| MERCATO USA |
| Borsa Usa: Dow Jones chiude in ribasso, sulla parità il Nasdaq. Giù AT&T e P&G
A New York i principali indici hanno terminato la seduta contrastati. Il Dow Jones lascia sul terreno lo 0,29% mentre il Nasdaq Composite ha chiuso poco sopra la parità (+0,01%). Negativo l’unico dato macroeconomico rilevante diffuso in giornata. A marzo gli ordini di beni durevoli hanno fatto registrare una variazione negativa del 5,7% su base mensile, oltre le stime degli addetti ai lavori che avevano calcolato un decremento del 2,8%. L’indice “core”, ovvero depurato dal settore trasporti, ha fatto segnare un -1,4% m/m, in lieve miglioramento rispetto alla rilevazione precedente, pari -1,7% rivisto da -0,7% (consensus + 0,5%). Luci ed ombre invece dai risultati societari. In ribasso Apple (-0,16%). Il gruppo di Cupertino ha chiuso lo scorso trimestre con risultati deludenti. L’utile ha registrato il primo calo degli ultimi 10 anni a 9,5 miliardi di dollari (-18%). Vendite su Procter & Gamble (-5,88%). Il produttore di beni di consumo ha chiuso il terzo trimestre dell’esercizio fiscale 2013 con un giro d’affari di 20,6 miliardi di dollari, in crescita del 2% rispetto allo stesso periodo di un anno prima, e con un utile netto di 2,57 miliardi (+6%). Per il quarto trimestre P&G si attende un utile per azione compreso tra 0,69 e 0,77 dollari, meno rispetto agli 0,81 dollari del consensus. Deciso ribasso per AT&T (-5,03%). Il colosso telefonico americano ha chiuso il primo trimestre con ricavi pari a 31,356 miliardi di dollari, in calo dell’1,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il dato è inferiore alle previsioni. L’utile netto è invece salito del 3,2% a 3,7 miliardi. Lettera su Ford (-0,22%). Il gruppo automobilistico Usa ha chiuso il primo trimestre 2013 con ricavi pari a 35,8 miliardi di dollari, in crescita del 10,5% rispetto allo stesso periodo di un anno prima, e con un utile netto di 1,611 miliardi di dollari (+15,4%). I dati sono superiori alle attese. Ben comprata Yum! Brands (+7,01%). La catena di ristoranti statunitense ha chiuso il primo trimestre con un utile per azione di 0,7 dollari, 10 centesimi in più rispetto alle attese. MERCATI ASIATICI Nikkei tonico ad un passo da quota 14000 Ancora tonico il Nikkei che si attesta a quota 13926,08 facendo registrare un rialzo dello 0,60%. Nel corso della seduta i prezzi si sono spinti fino quasi a toccare il target a quota 14000, accumulando ulteriori tensioni rialziste sui principali oscillatori grafici. L’indice dovrà dunque trovare nuove forze, dopo il prolungato rialzo, per portare a termine con successo l’attacco a questa resistenza e ciò potrebbe comportare, almeno nell’immediato, una pausa di riflessione prima di un ulteriore allungo. Flessioni verso 13338, base del gap del 22 aprile, e fino a 12630 punti, per la copertura del gap del 5 aprile, non muterebbero comunque l’impostazione rialzista di fondo dei corsi, il cui obiettivo oltre 14000 è ipotizzabile in area 14600 (top di giugno 2008). Tra i titoli che si sono ben comportati da segnalare quelli del comparto finanziario oltre a Nippon Electric Glass e Nippon Paper che hanno guadagnato piu’ di 7 punti percentuali. In difficolta’ invece Canon che ha ceduto il 6% circa dopo aver stimato utili annuali inferiori alle attese degli analisti. In deciso calo anche Nintendo (-5,9%) a causa di risultati inferiori alle attese. Il Ministero delle Finanze giapponese ha annunciato di aver collocato 2.669,8 mld yen in titoli a 2 anni. Il rendimento del JGB e’ salito dallo 0,060% allo 0,126%. Le richieste hanno superato il quantitativo offerto di 5,27 volte, contro le 5,48 dell’asta di marzo. Positive le borse di Hong Kong (+1%) e Seul (+0,84%) mentre Shanghai cede l’1,1%. |
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| MERCATI EUROPEI |
| Borse europee: mercati cauti dopo i rialzi dei giorni scorsi
