l’esplosione di volatilità c’è il rischio di arrivare anche all’1,2% di rendimento, area dove torneremo a ripensare agli acquisti.

Grecia. Ancora tanta troppa volatilità dettata da continue voci e smentite. Inutile farsi coinvolgere dalle vicende quotidiane. Cerchiamo di alzare un po’ il livello della riflessione: il consenso prevalente depone verso la conservazione della Grecia nell’euro, anche se Tsipras e compagni meriterebbero il contrario.

Italia. Il nostro spread riparte da quota 139 punti base per un rendimento del BTP 10 anni al 2,23%. Rendimenti che tornano ad essere interessanti per posizioni di lungo periodo. Tutto tranquillo sulla parte breve della curva dove il rendimento del BOT 12 mesi (0,028%) staziona poco sopra lo zero. Quindi, nessun problema di credibilità.

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