Websim Focus sui Mercati finanziari 15/05/2015 – WS

L’incertezza sull’arrivo del primo rialzo del costo del denaro dal 2006 non disturba più Wall Street, capace in questo contesto nebuloso di spingersi un’altra volta sui massimi storici. S&P500 +1,1% a 2.121 punti, quattro punti base in più rispetto al precedente record. Dow Jones +1,06%, Nasdaq è salito dell’1,4%.

Asia. Situazione mista stamattina. Hong Kong +0,5%, CSI 300 di Shanghai Shenzen -1,7%, Tokio +0,7%, Seul -1%, Mumbai +0,3%.

I future sulle borse europee anticipano un avvio poco sopra la parità.

A Piazza Affari è giornata di scadenze tecniche per future su azioni e opzioni. Da seguire le trimestrali di: A2A, Cairo Communication, Risanamento, Tiscali.

Analisi tecnica borse. Il quadro generale si conferma robusto. Ottimo segnale di forza ieri a Wall Street, che si muove sempre a ridosso dei massimi storici. Qualche presa di profitto si comincia a vedere sulle borsa di Shanghai, tra le migliori del mondo da inizio anno (+45%). In Europa, bella reazione di Francoforte, grazie all’assestamento dei prezzi dei bund. Piazza Affari si conferma brillante con +24% da inizio anno favorito dal recupero dei titoli finanziari.

FtseMib (23.548, +1,5%). Si porta a circa 3 punti percentuali dai massimi dell’anno. Nuovo vigore nel trend arriverà con il superamento degli ostacoli di breve posti a 23.800 e 24.100 punti. Per il momento l’idea di sfruttare le correzioni all’interno dell’area supportiva 22.500/22mila per gli acquisti ha funzionato e dovrebbe funzionare in prospettiva. La nostra visione rimane positiva.

Variabili macro

Petrolio. Prezzi stabili stamattina: Oggi WTI 59,7,3 usd, Brent 66,6 usd. Possiamo pensare a una fase di assestamento dopo il poderoso rally da inizio anno. Operatività. Sul WTI manteniamo le posizioni in acquisto scattate al superamento di area 60 usd. Il segnale di forza verrà negato solo in caso di ritorno sotto 52/50 usd. Sul Brent, la situazione è più contrastata dopo che i prezzi sono stati respinti da area 70 usd, livello oltre il quale interverremo in acquisto. Il giudizio rimane Interessante.

Oro (1.221 usd). Il continuo rinvio dei tassi Usa sta giocando a favore dell’oro che si risveglia dal prolungato torpore. Il prezzo è balzato sui massimi da metà febbraio grazie a tre rialzi consecutivi. La tendenza di fondo è comunque piuttosto “ingolfata”. Pur essendo scattato un primo segnale di forza con il superamento di area 1.210/1.220 usd, ricordiamo che da qui a 1.300 usd c’è una fitta rete di ostacoli grafici che potrebbe frenare lo slancio. Per ora il giudizio rimane Neutrale.

Forex

Euro/Dollaro (1,138). Il dollaro si è indebolito per il terzo giorno consecutivo, chiudendo ieri a 1,141 sull’euro da 1,135. Nel suo intervento di ieri sera a Washington, Mario Draghi ha affermato che la BCE andrà avanti ad acquistare obbligazioni fino a quando gli effetti positivi, già evidenti sui prezzi degli asset e sugli indicatori della fiducia, si vedranno sui consumi e sull’inflazione.

Nelle ultime settimane il livello di equilibrio si è alzato nel range 1,10/1,15 da 1,05/1,10 precedente. Il quadro di fondo rimane favorevole al dollaro. Scivoloni fino a 1,16 sono da sfruttare per acquisti. Target 1,05. Solo sopra 1,20 rivedremmo il quadro.

Bond

Bund tedesco. Il recupero del Treasury USA ha fatto rimbalzare timidamente anche il bund tedesco. Oggi il rendimento del decennale è stabile a 0,70%. Non ci fidiamo troppo e preferiamo stare ancora alla finestra prima di pensare agli acquisti “di posizione”. Il prolungato rally di questi anni e gli eccessi accumulati potrebbero provocare un ritorno anche fino all’1%.

Grecia. Anche la Bers interviene ad aiutare la Grecia con un finanziamento di 500 milioni di euro all’anno fino al 2020. Il mercato sembra dare sempre più credito all’ipotesi di un accordo. Lo spread decennale è sceso a quota 950 e il rendimento è al 10,2%, lontano dal 13,5% di metà aprile.

Italia. Il nostro spread apre stabile a 115 punti base, il rendimento è a 1,85%. Un rendimento intorno al 2% rappresenterebbe già un buon livello per tornare a comprare. Puntiamo a una discesa dello spread fino a 60/80 punti base se le riforme continueranno.

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