ADVFN – Report dei mercati 30/05/2014

MERCATO USA

Borsa Usa: indici chiudono in rialzo, nuovo record per l’S&P500

A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,39%, l’S&P500 lo 0,54% e il Nasdaq Composite lo 0,54%. Il Pil nel primo trimestre è calato più delle attese (-1% contro il -0,5% stimato) mentre le richieste di sussidi di disoccupazione settimanali si sono attestate a 300 mila unità (-27 mila rispetto al dato precedente). Gli economisti avevano previsto 318 mila unità. Sul fronte societario Hillshire Brands +17,73%. Tyson Foods ha lanciato una offerta di acquisto sul gruppo alimentare per 6,8 miliardi di dollari.

Abercrombie & Fitch +5,75%. Il gruppo di abbigliamento chiuso il primo trimestre con una perdita di 23,7 milioni di dollari, in crescita rispetto ai 7,2 milioni dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono diminuiti del 2% a 822 milioni mentre la perdita per azione adjusted si è attestata a 0,17 dollari. Gli analisti avevano previsto una perdita per azione di 0,18 dollari su ricavi per 797,7 milioni. T-Mobile US +1,34%. Secondo l’agenzia Kyodo, Deutsche Telekom avrebbe accettato l’offerta della giapponese Softbank per l’acquisto dell’operatore mobile statunitense. Twitter +0,68%. Cantor Fitzgerald ha alzato il rating sul titolo del social media a buy da hold.

Apple +1,82%. Il gruppo di Cupertino ha annunciato un accordo per l’acquisto del colosso della musica in streaming Beats Music e di Beats Electronics, che produce le cuffie e i diffusori del noto marchio per 3 miliardi di dollari.

Costco Wholesale -0,09%. La catena americana di ipermercati all’ingrosso ha chiuso il terzo trimestre fiscale con un utile di 473 milioni di dollari (1,07 dollari per azione), in crescita del 3% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono aumentati del 7% a 25,79 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 1,09 dollari su ricavi per 25,75 miliardi. BlackBerry +6,17%. Il Ceo John Chen ha detto che la societa’ ha l’80% di possibilita’ di riprendersi.

MERCATI ASIATICI

Tokyo in calo ma il saldo mensile è positivo

La borsa giapponese ha chiuso l’ottava con il segno negativo dopo 4 sedute consecutive di rialzo. Il Nikkei ha archiviato le contrattazioni in calo dello 0,34% portando comunque a casa un risultato positivo su base mensile per la prima volta da inizio anno. La giornata è stata caratterizzata dalla comunicazione di molti dati macro e non tutti certamente positivi.La produzione industriale del Sol Levante è scivolata più delle attese come effetto dell’incremento dal 5 all’8% della tassazione sui consumi in vigore dal 1° aprile. Nel mese di aprile, mostrano i dati del ministero giapponese di Economia, Commercio e Industria, la produzione industriale ha registrato una flessione del 2,5% contro il 2% stimato dagli economisti, facendo calare al 4,1% il progresso su base annuale (4,5% il consensus) dal 7,4% di marzo. Un sondaggio tra i produttori, però, mostra una revisione al rialzo da +0,1% a +1,7% per le stime di crescita del mese in corso.

In aprile la spesa delle famiglie è crollata del 4,6% (contro attese per una flessione del 3,4%) su base annuale dopo il balzo del 7,2% segnato in marzo, maggiore crescita dal 1975, sul dal rincaro delle tasse in vigore dal 1° aprile.
Il ministero nipponico di Affari Interni e Comunicazioni ha reso noto il dato relativo all’inflazione core, al netto dei cibi freschi, che ha segnato un incremento del 3,2% su base annua dall’1,3% di marzo e contro un consensus del 3,1%. Su base mensile il core Cpi è salito del 2,2% e l’inflazione complessiva del 2,1%. Il tasso di disoccupazione è rimasto costante al 3,6% ad aprile per il terzo mese consecutivo e in linea con le attese degli economisti, mentre la produzione di auto, camion e bus in Giappone è cresciuta del 3,4% (dopo il 14% segnato in marzo), ottavo mese consecutivo di progresso, secondo quanto comunicato dalla Japan Automobile Manufacturers Association. In aprile la produzione è salita a 770.484 veicoli da 745.320 dello stesso mese del 2013.

