Websim Focus sui Mercati finanziari 19/05/2015 – WS

Wall Street ha chiuso una seduta in lieve rialzo, quanto basta per raggiungere nuovi record con Dow Jones (+0,14%) e S&P500 (+0,3%). Il Nasdaq (+0,6%), il massimo storico lo ha sfiorato.

Sono tornate le vendite sui bond, il rendimento del decennale degli Stati Uniti è salito di 8 punti base al 2,21%.

Il mercato USA ha preso consapevolezza che il rialzo del costo del denaro, oltre a non essere dietro l’angolo, non è neanche in vista.

Asia. Stamattina prevale il segno positivo. indice CSI 300 +3%, Hong Kong +0,4%, Tokio +0,8%, Seul +0,5%, Mumbay piatta.

I future sulle borse europee sono impostati per un avvio in rialzo dello 0,4%.

Grecia. Da oggi in avanti, volendo credere al ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, ogni giorno è buono per riuscire a chiudere il contenzioso. Varoufakis, parlando con i media locali, si è detto molto ottimista sulla possibilità di raggiungere un’intesa, addirittura prima dell’eurogruppo di venerdì in programma a Riga. Il premier Alexis Tsipras ha detto che “le trattative con i creditori sono alle battute finali ma l’accordo deve prevedere la ristrutturazione del debito greco, obiettivi di avanzo primario di bilancio più bassi, soprattutto per il 2015 e 2016, e nessun taglio a stipendi e pensioni”.

I creditori non sembrano affatto sulla stessa linea d’onda. Per il commissario europeo agli affari economici Pierre Moscovici, “non ci siamo ancora”.

Italia. Ottimi dati sull’export a marzo che consolidano i segnali di ripresa.

Analisi tecnica borse. Avvio di settimana positivo per gran parte dei listini, rincuorati dal rientro delle tensioni su bond e valute. Il nuovo record di Wall Street in realtà non rappresenta un segnale grafico di spinta visti i modesti volumi. La Cina è ancora tonica. Rimangono fiacche e arretrate rispetto alla media India e Brasile (ieri -1,8%).

FtseMib (23.198, -1,17%). Seduta fortemente condizionata dallo stacco dividendi che ha pesato per circa l’1,6%. Da inizio marzo l’indice si muove senza direzionalità tra i supporti in area 22.500/22mila e i top dell’anno a 24.100 punti. Il movimento è secondo noi da interpretare come una fase di assestamento propedeutica ad ulteriori allunghi. Pertanto si suggerisce di sfruttare eventuali discese verso la parte bassa della banda per gli acquisti.

Variabili macro

Petrolio. Stamattina WTI +1,5% a 60,2 usd, dopo 4 modesti ribassi. Brent piatto a 66,2 usd. Il movimento di fondo rimane impostato al rialzo. Operatività: la nostra strategia non cambia. Sul WTI manteniamo le posizioni in acquisto scattate al superamento di area 60 usd. Il segnale di forza verrà negato solo in caso di ritorno sotto 52/50 usd. Sul Brent, interverremo in acquisto solo al superamento convinto di area 70 usd.

Oro (1.222 usd). Ieri si è spinto sui massimi da metà febbraio a 1.232 usd per poi arretrare probabilmente anche grazie al rimbalzo del dollaro. E’ scattato un primo timido segnale di forza al superamento di area 1.210/1.220 usd, per cui non è il caso di impostare strategie ribassiste, ma nemmeno è il caso di comprare a piene mani visto che fino a 1.300 usd c’è una fitta rete di ostacoli grafici che potrebbe frenare lo slancio.

Forex

Euro/Dollaro (1,13). Il dollaro ha messo a segno un bello spunto dai minimi di ieri a 1,145, confermando che li coltello dalla parte del manico c’è l’ha ancora lo zio Tom … rialzo dei tassi o no. Dal punto di vista grafico nelle ultime settimane il livello di equilibrio si è alzato nel range 1,10/1,15 da 1,05/1,10 precedente. L’idea di sfruttare le scivolate per costruire posizioni in dollari sembra dare i suoi frutti. Target 1,05. Solo sopra 1,20 rivedremo il quadro a favore dell’euro.

Bond

Bund tedesco. Viste le tensioni di ieri sui Treasury americani non ci aspettiamo uno spunto al rialzo dei prezzi del bund a meno di qualche catastrofe sulla Grecia. Stamattina si apre allo 0,65%. Riteniamo opportuno attendere che trascorra un periodo di assestamento più lungo prima di pensare agli acquisti “di posizione”. Gli eccessi accumulati potrebbero provocare un rialzo dei rendimenti anche fino all’1%.

Grecia. La sabbia nella clessidra ormai è scivolata tutta nella parte inferiore. Ancora pochi giorni di pazienza e vedremo quale sarà il verdetto finale. Intanto, si continua a discutere e questo è un fattore decisamente positivo. Lo spread decennale è risalito a quota 1.030 e il rendimento al 10,9%, ancora lontano dal 13,5% di metà aprile.

Italia. Il nostro spread è risalito di una decina di punti base a 123 punti base, il rendimento è a 1,89%. Un rendimento intorno al 2% rappresenterebbe già un buon livello per tornare a comprare. Puntiamo a una discesa dello spread fino a 60/80 punti base se le riforme continueranno.

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