Websim Focus sui Mercati Finanziari 27/05/2015 – WS

Wall Street ha terminato la seduta di ieri con il peggior calo dal 5 maggio scorso: S&P500, Dow Jones e NASDAQ si sono allineati intorno al punto percentuale di perdita.

Sugli indici Usa pesano solo marginalmente le incertezze sulla Grecia, mentre incide di più il rialzo del dollaro, che toglie competitività alle aziende Usa esportatrici, conseguenza diretta delle attese di un aumento dei tassi, dovuto a sua volta alla raffica di dati macro positivi emersi ieri.

Il numero uno della Fed, Janet Yellen, ha detto settimana scorsa che se l’economia americana continuerà a migliorare, come lei prevede, entro il 2015 i tassi in Usa saranno ritoccati al rialzo.

Asia. Mattinata di correzioni: Hong Kong e Shanghai perdono un punto, Seul -1,7%, Mumbay -0,1%, Tokio è piatta.

I future sulle borse europee anticipano un avvio poco sopra la parità.

Grecia. La confusione regna sovrana, ma si continua a discutere e questo è senza dubbio l’aspetto più positivo. Dopo l’ipotesi shock del possibile mancato rimborso della rata del 5 giugno al Fmi, il ministro delle Finanze,

Yanis Varoufakis, ha cercato di rassicurare (a modo suo ovvero generando ulteriore confusione): “nella misura in cui saremo in grado di pagare i nostri debiti, li pagheremo”, ed “è responsabilità del governo essere in grado di pagare”. Varoufakis è convinto che si troverà prima del 5 giugno l’accordo in grado di sbloccare almeno una parte degli oltre 7 miliardi di euro attesi come prossima tranche del salvataggio. Il resto dell’Europa è un po’ meno convinto …

Analisi tecnica borse. Tra ieri e oggi si sono viste diffuse correzioni sui principali listini, che al momento non destano alcuna preoccupazione degna di nota. Da notare l’ottima tenuta di Piazza Affari che mantiene circa 4 punti di vantaggio da inizio anno contro Francoforte (+22% contro +18%) e addirittura 14 nei confronti della Spagna, che paga la crescente incertezza del quadro politico.

FtseMib (23.326, +0,18%). E’ stato l’unico listino europeo a chiudere in controtendenza. Il quadro di breve non è mutato: si rimane nel range 22.500/22mila – 24.100 punti. Prima allerta in caso di discesa sotto 23mila.

Variabili macro

Petrolio. Ieri ha perso quasi il 3% sulla scia del forte rimbalzo del dollaro. Si riapre oggi con un rimbalzo dell’1%: Brent 64,2 usd, Wti 58,6 usd. Niente da aggiungere. Manteniamo le posizioni Long sul WTI scattate al superamento di area 60 usd. Finchè si rimane sopra 52/50 usd la tendenza resta positiva. Sul Brent, preferiamo essere più prudenti e interverremo in acquisto solo al superamento convinto di area 70 usd.

Oro (1.190 usd). Anche l’oro ha perso l’1,3% per effetto del dollaro. I primi segnali di debolezza si vedranno con il cedimento di area 1.180 usd. Solo sotto 1.140 usd saranno “guai grossi”. Per il momento non vediamo ragioni di tipo fondamentale perché si arrivi a quel livello.

Forex

Euro/Dollaro (1,0910). Il dollaro si è proiettato ieri sui massimi da inizio maggio (1,086), confermando la forza del trend di fondo. L’obiettivo del movimento rimane verso 1,05. Certo è che ci solletica l’idea di prendere profitto per gli acquisti “speculativi” suggeriti pochi giorni fa in area 1,15.

Bond

Bund tedesco. Il rendimento del decennale è sceso a 0,54% per effetto delle crescenti tensioni sulla Grecia. Continuiamo a non ritenere interessanti questi rendimenti per acquisti di posizione, al massimo solo per protezione temporanea dalle turbolenze. Solo intorno all’1%, se mai si arrivasse, potremmo ripensarci.

Grecia. Ancora tanta volatilità e sarà così almeno fino al 5 giugno quando si capirà se davvero la Grecia vuole rimanere in Europa o no. Lo spread decennale si è ampliato a quota 1.100 e il rendimento è salito all’11,2%. Siamo ancora lontani dai picchi di aprile, però lo scenario è sempre da “default”.

Italia. Il nostro spread tiene egregiamente e si posiziona a 138 punti base, il rendimento è a 1,94%. Abbiamo ancora un ritardo di 7 punti base nei confronti della Spagna (131). Se le elezioni regionali di domenica non sconvolgeranno il quadro politico domestico, si potrà puntare nel medio periodo a una riduzione dello spread almeno a 60/80 punti base. Un rendimento del decennale intorno al 2% per noi sarebbe già un buon livello per tornare a comprare.

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