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ADVFN – Report dei mercati

MERCATO USA
Borsa Usa: Dow Jones chiude in ribasso, sulla parità il Nasdaq. Giù AT&T e P&G

A New York i principali indici hanno terminato la seduta contrastati. Il Dow Jones lascia sul terreno lo 0,29% mentre il Nasdaq Composite ha chiuso poco sopra la parità (+0,01%). Negativo l’unico dato macroeconomico rilevante diffuso in giornata. A marzo gli ordini di beni durevoli hanno fatto registrare una variazione negativa del 5,7% su base mensile, oltre le stime degli addetti ai lavori che avevano calcolato un decremento del 2,8%. L’indice “core”, ovvero depurato dal settore trasporti, ha fatto segnare un -1,4% m/m, in lieve miglioramento rispetto alla rilevazione precedente, pari -1,7% rivisto da -0,7% (consensus + 0,5%).

Luci ed ombre invece dai risultati societari. In ribasso Apple (-0,16%). Il gruppo di Cupertino ha chiuso lo scorso trimestre con risultati deludenti. L’utile ha registrato il primo calo degli ultimi 10 anni a 9,5 miliardi di dollari (-18%).
Sale Boeing (+3,01%). Il costruttore di aerei ha chiuso il primo trimestre con ricavi e utili in crescita. I profitti sono saliti a 1,1 miliardi di dollari contro i 923 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Il dato è superiore alle attese.

Vendite su Procter & Gamble (-5,88%). Il produttore di beni di consumo ha chiuso il terzo trimestre dell’esercizio fiscale 2013 con un giro d’affari di 20,6 miliardi di dollari, in crescita del 2% rispetto allo stesso periodo di un anno prima, e con un utile netto di 2,57 miliardi (+6%). Per il quarto trimestre P&G si attende un utile per azione compreso tra 0,69 e 0,77 dollari, meno rispetto agli 0,81 dollari del consensus.

Deciso ribasso per AT&T (-5,03%). Il colosso telefonico americano ha chiuso il primo trimestre con ricavi pari a 31,356 miliardi di dollari, in calo dell’1,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il dato è inferiore alle previsioni. L’utile netto è invece salito del 3,2% a 3,7 miliardi.

Lettera su Ford (-0,22%). Il gruppo automobilistico Usa ha chiuso il primo trimestre 2013 con ricavi pari a 35,8 miliardi di dollari, in crescita del 10,5% rispetto allo stesso periodo di un anno prima, e con un utile netto di 1,611 miliardi di dollari (+15,4%). I dati sono superiori alle attese.

Ben comprata Yum! Brands (+7,01%). La catena di ristoranti statunitense ha chiuso il primo trimestre con un utile per azione di 0,7 dollari, 10 centesimi in più rispetto alle attese.

MERCATI ASIATICI

Nikkei tonico ad un passo da quota 14000

Ancora tonico il Nikkei che si attesta a quota 13926,08 facendo registrare un rialzo dello 0,60%. Nel corso della seduta i prezzi si sono spinti fino quasi a toccare il target a quota 14000, accumulando ulteriori tensioni rialziste sui principali oscillatori grafici. L’indice dovrà dunque trovare nuove forze, dopo il prolungato rialzo, per portare a termine con successo l’attacco a questa resistenza e ciò potrebbe comportare, almeno nell’immediato, una pausa di riflessione prima di un ulteriore allungo.

Flessioni verso 13338, base del gap del 22 aprile, e fino a 12630 punti, per la copertura del gap del 5 aprile, non muterebbero comunque l’impostazione rialzista di fondo dei corsi, il cui obiettivo oltre 14000 è ipotizzabile in area 14600 (top di giugno 2008).

Tra i titoli che si sono ben comportati da segnalare quelli del comparto finanziario oltre a Nippon Electric Glass e Nippon Paper che hanno guadagnato piu’ di 7 punti percentuali. In difficolta’ invece Canon che ha ceduto il 6% circa dopo aver stimato utili annuali inferiori alle attese degli analisti. In deciso calo anche Nintendo (-5,9%) a causa di risultati inferiori alle attese.

Il Ministero delle Finanze giapponese ha annunciato di aver collocato 2.669,8 mld yen in titoli a 2 anni. Il rendimento del JGB e’ salito dallo 0,060% allo 0,126%. Le richieste hanno superato il quantitativo offerto di 5,27 volte, contro le 5,48 dell’asta di marzo.

Positive le borse di Hong Kong (+1%) e Seul (+0,84%) mentre Shanghai cede l’1,1%.


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MERCATI EUROPEI
Borse europee: mercati cauti dopo i rialzi dei giorni scorsi  

Contrastate le Borse europee in avvio di seduta. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,13%, il Cac40 di Parigi cede lo 0,25%, il Ftse100 di Londra cresce dello 0,34%, l’Ibex35 di Madrid perde lo 0,71%. Moderata crescita per lo Smi di Zurigo, in crescita dello 0,14%. Negativo invece l’Aex di Amsterdam che cede lo 0,17%.

Sul fronte societario perdono terreno Bayer (-1,06%), dopo aver annunciato oggi che nel primo trimestre di quest’anno il suo Ebitda adjusted è aumentato dello 0,4% a 2,45 miliardi di euro, al di sotto delle attese degli analisti pari a 2,59 miliardi di euro, e Santander (-2,21%), che chiude il primo trimestre 2013 con un utile netto in calo del 25,9% rispetto allo stesso periodo del 2012, a 1,205 miliardi.

Il margine d’interesse del più grande istituto di credito dell’eurozona, che realizza il 50% dei profitti in America Latina, è calato del 6,3%, a 6,652 miliardi.

APERTURA MERCATO ITALIANO

Piazza Affari in rosso appesantita dalla flessione di Eni. Positiva Fiat

Il Ftse Mib segna -0,5%, il Ftse Italia All-Share -0,6%, il Ftse Italia Mid Cap -0,7%, il Ftse Italia Star -0,4%.
Borse europee in ordine sparso dopo le prime battute. Ieri sera l’S&P 500 ha chiuso invariato, il Nasdaq Composite a +0,01%. Attualmente i future sui principali indici USA sono in lieve rialzo. A Tokyo il Nikkei 225 ha terminato a +0,60%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng segna +1% circa.

