Websim Focus sui Mercati finanziari 04/06/2015 – WS

Wall Street ha chiuso in timido rialzo nell’attesa del dato cruciale sull’occupazione USA di venerdì: Dow Jones +0,4%, Nasdaq +0,4% e S&P500 +0,2%.

Sono invece proseguite le vendite sulle obbligazioni: il rendimento del Treasury bond a 10 annni è salito di 10 punti base al 2,36%, livello che non si vedeva dal novembre 2014.

Lo stesso è successo in Europa al Bund tedesco. Il decennale è andato giù “come un sasso” e il rendimento si è portato ieri sera a 0,88% (+17 punti base), sui massimi da ottobre 2014.

La BCE ha lasciato invariati i tassi di interesse ed ha confermato l’impegno a proseguire con il QE: Mario Draghi ha avvisato che in Europa l’inflazione tornerà a salire. I dati macroeconomici diffusi ieri hanno mostrato una ripresa delle assunzioni tra le aziende private ed una contrazione molto ampia del deficit della bilancia commerciale in aprile.

Asia. Stamattina le Borse cinesi sono in forte ribasso: Hong Kong -1,4% e indice CSI 300 di Shanghai e Shenzen -3%. Tokyo si avvia a chiudere in parità, Mumbai e Seul invariate.

I future anticipano una partenza in ribasso dello 0,5%.

Grecia. Cresce il numero delle voci, al netto di quelle di fonte greca meno credibili, che fanno pendere la bilancia verso un accordo. Secondo Tsipras, la rata del rimborso al Fondo Monetario Internazionale che scade domani non deve preoccupare proprio perchè le parti “sono molto vicine ad un’intesa sul livello di surplus primario, questo vuole dire che si può andare avanti senza bisogno di introdurre le misure di austerità del passato”.

Analisi tecnica borse. La caduta dei prezzi dei bond di ieri non ha provocato scossoni sugli indici principali, segno che si tratta più che altro di un aggiustamento vistoso e doloroso per chi si è imbottito tardivamente di obbligazioni a tasso fisso con scadenze molto lunghe. Teniamo sempre presente che il rialzo dei rendimenti dovrebbe favorire settori come Banche e Assicurazioni che soffrono, al contrario, scenari di tassi zero.

FtseMib (23.608, +0,14%). Chiusura all’insegna dell’incertezza. L’indice “lavora” alacremente l’area dei massimi dell’anno, confermando una solidità del quadro di fondo fuori dal comune almeno per quanto riguarda la storia statistica del nostro mercato e ciò depone a favore delle prospettive rialziste. Alziamo l’allerta: sopra 24.100 potrebbero esserci ulteriori accelerazioni.

Variabili macro

Petrolio. Prezzi in forte calo ieri (-2,5%) su aspettative che la riunione dell’Opec di venerdì a Vienna decida di non tagliare la produzione. Oggi Wti 59,6 usd, Brent 63,7 usd. Il quadro grafico è immutato: il trend si muove da qualche tempo in un ristretto range senza fornire indicazioni grafiche rilevanti.

Oro (1.185 usd). Il commento è simile a quello del petrolio. La volatilità è soprattutto sul dollaro e l’oro rimane ai margini degli scambi. Quadro grafico assolutamente privo di indicazioni operative.

Forex

Euro/Dollaro (1,1256). Altro balzo in avanti dell’euro dopo i dati sull’inflazione. Prepariamo le cartucce perché in caso di estensione della flessione verso area 1,15 torneremo compratori. Il trend di fondo resta infatti favorevole al dollaro. L’obiettivo del movimento rimane verso 1,05. Solo sopra 1,20 rivedremo il quadro.

Bond

Bund tedesco. Prosegue la fase di sell off determinata più che altro dagli eccessi accumulati nel corso degli ultimi mesi piuttosto che dalle parole di Draghi. La prudenza continua a premiarci. Vista l’esplosione di volatilità c’è il rischio di arrivare rapidamente verso l’1,2% per cui alziamo l’asticella verso quel livello prima di ripensare agli acquisti.

Grecia. Lo spread decennale consolida poco sotto quota 1.000, un livello che non sconta ancora una soluzione positiva della questione greca. Il rendimento è al 10,4%. In caso di novità davvero positive lo spazio di recupero sarebbe molto importante.

Italia. Il nostro spread apre la giornata piatto a 129 punti base, mentre il rendimento del BTP 10 anni sale al 2,2% per effetto della caduta del bund tedesco. In prospettiva puntiamo a una riduzione dello spread almeno a 60/80 punti base per cui consideriamo già un rendimento del 2% interessante per tornare a comprare, si badi bene, non in ottica speculativa.

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