Websim Focus sui Mercati finanziari 20/05/2015 – WS

Wall Street ha perso spinta nel finale chiudendo con variazioni modestissime. Dow Jones +0,1% a 18.319 punti, nuovo massimo storico. S&P500 -0,06%, Nasdaq -0,17%.

I segnali di un’ulteriore accelerazione dell’attività edilizia hanno spinto al rialzo il rendimento del Treasury decennale di 4 punti base al 2,26%.

Asia. Stamattina il Nikkei (+1%) chiude sui massimi degli ultimi 15 anni. Sopra le attese il Pil del Giappone nel primo trimestre, la crescita è stata del 2,5%, un punto percentuale in più rispetto alle aspettative del consensus, si tratta dell’incremento più forte degli ultimi 4 trimestri.

Le Borse della Cina sono contrastate, Hong Kong -0,2%, CSI 300 +1,2%. Mumbai +0,7%, Seul +0,8%.

I future sulle borse europee anticipano un avvio piatto.

Grecia. Un portavoce del Parlamento di Atene ha detto che il governo non rimborserà il prestito del FMI in scadenza il 5 giugno se non verrà raggiunto un accordo con i creditori.
Dichiarazione che non lascia intendere chiaramente la verità: non è che la Grecia “non vuole” rimborsare, ma che “non può” rimborsare il prestito perché non avrà più soldi in cassa.

Analisi tecnica borse. Grazie alle dichiarazioni della BCE sull’intenzione di accelerare il QE, ieri c’è stata una potente accelerazione delle borse europee che ha visto anche Piazza Affari tra i protagonisti. Per ora non sono state violate resistenze importanti in grado di proiettare ulteriori accelerazioni, ma l’ottimismo permane. Ottima tenuta anche per Giappone, Cina e Wall Street. Quadro di fondo tonico.

FtseMib (23.713, +2,2%). In un paio di giorni ha messo a segno un balzo che sfiora il 4% comprensivo dei dividendi staccati. L’indice si porta sulla parte alta del range che veicola il movimento da inizio marzo tra i supporti in area 22.500/22mila e i top dell’anno a 24.100 punti. Il movimento è secondo noi da interpretare come propedeutico ad ulteriori allunghi. Pertanto si suggerisce di sfruttare eventuali discese verso la parte bassa della banda per gli acquisti.

Variabili macro

Petrolio. Ha chiuso in brusco calo (-3%) per la quinta seduta di fila, la sequenza negativa piu’ lunga da marzo. Oggi Wti 58,5 usd, Brent 64,6 usd. Due i fattori che hanno inciso sulla discesa: 1) nonostante il calo delle attivita’ di trivellazione, l’elevata domanda dalle raffinerie e la discesa delle scorte Usa nelle ultime due settimane, il livello degli stoccaggi resta a livelli record per questo periodo dell’anno. 2) l’Arabia Saudita, a capo dell’Opec, continua ad aumentare la produzione arrivata alla cifra record di 10,3 milioni di barili al giorno ad aprile.

Operatività: la nostra strategia non cambia. Sul WTI manteniamo le posizioni in acquisto scattate al superamento di area 60 usd. Il segnale di forza verrà negato solo in caso di ritorno sotto 52/50 usd. Sul Brent, interverremo in acquisto solo al superamento convinto di area 70 usd.

Oro (1.207 usd). E’ bastato il forte rimbalzo del dollaro degli ultimi due giorni per sgonfiare la quotazione, dimostrando che il quadro di fondo è ancora estremamente fragile. Negato il primo timido segnale di forza visto con il superamento di area 1.210/1.220 usd.

Forex

Euro/Dollaro (1,1090). Dollaro in rally grazie alle dichiarazioni della BCE (più QE) che suonano come una controffensiva nei confronti del “furbo” temporeggiamento della FED. E’ chiaro che nessuno dei due vuole che la propria valuta si rafforzi e si gioca sporco per raggiungere l’obiettivo. In questa fase la BCE ha il coltello dalla parte del manico. Nelle ultime settimane il livello di equilibrio si è alzato nel range 1,10/1,15 da 1,05/1,10 precedente. L’idea di sfruttare le scivolate per costruire posizioni in dollari sta dando i suoi frutti. Target 1,05. Solo sopra 1,20 rivedremo il quadro a favore dell’euro.

Bond

Bund tedesco. Rendimento del decennale a 0,60%. C’è ancora un po’ di confusione nel breve e continuiamo a ritenere opportuno un atteggiamento prudente. Gli eccessi accumulati potrebbero provocare un rialzo dei rendimenti anche fino all’1%.

Grecia. Ormai siamo alle battute finali. Qualche giorno ancora e poi capiremo se la Grecia ha deciso di suicidarsi o di procedere con le riforme sacrosantamente richieste dalla ex troika. Lo spread decennale è a quota 1.020 e il rendimento al 10,7%, ancora lontano dal 13,5% di metà aprile.

Italia. Il nostro spread è poco mosso a 120 punti base, il rendimento è a 1,80%. Ieri si è visto qualche acquisto sulla scia della BCE. Per noi un rendimento intorno al 2% rappresenterebbe già un buon livello per tornare a comprare. Più che sulla discesa dei rendimenti puntiamo su una discesa dello spread fino a 60/80 punti base se proseguiranno le riforme, peraltro molto apprezzate dagli investitori esteri.

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