Lettera su Eni (-2,5%). Sul titolo pesa la diffusione dei conti, con un utile netto adjusted pari al 39%, per via del deconsolidamento di Snam e dei minori risultati delle divisioni E&P e gas.
In rosso anche Finmeccanica (-1%): gli analisti di Jp Morgan hanno tagliato il giudizio sul titolo a “underweight” (sottopesare rispetto al mercato/settore) da “neutral” con target price a 3,10 euro, ben al di sotto dei 3,95 circa attuali. Ricordiamo che a seguito della diffusione dei dati 2012 Moody’s ha messo il rating di Finmeccanica (Baa3) sotto osservazione in vista di un possibile downgrade.

Ottimo inizio di seduta per Fiat (+3%): il Wall Street Journal scrive che il Lingotto punta a salire al 100% di Chrysler per poi procedere a un’IPO al fine di compensare l’esborso per acquisire il 41,5% attualmente in mano a Veba. Ieri erano circolate indiscrezioni in base alle quali entro maggio Fiat si assicurerà un finanziamento da 3 miliardi di dollari da un pool di banche da utilizzare per acquistare la quota Veba. Per oggi è attesa un’udienza del Tribunale del Delaware da cui si potranno trarre indicazioni sul prezzo cui il Lingotto potrà salire al 100% della casa americana.

Parmalat (+2,1%) guadagna ulteriore terreno grazie ai segnali grafici positivi inviati nelle ultime sedute. Il titolo si prepara ad attaccare l’ostacolo a 2,26 euro per poi eventualmente proseguire in direzione di area 2,50.


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TITOLI DEL GIORNO
Il rimbalzo realizzato da Azimut dai minimi dell’8 aprile a 11,94 ha raggiunto a gran velocità il picco dell’8 marzo, configurando un potenziale doppio massimo a 14,20. L’arrivo su questi livelli, unito allo sconfinamento in ipercomprato degli oscillatori grafici d’uso più comune, potrebbe frenare le ambizioni di crescita del titolo favorendo un ripiegamento verso 13,50 e 12,70, per la chiusura del gap rialzista del 10 aprile. Solo flessioni sotto 11,94, supporto strategico dove si allineano i minimi di febbraio e aprile, potrebbero deteriorare il quadro grafico rialzista di fondo introducendo la correzione di tutta la salita dai minimi di luglio 2012. Al contrario, oltre 14,20 le attese favorirebbero l’allungo verso nuovi record ipotizzabili a 15,00 e 15,70 euro.
Per chi volesse comprare il titolo: intervenire oltre 14,20 con target a 15,00 e 15,70 euro e stop loss sotto 13,50 euro.
Per chi già detiene il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 11,94 euro per i target a 15,00 e 15,70 euro.

Telecom Italia continua a muoversi all’interno della fase laterale disegnata dai minimi di fine febbraio compresa tra 0,5320 e 0,6480. Se i prezzi usciranno da questo intervallo verrà inviato un segnale potenzialmente interessante anche per il medio termine. Oltre area 0,65 verrebbe superata anche la media mobile a 100 giorni, target a 0,685 e 0,72. Sotto 0,53 primo supporto a 0,4860, base del canale discendente disegnato dai massimi di marzo 2012, poi a 0,4450.
Per chi volesse comprare il titolo intervenire alla rottura di 0,65 per il test di 0,75, stop loss a 0,61.
Per chi gia’ detiene il titolo mantenere a 0,5650 lo stop per le posizioni in essere, incrementare oltre 0,65 per 0,75.

Segnali incoraggianti per Cofide che grazie agli ultimi rialzi è riuscita a oltrepassare gli ostacoli a 0,4120 euro rappresentati dai massimi allineati visti tra marzo e aprile. Per poter puntare con decisione verso i top di inizio anno a 0,4650 circa e quindi sul picco di agosto 2012 a 0,4877, il titolo necessita però di una ulteriore conferma, ovvero il superamento in chiusura di seduta di 0,42. In ottica temporale più estesa possiamo osservare che al di sopra di 0,4877 le quotazioni avrebbero la possibilità di puntare verso 0,5150 a 0,5680. Indicazioni negative al di sotto di 0,39, dove transita la linea ascendente in forza dal minimo di febbraio, prologo a un affondo sugli 0,3610.
Per chi volesse acquistare il titolo: posizioni long oltre 0,42 per 0,4650 e 0,4877, stop sotto 0,39.
Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 0,4877 per 0,5150 e 0,5680, ridurre sotto 0,39 e uscire alla violazione di 0,3610.

DATI MACRO ATTESI

Giovedì 25 aprile 2013
09:00 SPA Tasso di disoccupazione;
10:30 GB PIL T1;
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione


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HEADLINES
Spagna: Tasso di Disoccupazione record nel 1T 2013, al 27,16%
In Spagna, il Ministero dell’Occupazione ha reso noto che nel primo trimestre del 2013 la disoccupazione ufficiale e’ salita al 27,16%, oltre un punto percentuale in più rispetto al trimestre precedente (pari al +26,02%).

Technip: in calo gli ordini del primo trimestre 2013
In calo la raccolta ordini per Technip nei primi tre mesi del 2013; 2,9 miliardi di euro contro i 3,3 miliardi dello stesso periodo del 2012. Più 5% l’utile operativo, a 173,5 milioni di euro. La società di servizi petroliferi ha confermato le stime per l’anno corrente nonostante la debolezza degli ordini dei primi tre mesi e ha mantenuto l’invariato l’obiettivo per le vendite del gruppo, in crescita tra l’11 ed il 16%.

Jp Morgan taglia il giudizio su Finmeccanica
Gli analisti di Jp Morgan tagliano il giudizio su Finmeccanica ad underweight da neutrale con target price a 3,10 euro.

Il Sole 24 Ore: Caltagirone non interessato ad ingresso nel capitale
Francesco Gaetano Caltagirone ha smentito le ipotesi di un interesse di Caltagirone Editore ad entrare nel capitale del Gruppo Sole 24 Ore.

Mondazzi: Eni deciderà quando avviare il piano di buyback dopo l’estate
Eni deciderà dopo l’estate quando avviare il piano di buyback. E’ quanto ha affermato il Cfo della società Massimo Mondazzi durante la conference call con gli analisti sui conti 2013. Il buyback non è legato alle cessioni ha precisato il manager, e la decisione sarà presa in base al prezzo del brent e sul livello di completamento della strategia sul 2013 e 2014 nella produzione di idrocarburi e sullo stato delle rinegoziazioni dei contratti di approvvigionamento del gas.

Renault: ricavi I trimestre -11,8%, confermati i target 2013
Renault ha annunciato di aver chiuso il primo trimestre con ricavi pari a 8,27 miliardi di euro, in calo dell’11,8% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. La casa automobilistica francese ha confermato i target per l’intero esercizio 2013.

