Websim Focus sui Mercati finanziari 03/06/2015 – WS

Wall Street ha chiuso in lieve ribasso, -0,1% circa per i tre indici principali.
Prevale tra gli investitori un atteggiamento di prudenza in vista dell’importante dato sull’occupazione di venerdì.

Il dato superiore alle attese sull’inflazione della zona euro pubblicato ieri ha avuto due importanti effetti:
1) Ha spinto l’euro fino a 1,1175 sul dollaro da 1,092 del giorno prima, un apprezzamento giornaliero del 2% che non si vedeva da parecchi mesi.
2) Ha fatto cadere i prezzi dei titoli di Stato spingendo verso l’alto i rendimenti.

Asia. Stamattina le principali Borse sono in ribasso, si distingue solo Hong Kong con un rialzo dello 0,7%. L’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen cede l’1,6%, Mumbai -0,6%, Tokio -0,5%.

I future sulle borse europee anticipano un avvio in rialzo dello 0,2%.

Stamattina vengono pubblicati gli indici di Markit sull’attività delle aziende europee dei servizi, alle 13.45 la BCE dovrebbe confermare i tassi di interesse allo 0,05% ed alle 14.30 si tiene la conferenza stampa di Mario Draghi.

Grecia. Oggi i creditori presenteranno al governo di Atene la loro proposta di accordo, lo scrive stamattina il Financial Times. Alexis Tsipras, ha detto ieri che anche loro si presenteranno al negoziato con una loro bozza. L’obiettivo dei negoziatori sarebbe di chiudere prima di venerdì, giorno in cui la Grecia dovrà restituire 300 milioni di euro al Fmi. Il piano dei creditori dovrebbe prevedere un surplus per Atene di almeno il 3,5% del Pil nel medio termine. La Grecia aveva chiesto di poter restare molto più sotto.

Intanto, la Bce non fa mancare il suo sostegno aumentando di 500 milioni, a 80,7 miliardi di euro, la linea di liquidita’ d’emergenza (Ela) alle banche greche, mentre lascia invariato l’haircut (lo sconto) applicato sul collaterale.

Analisi tecnica borse. La novità più rilevante da evidenziare riguarda l’allargamento (a nostro favore!) del differenziale di performance tra Piazza Affari e Francoforte dal primo gennaio. Il Dax (ieri -0,9%) guadagna ora il 15% contro il +24% del FtseMib (ieri +0,6%). La borsa tedesca ha patito la forte correzione del Bund.

FtseMib (23.576, +0,6%). L’indice “lavora” da qualche tempo l’area dei massimi dell’anno, confermando lo stato di grazia. Alziamo l’allerta: sopra 24.100 potrebbero esserci ulteriori accelerazioni.

Variabili macro

Petrolio. La brusca flessione del dollaro ha rilanciato le quotazione del greggio, in rialzo di circa l’1,5%. Oggi Wti 61 usd, Brent 65 usd. Il consensus si aspetta che le scorte settimanali di greggio in Usa registrino la quinta flessione consecutiva. Il quadro grafico non cambia: stiamo Long sul WTI da area 60 usd. Finchè si rimane sopra 52/50 usd la tendenza resta positiva. Nessuna posizione sul Brent dove entreremo solo sopra 70 usd.

Oro (1.193 usd). Tutto fermo, malgrado l’accresciuta volatilità del dollaro. Quadro grafico assolutamente privo di indicazioni operative.

Forex

Euro/Dollaro (1,1175). L’idea, per puro trading, di prendere profitto in area 1,10 per gli acquisti suggeriti di recente in area 1,15 ha funzionato millimetricamente. Il trend di fondo resta tuttavia favorevole al dollaro e estensioni della discesa del dollaro verso 1,15 riapriranno ancora occasioni di acquisto. L’obiettivo del movimento rimane verso 1,05.

Bond

Bund tedesco. Il dato a sorpresa sull’inflazione ha fatto volare il rendimento del decennale tedesco fino a 0,71%. La prudenza ci ha premiato e non cambieremo idea fino a un rendimento dell’1%, poi si vedrà. C’è tempo.

Grecia. Lo spread decennale è immobile intorno a quota 1.000, un livello che non sconta certo una soluzione positiva della questione greca, ma nemmeno una catastrofe. Il mercato si è un po’ stancato del continuo tira e molla e preferisce attendere novità certe. Il rendimento è al 10,6%.

Italia. Il nostro spread si è allargato fino a 140 punti base, riportando il rendimento ben oltre il 2% (2,1%). Se l’esito delle elezioni regionali di domenica non ha rafforzato il governo, nemmeno lo ha messo in crisi. Puntiamo nel medio periodo a una riduzione dello spread almeno a 60/80 punti base per cui consideriamo già un rendimento del 2% interessante per tornare a comprare.

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