Websim Focus sui Mercati Finanziari 29/05/2015 – WS

Wall Street ha chiuso in leggero ribasso in vista dell’arrivo del rialzo dei tassi di interesse, evento ritenuto probabile già nel corso dell’anno dopo che alcuni esponenti della Fed, nelle ultime ore, lo hanno sponsorizzato. S&P500 -0,1%, Dow Jones -0,2%, Nasdaq -0,17%.

La compravendita di abitazioni USA è su livelli mai visti negli ultimi nove anni.

Oggi è atteso il dato definitivo sul Pil del primo trimestre. Qualche economista si aspetta che la frenata sia stata molto più brusca di quanto inizialmente stimato. L’ufficio di statistica ha calcolato per il primo trimestre una crescita dello 0,2%.

Asia. Le borse della Cina hanno innestato i razzi stabilizzatori ed hanno frenato la caduta. L’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen sale dello 0,6%, ieri ha perso il 6,7%. Hong Kong +0,3%, Tokio +0,2%, Mumbai +0,7%.

I future sulle borse europee anticipano un avvio in rialzo dello 0,3%.

Grecia. Resta il tema caldo. Novità sull’argomento potrebbero arrivare da Dresda, dove è in corso il G7 dei ministri finanziari. Per i greci un accordo è in vista, per le controparti (UE, FMI) non si vede neanche con il cannocchiale, ma finchè si discute è buon segno!

Analisi tecnica borse. Maggio si avvia a una conclusione positiva per gran parte dei listini. Tokio ha accumulato un +5,6%. La Cina è sempre al top con un +3,3% (+52% da inizio 2015). L’S&P500 guadagna l’1,7%. In Europa, Piazza Affari potrebbe chiudere il mese con un progresso del 3% cui si aggiunge un altro punto e mezzo di dividendi. Il Dax di Francoforte è intorno al 2%. Da sottolineare il deludente -4% della borsa brasiliana che ha peraltro azzerato la performance da inizio anno.

FtseMib (23.744, -0,5%). Alziamo l’allerta. L’indice si muove a ridosso dei massimi storici in area 24.100 punti il cui superamento dovrebbe provocare ulteriori accelerazioni. Prosegue l’interessante rotazione settoriale (ieri Finmeccanica ha segnato i top dal 2009) che offre nuova linfa al trend. Primi segnali di debolezza in caso di discesa sotto 23mila.

Variabili macro

Petrolio. Leggero rimbalzo dovuto alla correzione del dollaro. Oggi: Brent 63 usd, Wti 58,3 usd. Maggio si sta per chiudere con perdite dal 3 al 5%. La liquidità, come rivelano i dati sopra esposti, preferisce altri asset. Il quadro non cambia: stiamo Long sul WTI da area 60 usd. Finchè si rimane sopra 52/50 usd la tendenza resta positiva. Nessuna posizione sul Brent.

Oro (1.190 usd). Maggio si sta per chiudere invariato. Solo la forza del dollaro riesce a trasformare la performance in un +3%. Pertanto, non vediamo ragioni per cavalcare l’oro, meglio il dollaro … lo dice il mercato. Quadro grafico assolutamente privo di indicazioni operative.

Forex

Euro/Dollaro (1,0950). Il dollaro si assesta in vista di novità su tassi e Grecia. Molti sembrano pensarla come noi sul fatto di prendere profitto per gli acquisti fatti pochi giorni fa in area 1,15. Il trend di fondo resta favorevole al dollaro e l’obiettivo del movimento rimane verso 1,05.

Dollaro/Yen (123,7). Le aspettative di un rialzo dei tassi di interesse USA hanno spinto il dollaro sui massimi degli ultimi 12 anni a 124,5. Dal 2011 si è rivalutato del 65%.

Bond

Bund tedesco. Il mercato resta prudente sulla Grecia e non abbandona i “sicuri” decennali tedeschi. Il rendimento del decennale è sceso a 0,51%. Non ci interessa comprare questi rendimenti per costruire posizioni di lungo periodo, al massimo solo per protezione temporanea dalle turbolenze. Solo intorno all’1%, se mai si arrivasse, potremmo ripensarci.

Grecia. Lo spread decennale è immobile intorno a quota 1.000, un livello che non sconta certo una soluzione positiva della questione greca. Il rendimento è al 10,7%.

Italia. Il nostro spread resta robusto e si posiziona a 135 punti base, il rendimento è a 1,87%. Sorprese negative dalle elezioni regionali di domenica (sonora sconfitta di Renzi) potrebbero creare qualche turbolenza ma nulla di più secondo noi. Se Renzi uscirà rafforzato si potrà puntare nel medio periodo a una riduzione dello spread almeno a 60/80 punti base. Un rendimento del decennale intorno al 2% è già un buon livello per tornare a comprare.

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