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ADVFN – Report dei mercati

MERCATO USA
Borsa Usa: indici contrastati in chiusura, sugli scudi Dell

Chiusura contrastata a Wall Street. Il Dow Jones evidenzia un progresso dello 0,20% mentre il Nasdaq Composite lascia sul terreno lo 0,22%. Indici appesantiti dalle preoccupazioni sull’indebitamento statunitense. L’agenzia Fitch ha minacciato un declassamento senza un accordo tempestivo sull’innalzamento del tetto del debito.

Sul fronte societario continua la performance negativa di Apple (-3,16%). Il titolo a causa dei timori sulle vendite di iPhone è sceso sotto quota 500 dollari per azione. Lettera su Oracle (-0,74%). La rivale tedesca Sap ha annunciato risultati trimestrali inferiori alle attese ed ha perso a Francoforte quasi quattro punti percentuali. Vendite su Facebook (-2,74%). Il social network ha presentato Graph Search, un nuovo motore di ricerca.

Denaro su Dell (+7,16%). Il titolo del produttore di pc continua a beneficiare delle voci su una possibile Opa da parte di alcuni fondi. Acquisti sul comparto retail dopo il positivo dato sulle vendite al dettaglio Usa, cresciute a dicembre più delle attese. Gap ha guadagnato il 3,41%, Macy’s il 2,24%, Wal Mart l’1%.

MERCATI ASIATICI

Nikkei: scattano le prese di profitto

Dopo 4 sedute consecutive di rialzo il Nikkei ha chiuso le contrattazioni odierne in deciso calo, attestandosi in chiusura di giornata a quota 10600 (-2,56%). Il ribasso e’ comunque fisiologico dopo il recente allungo e non compromette la solida struttura di crescita che i prezzi hanno costruito dai bottom di novembre. Anzi, permette di allentare le tensioni che si erano accumulate sui principali oscillatori in attesa di nuove opportunita’ per il prosieguo del trend rialzista di fondo. Le vendite sono arrivate in scia al rafforzamento dello yen nei confronti delle altre principali valute. Per il secondo giorno consecutivo infatti, la moneta nipponica ha mostrato segnali di ripresa, penalizzando l’andamento dei titoli delle societa’ esportatrici.

Sul fronte macroeconomico da segnalare che a novembre gli ordinativi di macchinari sono aumentati del 3,9% rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo del 2011 a seguito di un incremento del 2,6% segnato nel mese precedente. E’ quanto ha reso noto l’Ufficio di Gabinetto del governo nipponico. Il dato e’ superiore alle attese degli analisti che avevano stimato una crescita di solo lo 0,3%. Su base annuale lo stesso dato ha fatto registrare un incremento dello 0,3% a fronte di attese pari a -6,5% a/a.

La Banca del Giappone ha comunicato il dato relativo all’Indice dei prezzi dei beni acquistati dalle aziende. In dicembre tale indicatore è salito dello 0,3% su base mensile (il consensus era per un incremento dello 0,2%), dal +0,0% della rilevazione precedente. Su base annuale il dato ha registrato un calo dello 0,6% di poco inferiore alle attese fissate su un calo dello 0,7%.

Tra i titoli che hanno perso maggiormente terreno troviamo Showa Denko e Nippon Electric in calo di oltre 5 punti percentuali ma sono stati molti i titoli che hanno ceduto oltre il 4 per cento.
In calo anche le altre principali piazze azionarie asiatiche con Hong Kong che cede lo 0,38%, Shanghai lo 0,7% e Seul lo 0,32%.

 

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MERCATI EUROPEI
Borse europee deboli in avvio

Apertura debole per le principali Borse europee. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,14%, il Cac40 di Parigi lo 0,33%, il Ftse100 di Londra lo 0,34% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,55%. Sul fronte societario poco mosso il comparto auto dopo i dati sulle immatricolazioni in Europa, scese nel 2012 secondo l’Acea dell’8,2% (livello più basso dal 1995). In rialzo Inditex (+0,8%). Nomura ha alzato il giudizio sul gruppo tessile a buy da neutral. Denaro su Total (+0,23%). Il gruppo petrolifero ha raccolto 3,25 miliardi di dollari attraverso quattro emissioni obbligazionarie a medio termine.

Deciso ribasso per Anglo American (-3,4%). Societe Generale ha tagliato il rating sul gruppo minerario a sell da hold. Ieri la controllata Anglo American Platinum ha annunciato l’intenzione di tagliare 14 mila posti di lavoro.
Sale Alcatel-Lucent (+1,3%). Il gruppo dei servizi per telecomunicazioni ha stipulato un contratto dal valore di 1 miliardo di dollari in India.

APERTURA MERCATO ITALIANO

Piazza Affari debole in avvio. Vendite su Campari, Mediaset e Fiat, bene lusso e Atlantia/Gemina

Il Ftse Mib segna -0,8%, il Ftse Italia All-Share -0,7%, il Ftse Italia Mid Cap -0,6%, il Ftse Italia Star -0,5%.
Borse europee in rosso. Ieri sera l’S&P 500 ha terminato a +0,11%, il Nasdaq a -0,22%. Attualmente i future sui principali indici USA sono in calo dello 0,2% circa. A Tokyo il Nikkei 225 ha chiuso a -2,56%%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng poco fa ha terminato a -0,10%. In netta flessione Campari (-3,6%): Nomura ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da “buy” (acquistare) a “neutral”. Lettera su Mediaset (-2,8%) dopo che BofA-Merrill Lynch ha peggiorato la raccomandazione sul titolo e sulla controllata Mediaset Espana da “overweight” (sovrapesare rispetto al mercato/settore) a “neutral”. Fiat (-2,1%) in calo dopo i dati sulle vendite in Europa: -17,9%a/a a dicembre (-15,8% nell’intero 2012, contro il -7,8% dell’intero mercato auto).

Acquisti sui titoli del settore lusso con Tod’s (+2,1%) e Ferragamo (+1,9%) in evidenza grazie ai report positivi di Nomura, Mediobanca e BofA-Merrill Lynch. Bene anche Buzzi Unicem (+1,9%) in scia alla decisione di Jefferies di alzare il target price sul titolo a 13,4 euro e confermato il giudizio “buy” (acquistare). Positive Atlantia (+1,4%) e Gemina (+4,2%). Il Messaggero scrive che sono ben 14 le banche al lavoro per realizzare la fusione tra le due società, un’operazione del controvalore di oltre 11 miliardi di euro. Oggi il cda di Gemina e venerdì quello di Atlantia dovrebbero formalizzare gli incarichi agli advisor. L’operazione dovrebbe andare in porto entro giugno tramite un’opa per cassa di Atlantia su Gemina.