La domanda domestica di vetture è invece come previsto crollata del 5,5% a 345.226 unità dopo il rimbalzo del 17,4% in marzo sull’entrata in vigore dell’aumento della tassa sui consumi dal 1° aprile. Infine da segnalare le dichiarazioni del FMI secondo il quale la Bank of Japan potrebbe essere costretta a proseguire con l’attuale passo di stimoli monetari per permettere al premier Shinzo Abe di completare il suo piano di rilancio dell’economia. Per quanto concerne gli altri indici azionari asiatici leggero rialzo per Shanghai e Hong Kong mentre Seul ha ceduto lo 0,86%.


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MERCATI EUROPEI

Borse europee negative, male Bnp Paribas

Le principali Borse europee hanno aperto l’ultima seduta dell’ottava in ribasso. Il Cac40 di Parigi cede lo 0,5%, il Ftse100 di Londra lo 0,05% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,08%. Sulla parità il Dax30 di Francoforte.

Numericable +1,8%. Exane ha alzato il rating sul titolo dell’operatore via cavo a outperform da neutral.
Bnp Paribas -5%. La banca francese rischia una multa di oltre 10 miliardi di dollari dalle autorità Usa per non aver rispettato sanzioni contro l’Iran e altri Paesi.

Siemens +0,4%. Secondo  Bloomberg, il conglomerato tedesco potrebbe tagliare 11.600 posti di lavoro con l’obiettivo di risparmiare 1 miliardo di euro.
Gdf Suez +0,4%. L’utility ha annunciato un accordo per l’acquisto dell’americana Ecova. Ubs ha confermato il rating buy sul titolo.

APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana in verde, Ftse Mib +0,20%. Bene il gruppo Benetton, deboli Telecom e Unicredit

Il Ftse Mib segna +0,20%, il Ftse Italia All-Share +0,16%, il Ftse Italia Mid Cap +0,03%, il Ftse Italia Star +0,06%.

Borse europee deboli in avvio. Ieri sera a Wall Street l’S&P 500 ha chiuso a +0,54%, il Nasdaq Composite a +0,54% e il Dow Jones Industrial a +0,39%. I future sui principali indici USA al momento sono in ribasso dello 0,1% circa. A Tokyo il Nikkei 225 ha terminato a -0,34%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng attualmente segna +0,4% circa.

Avvio di seduta positivo per i titoli della galassia Benetton: le migliori performance tra le blue chip sono infatti quelle di Autogrill (+1,7%), WDF (+0,4%) e Atlantia (+1,5% a 20,39 euro): su quest’ultima Jp Morgan ha alzato il target price da 23 a 24 euro.

Buona performance per Safilo Group (+2,2%): gli analisti di Banca Imi hanno promosso il titolo ad add (incrementare) da hold (mantenere). Martedì scorso  Moody’s ha comunicato di aver alzato il rating sul debito a lungo termine di Safilo da ‘B2’ a ‘B1’ (con outlook positivo), sulla base del minor rischio di rifinanziamento, conseguente al recente lancio di un prestito obbligazionario, e della stabile performance operativa registrata dalla Società.

Poco mossa Acea (-0,1%) dopo che Fitch Ratings ha migliorato l’outlook del rating dell’utility romana da Negativo a Stabile confermando il rating a BBB+. La decisione è stata motivata con: (i) la positiva evoluzione del quadro regolatorio idrico; (ii) i risultati conseguiti dalla Società negli ultimi dodici mesi; (iii) la maggiore visibilità, a lungo termine, sull’evoluzione dei business, sulla politica dei dividendi e sugli obiettivi finanziari del Gruppo, in seguito all’approvazione del Piano Strategico 2014-2018.

Debole Telecom Italia (-1,5% a 0,90 euro) con UBS che alza il target price a 0,55 euro ma conferma la raccomandazione di vendita. Marco Fossati, socio tramite Findim di Telecom Italia, in un’intervista ha parlato di un’eventuale fusione per incorporazione con Gvt, secondo operatore brasiliano della banda larga, che è complementare a Tim Brasil nelle offerte di contenuti.

Unicredit (-0,5%) sotto la parità in scia alla decisione di Moody’s di rivede l’outlook sul rating di Piazza Cordusio da stabile a negativo alla luce del nuovo quadro regolamentare relativo alla risoluzione delle crisi bancarie europee.