Contrastate le Borse europee in avvio di seduta. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,13%, il Cac40 di Parigi cede lo 0,25%, il Ftse100 di Londra cresce dello 0,34%, l’Ibex35 di Madrid perde lo 0,71%. Moderata crescita per lo Smi di Zurigo, in crescita dello 0,14%. Negativo invece l’Aex di Amsterdam che cede lo 0,17%. Sul fronte societario perdono terreno Bayer (-1,06%), dopo aver annunciato oggi che nel primo trimestre di quest’anno il suo Ebitda adjusted è aumentato dello 0,4% a 2,45 miliardi di euro, al di sotto delle attese degli analisti pari a 2,59 miliardi di euro, e Santander (-2,21%), che chiude il primo trimestre 2013 con un utile netto in calo del 25,9% rispetto allo stesso periodo del 2012, a 1,205 miliardi. Il margine d’interesse del più grande istituto di credito dell’eurozona, che realizza il 50% dei profitti in America Latina, è calato del 6,3%, a 6,652 miliardi. APERTURA MERCATO ITALIANO Piazza Affari in rosso appesantita dalla flessione di Eni. Positiva Fiat Il Ftse Mib segna -0,5%, il Ftse Italia All-Share -0,6%, il Ftse Italia Mid Cap -0,7%, il Ftse Italia Star -0,4%. Lettera su Eni (-2,5%). Sul titolo pesa la diffusione dei conti, con un utile netto adjusted pari al 39%, per via del deconsolidamento di Snam e dei minori risultati delle divisioni E&P e gas. Ottimo inizio di seduta per Fiat (+3%): il Wall Street Journal scrive che il Lingotto punta a salire al 100% di Chrysler per poi procedere a un’IPO al fine di compensare l’esborso per acquisire il 41,5% attualmente in mano a Veba. Ieri erano circolate indiscrezioni in base alle quali entro maggio Fiat si assicurerà un finanziamento da 3 miliardi di dollari da un pool di banche da utilizzare per acquistare la quota Veba. Per oggi è attesa un’udienza del Tribunale del Delaware da cui si potranno trarre indicazioni sul prezzo cui il Lingotto potrà salire al 100% della casa americana. Parmalat (+2,1%) guadagna ulteriore terreno grazie ai segnali grafici positivi inviati nelle ultime sedute. Il titolo si prepara ad attaccare l’ostacolo a 2,26 euro per poi eventualmente proseguire in direzione di area 2,50. |
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| TITOLI DEL GIORNO |
| Il rimbalzo realizzato da Azimut dai minimi dell’8 aprile a 11,94 ha raggiunto a gran velocità il picco dell’8 marzo, configurando un potenziale doppio massimo a 14,20. L’arrivo su questi livelli, unito allo sconfinamento in ipercomprato degli oscillatori grafici d’uso più comune, potrebbe frenare le ambizioni di crescita del titolo favorendo un ripiegamento verso 13,50 e 12,70, per la chiusura del gap rialzista del 10 aprile. Solo flessioni sotto 11,94, supporto strategico dove si allineano i minimi di febbraio e aprile, potrebbero deteriorare il quadro grafico rialzista di fondo introducendo la correzione di tutta la salita dai minimi di luglio 2012. Al contrario, oltre 14,20 le attese favorirebbero l’allungo verso nuovi record ipotizzabili a 15,00 e 15,70 euro. Per chi volesse comprare il titolo: intervenire oltre 14,20 con target a 15,00 e 15,70 euro e stop loss sotto 13,50 euro. Per chi già detiene il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 11,94 euro per i target a 15,00 e 15,70 euro. Telecom Italia continua a muoversi all’interno della fase laterale disegnata dai minimi di fine febbraio compresa tra 0,5320 e 0,6480. Se i prezzi usciranno da questo intervallo verrà inviato un segnale potenzialmente interessante anche per il medio termine. Oltre area 0,65 verrebbe superata anche la media mobile a 100 giorni, target a 0,685 e 0,72. Sotto 0,53 primo supporto a 0,4860, base del canale discendente disegnato dai massimi di marzo 2012, poi a 0,4450. Segnali incoraggianti per Cofide che grazie agli ultimi rialzi è riuscita a oltrepassare gli ostacoli a 0,4120 euro rappresentati dai massimi allineati visti tra marzo e aprile. Per poter puntare con decisione verso i top di inizio anno a 0,4650 circa e quindi sul picco di agosto 2012 a 0,4877, il titolo necessita però di una ulteriore conferma, ovvero il superamento in chiusura di seduta di 0,42. In ottica temporale più estesa possiamo osservare che al di sopra di 0,4877 le quotazioni avrebbero la possibilità di puntare verso 0,5150 a 0,5680. Indicazioni negative al di sotto di 0,39, dove transita la linea ascendente in forza dal minimo di febbraio, prologo a un affondo sugli 0,3610. DATI MACRO ATTESI Giovedì 25 aprile 2013 |
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| HEADLINES |
| Spagna: Tasso di Disoccupazione record nel 1T 2013, al 27,16% In Spagna, il Ministero dell’Occupazione ha reso noto che nel primo trimestre del 2013 la disoccupazione ufficiale e’ salita al 27,16%, oltre un punto percentuale in più rispetto al trimestre precedente (pari al +26,02%). Technip: in calo gli ordini del primo trimestre 2013 Jp Morgan taglia il giudizio su Finmeccanica Il Sole 24 Ore: Caltagirone non interessato ad ingresso nel capitale Mondazzi: Eni deciderà quando avviare il piano di buyback dopo l’estate Renault: ricavi I trimestre -11,8%, confermati i target 2013 |