 

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TITOLI DEL GIORNO
Quadro grafico in deciso miglioramento per Banca MPS, che ha recentemente forzato al rialzo la linea di tendenza disegnata da massimi del 2009, a 0,2675 circa. Dopo aver raggiunto un massimo a 0,3130 i prezzi stanno ora consolidando in area 0,30, mostrando i primi indizi di debolezza che potrebbero favorire una correzione del recente rialzo soprattutto alla luce dell’ipercomprato in cui sono sconfinati i principali oscillatori tecnici. Atteso in questo caso un nuovo test a circa 0,25 della trend line citata, realizzando un “return move” ovvero il ritorno a testare con funzione opposta da quella originaria il riferimento tecnico superato (in questo caso quella che era una resistenza diventa un supporto). Ritorno alla debolezza sotto questo limite, per 0,23.
Per chi volesse acquistare il titolo: attendere una discesa in area 0,25 per intervenire in acquisto con target 0,3130 e 0,38 e stop loss sotto 0,24 euro.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 0,23 euro con target a 0,38 euro.

Prysmian ha tentato nella prima parte del mese di gennaio di avere ragione della resistenza offerta a 15,48 dal top di inizio novembre, spingendosi fino a 15,69 ma ritornando poi repentinamente sui propri passi per collocarsi nuovamente al di sotto di area 15,50. Il fatto che il primo tentativo sia andato a vuoto non significa necessariamente che ora il titolo si muovera’ nella direzione opposta (anche se spesso le “bull trap” scattano proprio in questo modo, con la falsa rottura di un massimo precedente significativo), tuttavia per evitare questo rischio diventa ora importate che i prezzi riescano a mantenersi al di sopra dei primi supporti critici. La soglia che sarebbe meglio non vedere violata e’ quella di area 14,80, top di inizio dicembre, o al massimo quella di 14,50, dove transita la media mobile a 100 giorni. Sotto questi livelli la probabilita’ di assistere ad una correzione estesa di tutta la salita in atto dai minimi di giugno a 10,55 aumenterebbe. La tenuta di 14,80 ed una nuova rottura di 15,50 potrebbero invece anticipare il test di area 16,50/55, resistenza dove confluiscono il lato superiore sia del canale ascendente disegnato dai minimi di giugno sia di quello che parte dai minimi di novembre 2011.
Per chi volesse comprare il titolo attendere discese in area 14,80 per intervenire con target a 15,70 e stop loss subito sotto 14,50.
Per chi gia’ detiene il titolo mantenere uno stop sotto 14,50, incrementare oltre 15,70 per 16,50.
 
Il movimento rialzista originato dal minimo di dicembre ha spinto recentemente Sorin oltre la resistenza rappresentata dall’ex supporto corrispondente al minimo di fine ottobre in area 1,73 euro. Questa circostanza costituisce un significativo miglioramento del quadro grafico di medio periodo, in vista di un eventuale ricongiungimento con i massimi a 1,87/1,88 di inizio autunno: conferme in tal senso oltre 1,77. In ottica temporale più estesa possiamo osservare che al di sopra di 1,88 verrebbe riattivata la tendenza ascendente in forza da dicembre 2011 con obiettivo sui picchi del giugno dello stesso anno a 2,12. Flessioni sotto 1,70 potrebbero invece anticipare un test di 1,65, sostegno decisivo per scongiurare un’inversione di tendenza e il ritorno sugli 1,5570 del 10/12.
Per chi volesse acquistare il titolo: posizioni long sui livelli attuali per 1,87, stop sotto 1,70.
Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 1,88 per 2,12, ridurre sotto 1,70 e uscire alla violazione di 1,65.

DATI MACRO ATTESI

Mercoledì 16 gennaio
00:50 GIA Ordinativi di macchinari nov;
10:00 ITA Bilancia commerciale (EU)nov;
10:00 ITA Bilancia commerciale (totale) nov;
11:00 EUR Inflazione dic;
14:30 USA Inflazione dic;
15:00 USA Acquisti netti att. finanziarie (lungo term.) nov;
15:15 USA Impiego capacità produttiva dic;
15:15 USA Produzione industriale dic;
16:00 USA Indice Mercato Immobiliare NAHB gen;
20:00 USA Beige Book (Fed).

 

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HEADLINES
Finmeccanica: la Corea del Sud ordina 8 elicotteri AgustaWestland AW159 per 270 milioni di euro
Finmeccanica rende noto che il Governo della Repubblica di Corea (Corea del Sud) ha scelto l’elicottero militare AgustaWestland AW159 per soddisfare il requisito di un nuovo elicottero navale. Il programma, che prevede la fornitura di otto AW159 per la Marina Militare della Repubblica di Corea, insieme ad un completo pacchetto di supporto e addestramento, ha un valore complessivo pari a circa 560 milioni di dollari. Di tale importo, la quota di competenza di AgustaWestland ammonta a circa 270 milioni di euro.
 
La Banca Mondiale riduce le stime di crescita sul Pil mondiale del 2013
La Banca mondiale taglia le stime sulla crescita mondiale del Pil per l’anno corrente, portandola dal 3 al 2,4%. E’ quanto emerge dall’outlook pubblicato sul sito dell’istituto. Riviste al ribasso anche le stime per i Paesi in via di sviluppo, che passano dal 5,9 al 5,5%. Per l’economia di Eurolandia nel 2013 prevista una contrazione dello 0,1%.
 
Acea: in Europa immatricolate a dicembre 800 mila auto di auto (-16,3%)
L’Associazione dei costruttori di autoveicoli europei (Acea) ha registrato a dicembre 799.407 nuove immatricolazioni di auto (-16,3%) nell’Europa a 27. Nel mese la Francia ha visto una contrazione del mercato delle quattro ruote del 14,6% rispetto al dicembre 2011, la Germania del 16,4%, l’Italia del 22,5% e la Spagna del 23%. Il Regno Unito ha invece registrato una crescita del 3,7%. Volkswagen ha registrato un calo delle immatricolazioni del 16,2% a 186.347 veicoli a dicembre (-1,6% a 2,97 milioni nell’intero 2012). Seguono PSA Peugeot-Citroen (-18,2% a 89.710 veicoli, -12,9% nell’intero anno) e Renault (-19,1% a 74.652 veicoli a dicembre, -19,1% nel 2012). GM-General Motors, che in Europa controlla anche Opel-Vauxhall, è il quarto gruppo europeo per vendite ma registra una flessione del 27,2%. In calo anche Ford (-27% a 52.475 unità) seguita dall’italiana Fiat, che registra un -17,8% a 49.311 unità a dicembre e una quota di mercato complessiva del 6,2%. Nell’intero 2012 la casa automobilistica torinese ha registrato un calo delle immatricolazioni del 16,1% a 779.606 unità.
 