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TITOLI DEL GIORNO

BP Milano grazie alla accelerazione rialzista vista dal 26 maggio si è riportato nella parte alta della fase laterale disegnata dai prezzi dal top di aprile, resistenza in area 0,69. La rottura di questa soglia fornirebbe un importante segnale rialzista per obiettivi a 0,80 e 0,86: le oscillazioni viste nelle ultime settimane si dimostrerebbero un “rettangolo”, figura di continuazione della precedente fase rialzista disegnata dai minimi di febbraio. Caratteristica del rettangolo e’ quella di proiettare un obiettivo per il trend proporzionale alla sua ampiezza proiettata dal punto di rottura, nel caso specifico quindi posto a 0,86 euro circa. Sotto 0,6010, base del gap del 26 maggio, atteso invece il test della parte bassa della fase laterale, in area 0,53, dove passa anche la media a 100 giorni. La violazione di 0,53 sarebbe un pesante segnale ribassista.
Per chi volesse comprare il titolo attendere quindi la rottura di 0,69 per intervenire con target a 0,86 e stop loss sotto 0,65.
Per chi gia’ detiene il titolo mantenere le posizioni con stop sotto 0,60, incrementare oltre 0,69 per 0,86.

Movimenti laterali per Eni che consolida il rally partito la settimana scorsa e attende lo spunto per attaccare le resistenze a 19,00/19,10 euro. Al di sopra di questi riferimenti si creerebbero le condizioni per un allungo verso il massimo di inizio 2013 a 19,59, ostacolo di importanza strategica nel lungo periodo dato che in caso di superamento dello stesso il titolo potrebbe lasciarsi alle spalle la lunga fase laterale in cui si trova da fine 2008, con primo obiettivo su un vecchio supporto in area 20,70 e successivo a 22,50 circa. Eventuali discese sotto 18,30 preannuncerebbero invece un test di 17,80/17,90, sostegno determinante per scongiurare approfondimenti sui 17,00/17,10.
Per chi volesse acquistare il titolo: posizioni long oltre 19,10 per 19,59, stop sotto 18,65.
Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 19,59 per 20,70 e 22,50, ridurre sotto 17,80 e uscire alla violazione di 17,00.

Mediaset nelle ultime dieci sedute ha messo a segno un cospicuo rimbalzo grazie al quale le quotazioni si sono portate a contatto con le resistenze posizionate tre 3,63 e 3,66 euro. Si tratta quindi del momento decisivo per verificare la significatività del recente recupero: se i prezzi venissero respinti dagli ostacoli citati sotto 3,34 si sarebbe trattato di un rimbalzo tecnico, una semplice correzione in attesa della ripresa della flessione. Conferme in tal senso arriverebbero con la violazione del minimo di metà mese a 3,1240, prologo a un test dell’importante supporto a 2,8540 (bottom di dicembre). Una vittoria confermata in chiusura di seduta oltre 3,66 favorirebbe un allungo sui 4,07, riferimento oltre il quale verrebbe invertita la tendenza negativa di breve termine con successivo ritorno sul massimo annuale a 4,4460.
Per chi volesse acquistare il titolo: posizioni long oltre 3,66 per 4,07, stop sotto 3,55.
Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 4,07 per 4,4460, ridurre sotto 3,1240 e uscire alla violazione di 2,8540.

DATI MACRO ATTESI

Venerdì 30 maggio 2014
01:30 GIA Consumi apr;
01:30 GIA Inflazione apr;
01:30 GIA Tasso di disoccupazione apr;
01:50 GIA Produzione industriale (prelim.) apr;
08:00 GER Vendite al dettaglio;
09:00 SPA Inflazione (prelim.) mag;
10:00 ITA Indice prezzi alla produzione apr;
10:30 ITA Assemblea annuale Banca d’Italia,
Considerazioni finali Governatore Visco;
11:00 ITA Inflazione (prelim.) mag;
14:30 USA Deflatore consumi apr;
14:30 USA Redditi apr;
14:30 USA Consumi apr;
15:45 USA Indice PMI Chicago mag;
15:55 USA Indice fiducia consumatori (Reuters/Univ. Michigan) (finale) mag.