JP Morgan taglia raccomandazione su Mediaset
Gli analisti di JP Morgan hanno tagliato la raccomandazione su Mediaset a “neutral” da “overweight”.

Tod’s: BofA-Merrill Lynch migliora raccomandazione
BofA-Merrill Lynch ha migliorato la raccomandazione su Tod’s da “underperform” (farà peggio del mercato/settore) a “buy” (acquistare).
 
Pirelli & C: patto di sindacato rinnovato fino ad aprile 2014
Pirelli & C. SpA comunica che è stato rinnovato, con scadenza al 15 aprile 2014, il patto di Sindacato di Blocco Azioni Pirelli & C. SpA. Tutti i partecipanti al patto hanno manifestato la volontà di rinnovare l’accordo entro il termine contrattualmente previsto, per le eventuali disdette, del 15 gennaio 2013. In occasione del rinnovo del patto i partecipanti hanno concordato una modifica all’accordo stabilendo che la sua durata sia annuale anziché triennale.

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ADVFN – Report dei mercati

ADVFN III Report dei mercati
Fornito da Fta On Line Giovedì 27 Dic 2012 10:14:12

 

MERCATO USA

Wall Street chiude in calo, brilla Bank of America

Wall Street ieri ha chiuso la seduta in calo. Il Dow Jones ha lasciato sul terreno lo 0,19%, il Nasdaq Composite lo 0,74%, lo S&P500 lo 0,48%. A pesare sui listini a stelle e strisce sono stati i deludenti dati relativi alle vendite natalizie e le preoccupazioni sul fiscal cliff. Il presidente Obama ha interrotto le vacanze e oggi riprenderà le trattative per evitare gli aumenti automatici delle tasse e il taglio alla spesa.

Sul fronte societario ben comprata Bank of America (+2,58%). Denaro anche su Alcoa (+1,28%). Male Apple (-1,38%). Giù il comparto dell’abbigliamento; Coach (-5,89%), Urban Outfitters (-2,7%), Ralph Lauren (-3,34%).

MERCATI ASIATICI

Nikkei Tonico

Seduta positiva questa mattina per la borsa giapponese. Il Nikkei ha chiuso le contrattazioni con un rialzo dello 0,91% attestandosi a quota 10322,98 mentre il Topix ha guadagnato lo 0,75% portandosi a 854,09 punti. I listini sono dunque riusciti a risalire sui livelli appena precedenti il disastroso terremoto del maro 2011, grazie soprattutto alla debolezza dello yen nei confronti delle altre principali valute, con il cambio contro dollaro sceso sui livelli minimi dal settembre 2010.

In evidenza i titoli delle societa’ esportatrici ed in particolare quelli del comparto auto e dell’elettronica. Nippon Sheet Glass, il cui fatturato e’ dovuto per almeno l’80% alle esportazioni, ha fatto registrare un balzo del 17% circa, ma il denaro ha interessato molti titoli del listino principale come Nippon Light Metal, Takashimaya, Nisshin Steel, Mitsumi Electric e Mazda Motor che hanno chiuso tutti oltre i 7 punti percentuali di crescita. In contro tendenza invece Sharp, e Tokyo Electric Power che hanno ceduto attorno ai 4 punti percentuali.

In leggero rialzo tra le altre principali piazze azionarie asiatiche Hong Kong che guadagna lo 0,36% e Seul (+0,26%) mentre Shanghai arretra dello 0,75%.


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MERCATI EUROPEI
Borse europee sulla parità in avvio di seduta, giù Bankia

Avvio poco mosso per le principali Borse europee. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,10%, il Cac40 di Parigi lo 0,49%, l’Ibex35 di Madrid lo 0,23%. Sotto la parità il Ftse100 di Londra (-0,2%). I listini del vecchio continente restano in attesa di notizie dagli Stati Uniti dove oggi riprenderanno le trattative per evitare il fiscal cliff.

Sul fronte societario denaro su Bmw (+0,3%). Il direttore finanziario ha detto che il gruppo nel 2012 ha venduto circa 1,8 milioni di veicoli.

In calo Continental (-0,4%). L’Amministratore delegato del produttore di pneumatici ha confermato gli obiettivi per l’esercizio 2012 di ricavi e utili record.

Forte ribasso per Bankia (-12%). Il fondo di salvataggio degli istituti di credito del paese (Frob) ha annunciato una riduzione della valorizzazione del gruppo pari a 4,2 miliardi di euro.

Debole Adidas (-0,3%) in scia alla chiusura negativa dei titoli del settore abbigliamento a Wall Street.

APERTURA MERCATO ITALIANO

Piazza Affari parte bene, positiva Enel, Gemina decolla

Il Ftse Mib segna +0,6%, il Ftse Italia All-Share +0,6%, il Ftse Italia Mid Cap +0,7%, il Ftse Italia Star +0,1%. Borse europee in leggero rialzo. Ieri sera l’S&P 500 ha terminato a -0,48%, il Nasdaq a -0,74%. Attualmente i future sui principali indici USA sono in lieve calo. A Tokyo l’indice Nikkei 225 ha chiuso a +0,91%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng ha fatto segnare +0,35%.

Avvio positivo a Milano con le utility in evidenza. Bene A2A (+1,4%) seguita da Enel (+1,2%): MF scrive che quest’ultima avrebbe già incassato 658 milioni di euro da EdF a seguito dell’uscita della società italiana dal consorzio per la realizzazione del reattore Epr in costruzione a Flamanville. Ottima performance anche per Ascopiave (+6,4%) che ha perfezionato l’accordo per il trasferimento di un ramo d’azienda a Gelsia Reti Srl per 3,7 milioni di euro.

Gemina (+19,7%) spicca letteralmente il volo dopo la firma venerdì scorso del Decreto che rende efficace la Convenzione – Contratto di Programma stipulata dalla controllata Aeroporti di Roma con l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) lo scorso 25 ottobre.


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TITOLI DEL GIORNO
A2A ha trascorso le ultime sedute a ridosso dei 43 centesimi di euro. Il titolo si sta preparando ad attaccare le importanti resistenze in area 0,44, strategiche non solo in ottica di breve periodo. Il superamento di tali ostacoli permetterebbe infatti di interrompere il trading range in atto da inizio ottobre prospettando il proseguimento della corsa verso gli obiettivi a 0,52 euro in prima battuta e piu’ in alto a 0,56 circa, importante riferimento nello scenario grafico di lungo termine. Nuovi segnali di debolezza verranno invece generati dalla violazione della linea che sale dai minimi di luglio, attualmente a 0,3850, preludio al test a 0,36 euro, baluardo che avra’ il compito di scongiurare l’affondo verso i bottom estivi a quota 0,2860.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire oltre 0,44 per 0,52 e 0,56 euro, stop sotto 0,42.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 0,3850 per gli obiettivi a 0,52 e 0,56 euro.

Lottomatica ha disegnato nelle ultime sedute, dal 13 dicembre, una fase laterale caratterizzata da una evidente compressione di volatilita’. Questo trading range segue il veloce rimbalzo disegnato dai minimi del 10 dicembre a 16,09 euro toccati in corrispondenza della linea che sale dai minimi di novembre 2011. E’ lecito ipotizzare che la recente fase laterale sia una semplice pausa del rimbalzo che potrebbe quindi riprendere alla rottura di 17,65. Oltre questa soglia prima resistenza a 18,35, top di ottobre, poi a 18,90. Solo sotto 16,80, media mobile a 100 giorni, rischio di nuovo test di 16,35, attuale area di passaggio della trend line tracciata dai minimi di fine 2011. Sotto questi livelli probabili ritorni verso i 15 euro.
Per chi volesse comprare il titolo intervenire alla rottura di 17,65 per il test di 18,35. Stop loss a 17,25.
Per chi gia’ detiene il titolo mantenere uno stop sotto 16,80. Incrementare oltre 17,65 per 18,35.

Nelle ultime sedute prima della sosta natalizia Gr. Ed. L’Espresso ha messo a segno una significativa accelerazione, grazie alla quale il titolo è riuscito a scavalcare gli ostacoli a 0,80/0,81 euro che sin da inizio novembre erano riusciti a respingere ogni tentativo di rialzo. Le quotazioni si sono spinte a ridosso dei massimi di inizio ottobre a 0,8750, resistenza oltre la quale assisteremmo probabilmente a un’ulteriore accelerazione con obiettivi a 0,92 circa e quindi sul picco di settembre a 1,022. Al di sopra di questo ultimo riferimento si aprirebbero spazi di ascesa più consistenti con primo target a 1,16 (top di febbraio) e successivo in area 1,45, massimi di agosto e ottobre 2011. Discese sotto 0,75 preannuncerebbero invece un test di area 0,7360, supporti decisivi per scongiurare la riattivazione del movimento discendente in forza da inizio settembre.
Per chi volesse acquistare il titolo: posizioni long oltre 0,8750 per 0,92 e 1,022. stop sotto 0,80.
Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 1,022 per 1,16 e 1,45, ridurre sotto 0,75 e uscire alla violazione di 0,73.

DATI MACRO ATTESI

Giovedì 27 dicembre
10.00 ITA Indice fiducia imprese dic;
14.30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
16.00 USA Indice fiducia consumatori (Conference Board) dic;
16.00 USA Vendite abitazioni nuove nov;
17.00 USA Scorte settimanali petrolio e derivati.


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HEADLINES
Gemina (+21%): vola dopo ok a contratto di programma AdR
Forte progresso per Gemina che sfrutta la notizia della firma da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle Infrastrutture di concerto con il Ministro dell’Economia, del Decreto che rende efficace la Convenzione – Contratto di Programma stipulata dalla controllata Aeroporti di Roma con l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) lo scorso 25 ottobre. Convenzione – Contratto di Programma costituisce il necessario strumento per la realizzazione del piano di rilancio ed espansione infrastrutturale dell’aeroporto di Fiumicino.

Generali (+0,6%): Palladio vuole quota Fondazione Crt (Repubblica)
Repubblica scrive che Palladio Finanziaria avrebbe presentato un’offerta formale per l’acquisto delle azioni Generali di competenza dalla Fondazione Crt contenute nella holding Effeti.

Positivo Telecom Italia
Segno più per Telecom Italia che guadagna lo 0,58% a 0,69 euro. Il titolo ha archiviato la seduta piu’ recente con un saldo dello -0,15 %. La prima chiusura del 2012 e’ stata registrata a 0.849 euro. Il valore dell’indicatore Rsi a 8 sedute e’ di 39/100 ed evidenzia una condizione neutrale. Il titolo distava nell’ultima seduta completata il -5.54 % dai massimi dell’ultimo mese e del 2,48 % dai minimi. La variazione relativa ad una settimana rispetto al Ftse All Share e’, all’ultima chiusura disponibile, dello -2.83 %.

Enel (+1%): riceve €658 mln da EdF per uscita da consorzio reattore Epr (MF)
MF scrive che Enel avrebbe già incassato 658 milioni di euro da EdF a seguito dell’uscita della società italiana dal consorzio per la realizzazione del reattore Epr in costruzione a Flamanville.

Spread Btp/Bund sale a 314 punti base
Sale a 314 punti base lo spread tra il Btp decennale e il Bund tedesco. Il rendimento dei titoli di Stato italiani a 10 anni si attesta al 4,52%.

Toyota pronto a tornare primo costruttore nel mondo
Toyota prevede di chiudere il 2012 con vendite pari a 9,7 milioni di veicoli in aumento del 22% rispetto allo scorso anno e di rinconquistare il primo posto come costruttore  su scala mondiale davanti a General Motors e Volkswagen. Per il 2013 il gruppo giapponese stima un ulteriore aumento delle vendite a 9,91 milioni di veicoli (+2%).

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ADVFN – Report dei Mercati 30 nov 2012

 

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MERCATO USA
Wall Street chiude in rialzo, Dow Jones sopra quota 13 mila

A New York i principali indici hanno terminato la seduta in rialzo. Il Dow Jones evidenzia un progresso dello 0,28% a 13.021 punti e il Nasdaq Composite dello 0,68%. Wall Street ha beneficiato di alcuni dati macroeconomici pubblicati in giornata. Il Pil del terzo trimestre è stato rivisto al rialzo a +2,7% da +2% mentre le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono risultate in calo. Buone indicazioni anche dal mercato immobiliare con l‘indice Pending home sales salito a ottobre del 5,2%, decisamente meglio delle attese.
I mercati Usa sono stati solo parzialmente zavorrati dalle parole di John Boehner. Il presidente della Camera ha detto che sul fiscal cliff non sono stati fatti significativi passi avanti.  