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HEADLINES

UniCredit: Moody’s rivede l’outlook da stabile a negativo alla luce del nuovo quadro regolamentare europeo
L’agenzia di rating Moody’s ha rivisto l’outlook del rating di lungo termine sul debito e sui depositi ‘Baa2’ di UniCredit S.p.A. da stabile a negativo. Questa decisione è dovuta alla revisione del supporto sistemico alla luce del nuovo quadro regolamentare relativo alla risoluzione delle crisi bancarie europee.

Risanamento: conversione del prestito obbligazionario denominato “Prestito Convertendo Risanamento 2011-2014”  
Risanamento comunica che è stato integralmente ed automaticamente convertito – anche per la quota di interessi capitalizzata – il prestito obbligazionario a conversione obbligatoria denominato “Prestito Convertendo Risanamento 2011-2014”, del valore nominale complessivo pari a Euro 254.816.000 e costituito da 254.816 obbligazioni di valore nominale unitario pari ad Euro 1.000, emesse da Risanamento S.p.A. in data 10 giugno 2011. Il rimborso anticipato delle Obbligazioni Convertende (unitamente agli interessi sulle stesse maturati al 12 maggio 2014, data di scadenza anticipata) mediante conversione automatica in azioni ordinarie di Risanamento di nuova emissione (le “Azioni di Compendio”) è avvenuto mediante messa a disposizione degli obbligazionisti di complessive 989.793.102 Azioni di Compendio, secondo il rapporto di conversione definito all’art. 11 del regolamento del Prestito Convertendo, pari a 3.884,3444 Azioni di Compendio per ciascuna Obbligazione Convertenda (determinato sulla base del valore nominale e degli interessi maturati) e corrispondente a un prezzo di conversione pari a Euro 0,28 per Azione di Compendio. Si ricorda che il Prestito Convertendo si inserisce nell’ambito della ristrutturazione dell’indebitamento di Risanamento e di alcune società del Gruppo Risanamento che aveva portato alla sottoscrizione, in data 2 settembre 2009, dell’accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis Legge Fallimentare. A seguito dell’esecuzione integrale della conversione il nuovo capitale sociale di Risanamento sarà pari a Euro 382.301.503,75, suddiviso in 1.800.844.234 azioni ordinarie prive del valore nominale.

A Citigroup piacciono Unicredit e Mediobanca
Citigroup in Italia preferisce Mediobanca e Unicredit. Per entrambi i titoli il giudizio è “buy”. Tra le banche preferite c’e’ anche Ubi Banca. Apprezzabile la solidita’ patrimoniale di Intesa, ma le quotazioni del titolo sono a premio rispetto al comparto. Banco Popolare e’ tra i titoli del settore più convenienti, ma gli esperti di Citigroup restano preoccupati per la qualita’ degli impieghi.

Tyson sfida Pilgrim’s Pride per Hillshire con offerta da 6,8 mld $ debito incluso
Alimentare Usa in grande fermento. Tyson Foods ha messo sul piatto 6,3 miliardi di dollari per Hillshire Brands per un’offerta che, includendo il debito della preda, tocca quota 6,8 miliardi contro i 6,4 proposti da Pilgrim’s Pride pochi giorni fa.

Alitalia: Renzi è ormai questione di ore
Sarebbe arrivata al punto l’attesa svolta sul dossier Alitalia e sull’offerta di Etihad. Ieri il primo ministro Matteo Renzi ha affermato che ormai sarebbe solo questione di ore, intervenendo al Nazareno, la direzione del Pd. Dovrebbe insomma arrivare a breve una formale lettera di intenti dalla compagnia emiratina, un documento che dovrebbe aprire l’ultima fase di queste lunghe trattative e favorire l’ingresso della compagnia aerea in Alitalia con un investimento di 560 milioni di euro e una quota del 49% del capitale. Le banche avrebbero accettato di rinegoziare debiti per 565 milioni di euro cancellandone un terzo e convertendo il resto in azioni. Le più esposte sarebbero Intesa e Unicredit oltre a Pop Sondrio e Banca Mps. Secondo le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi gli esuberi potrebbero essere “limitati” a 2.600 dai 3.000 inizialmente previsti. Si attende comunque una risposta da Etihad, non ancora giunta, dopo la proposta partita da Alitalia il 15 maggio scorso.

Ford richiama 1,4 milioni di vetture in Nordamerica
Non si fermano i recall di auto. Ford ha annunciato il richiamo di 1,39 milioni tra berline e Suv in Nordamerica per lo più per problemi al servosterzo.

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