Sul fronte societario acquisti su Walt Disney (+1,06%). Il gruppo entertainment ha aumentato il dividendo del 25%. Bene Research in Motion (+3,96%). Goldman Sachs ha alzato il rating sul produttore del Blackberry a buy.
Poco mossa Nike (-0,16%). Hsbc ha alzato il rating sul gruppo dell’abbigliamento sportivo ad outperform da neutral.
Male Tiffany (-6,17%) dopo aver annunciato ricavi e utili trimestrali inferiori alle attese. Le vendite del terzo trimestre 2012 sono salite del 4% ma i profitti sono calati del 30% a 63 milioni di dollari, contro i 90 dello stesso periodo del 2011. La società si attende ora utili compresi tra 3,20 e 3,40 dollari rispetto alla precedente previsione di 3,55-3,70. Ridotta anche la guidance per l’anno corrente. Il titolo della nota gioielleria crolla nel pre-market a -12%.
In calo Intel (-2,79%). Goldman Sachs ha tagliato il target price sul gruppo dei semiconduttori a 16 dollari da 20 dollari.

MERCATI ASIATICI

Ancora un rialzo per il Nikkei

Borsa nipponica positiva anche in chiusura di settimana. Il Nikkei ha archiviato le contrattazioni odierne in crescita dello 0,48% a quota 9446,01 facendo registrare il rialzo mensile piu’ alto dallo scorso giugno.

L’indebolimento dello yen nei confronti delle altre principali valute a seguito della decisione del governo in favore di un nuovo intervento di stimoli a sostegno dell’economia prima ancora delle prossime elezioni, ha favorito gli acquisti sui titoli delle societa’ esportatrici permettendo ai listini di chiudere in territorio positivo.
Il rialzo odierno e’ stato agevolato anche dal buon dato macro relativo alla Produzione Industriale. Il Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria giapponese ha infatti comunicato questa mattina la lettura preliminare sulla Produzione Industriale di ottobre. Tale rilevazione si e’ attestata al +1,8% m/m battendo le stime degli addetti ai lavori fissate su un valore negativo del dato (-1,8%) e in deciso miglioramento rispetto alla rilevazione precedente pari a -4,1%. Rispetto allo stesso periodo del 2011 i livelli di produzione sono scesi del 4,3%, meno del consensus pari a -8,0% e della rilevazione precedente pari a -8,1%.
Molti i dati macro comunicati questa mattina. In ottobre il Tasso di Disoccupazione giapponese e’ risultato pari a +4,2% invariato rispetto al dato rilevato nel mese precedente ed in linea con le stime degli analisti. Il numero di nuove offerte di lavoro è salito dello 0,3% in ottobre rispetto al mese precedente.
Il Ministero degli Affari Interni e delle Comunicazioni ha reso noto il dato relativo all‘inflazione “core”, ovvero al netto dei cibi freschi. Nel mese di ottobre tale rilevazione ha fatto segnare un calo dello 0,5% su base annuale (consensus -0,4%). Il dato totale sull’inflazione nazionale e’ risultato invariato, in lieve miglioramento rispetto alla rilevazione precedente e poco superiore alle attese (-0,1%). Il valore rimane ancora distante dall’obiettivo di inflazione dell’1,00% fissato dalla Bank of Japan, dimostrando come l’economia giapponese sia ancora intrappolata in un ciclo deflazionistico. La spesa delle famiglie ha evidenziato, nel mese di ottobre, un calo dello 0,1% su base annuale, risultando comunque migliore sia rispetto alla rilevazione precedente che alle aspettative degli economisti, entrambe fissate su un valore pari a  -0,9% a/a.
Il dato relativo ai Nuovi Cantieri edili residenziali e’ salito del 25,2% su base annuale, facendo registrare una crescita nettamente superiore alle attese degli analisti che avevano stimato un incremento del 10,1%. Gli ordinativi di nuove costruzioni sono cresciuti del 29,1% nello stesso periodo.
Markit ha infine reso noto che l’Indice PMI manifatturiero Nomura/JMMA giapponese e’ sceso in novembre ai minimi degli ultimi 19 mesi, a quota 46,5, in lieve calo rispetto alla precedente rilevazione pari a 46,9 punti. L’indice si allontana dai 50 punti, indicando un ulteriore deterioramento delle performance del settore manifatturiero giapponese.

Tra i migliori titoli del listino Nikon, Nisshin Steel e Tosoh Corp mentre hanno ceduto terreno Softbank e Furukawa Electric.

Segno positivo sulle altre principali piazze azionarie asiatiche ad Hong Kong in crescita di mezzo punto percentuale cosi’ come a Shanghai (+0,85%) mentre Seul ha chiuso poco sotto la parita’ (-0,11%)


MERCATI EUROPEI
Borse europee sulla parità

Avvio poco mosso per le principali Borse europee. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,05%, il Cac40 di Parigi lo 0,2%, l’Ibex35 di Madrid lo 0,06%. Poco sotto la parità il Ftse100 di Londra (-0,04%).

Secondo Moody’s la recessione nell’eurozona terminerà nel 2013. Il Pil nell’area Ue il prossimo anno dovrebbe crescere dello 0,2% contro il –0,5% atteso nel 2012.

Sul fronte societario ben comprata Lvmh (+2,2%). Goldman Sachs ha alzato il rating sul gruppo del lusso a buy da neutral. Sale HeidelbergCement (+2%) in scia all’upgrade da parte di Morgan Stanley. Il broker ha migliorato la raccomandazione sul gruppo del cemento a overweight da equal weight.

APERTURA MERCATO ITALIANO

Piazza Affari appena sotto la parità

Il Ftse Mib segna -0,2%, il Ftse Italia All-Share -0,2%, il Ftse Italia Mid Cap +0,1%, il Ftse Italia Star -0,1%. Borse europee poco mosse in avvio. Ieri sera l’S&P 500 ha terminato a +0,43%, il Nasdaq a +0,68%. Attualmente i future sui principali indici USA sono in sostanziale pareggio. A Tokyo l’indice Nikkei 225 ha chiuso a +0,48%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng ha fatto segnare +0,49%. Inizio di giornata in leggero ribasso a Milano dopo il rally della seduta precedente.

In rosso Buzzi Unicem (-2,7%) a causa della decisione di Morgan Stanley di peggiorare la raccomandazione sul titolo a “underweight” (sottopesare rispetto al benchmark). Debole anche Telecom Italia (-2%) su cui Nomura ha incrementato il prezzo obiettivo, confermando però la raccomandazione “reduce”. In territorio negativo Tod’s (-1,1%): Goldman Sachs ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da “buy” (acquistare) a “neutral”. Ancora tonici i bancari con BP Emilia Romagna (+1,1%) e Banca MPS (+1,5%) in evidenza: spread e rendimento del Btp decennale stazionano in prossimità dei minimi da circa due anni. Sale ancora Ansaldo STS (+0,5%) in scia alla decisione di Societe Generale di alzare il prezzo obiettivo sul titolo a 10 euro contro i 6,8 circa attuali.


TITOLI DEL GIORNO
Ottima chiusura di seduta per Eni che fa registrare i massimi degli ultimi due mesi andando a ricoprire il gap lasciato aperto a settembre a quota 18,24. Il titolo sta premendo sulla parte superiore del canale che sale dai minimi dello scorso mese, riferimento a 18,35 circa, il cui superamento introdurrebbe un nuovo test delle ostiche resistenze in area 18,80. Il successo su tali ostacoli disegnerebbe uno scenario del tutto nuovo e positivo per Eni, in ottica di lungo periodo, prospettandone il raggiungimento degli obiettivi a 23,00 euro circa. Primi segnali di cedimento invece in caso di discese sotto 17,50 per 17,00 euro, baluardo la cui violazione introdurrebbe l’affondo verso quota 16,00.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire oltre 18,80 per 23,00 euro, stop sotto 18,00.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 17,50 per il target a 18,80 euro.

Lottomatica ha testato a piu’ riprese nel corso dell’ultimo mese il supporto offerto dalla media mobile a 100 giorni, attualmente in transito a 16,60. L’indicatore si e’ dimostrato in grado di interpretare correttamente il trend rialzista disegnato dai minimi di novembre 2011, fintanto che esso si manterra’ al di sotto dei prezzi con funzione di supporto le aspettative saranno in favore del proseguimento dell’uptrend. Oltre 17,55 vi sarebbe una indicazione favorevole al recupero del top di ottobre a 18,35. Resistenza successiva a 18,80. Sotto area 16,60 probabile invece l’avvio di una fase correttiva a ritracciamento di tutta la salita dell’ultimo anno con obiettivi a 15,30 e 14,30, rispettivamente 38,2% e 50% di ritorno (quote derivate dalla successione di Fibonacci) dell’ascesa da quota 10,32.
Per chi volesse comprare il titolo intervenire oltre 17,55 per il test 18,35, stop sotto 17,30.
Per chi gia’ possiede il titolo mantenere sotto 16,60 lo stop per le posizioni in essere. Oltre 17,55 incrementare per 18,35.

Il tentativo di recupero che Saipem ha messo a segno da metà novembre si è arrestato in area 34,00 euro, al contatto con la linea di tendenza di lungo periodo tracciata a partire dai minimi dell’ottobre 2011, recentemente violata al ribasso ed ora ardua resistenza. Fino a quando i prezzi non si saranno lasciati alle spalle questo limite, il movimento in atto dovrà pertanto essere considerato come un semplice “return move”, non certamente risolutivo per invertire il trend ribassista degli ultimi due mesi. Primi segnali di rimbalzo giungerebbero oltre 34,40, conferme alla rottura di 35,95 (media mobile a 200 giorni e livello pari al 50% di ritracciamento del ribasso da settembre). Oltre 36,90 sarà lecito considerare risolta la fase negativa permettendo di guardare nuovamente ai massimi annuali a 40,12 euro. Al contrario, sotto 33,00 euro probabile ritorno a 31,80 almeno.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire oltre 34,40 euro con stop sotto 33,80 per i target a 35,95 e 36,90 euro.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 33,00 per i target a 35,95, 36,90 e 40,12 euro.

DATI MACRO ATTESI

Venerdì 30 novembre
00:15 GIA Indice PMI manifatturiero nov;
00:30 GIA Consumi ott;
00:30 GIA Inflazione ott;
00:30 GIA Tasso di disoccupazione ott;
00:50 GIA Produzione industriale ott;
08:00 GER Vendite al dettaglio ott;
08:45 FRA Consumi ott;
09:00 SPA Inflazione nov;
10:00 ITA Tasso di disoccupazione ott;
11:00 EUR Inflazione flash nov;
11:00 EUR Tasso di disoccupazione ott;
11:00 ITA Inflazione (prelim.) nov;
12:00 ITA Indice prezzi alla produzione ott;
14:30 USA Deflatore consumi ott;
14:30 USA Redditi personali ott;
14:30 USA Consumi ott;
15:45 USA Indice PMI Chicago nov.


HEADLINES
Campari: prorogato al 10 dicembre 2012 il termine dell’Opa sul 100% di Lascelles deMercado
Davide Campari Milano ha annunciato oggi la proroga a lunedì 10 dicembre 2012 alle 16.30 (ora giamaicana) del termine dell’Offerta Pubblica di Acquisto finalizzata all’acquisto in contanti di tutte le azioni ordinarie e privilegiate emesse da Lascelles deMercado. Il termine del periodo di accettazione dell’Offerta fissato inizialmente dal documento di Offerta del 8 novembre 2012 era venerdì 30 novembre 2012.

Panariagroup: al 30 settembre risultato consolidato di periodo pari a 0,4 milioni di Euro
Panariagroup Industrie Ceramiche S.p.A.: il Consiglio di Amministrazione approva il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2012. I Ricavi netti delle vendite e delle prestazioni consolidati sono stati pari a 216,5 milioni di Euro, il Margine operativo lordo a 14,4 milioni di Euro e il Risultato consolidato di periodo a 0,4 milioni di Euro.

Morgan Stanley taglia il target price di Buzzi Unicem
Gli analisti di Morgan Stanley hanno tagliato il prezzo obiettivo di Buzzi Unicem da 11,20 a 10,30 euro.

Offerta da Iren e F21 per l’inceneritore di Torino
C’è un’offerta per l’inceneritore di Torino, che arriva proprio nel giorno in cui è scaduto il bando per raccogliere le proposte sotto il prezzo d’asta. E’ quanto rende noto l’agenzia di stampa Reuters che cita fonti vicine al dossier. Ieri Iren insieme a F21 si è fatta avanti per rilevare l’80% del termovalorizzatore di Gerbido che il comune del capoluogo piemontese ha messo in vendita insieme al 49% della società locale di rifiuti. Inizialmente erano stati chiesti 140 milioni per Trm e 32 per la Amiat, ma la multiutility ha proposto circa il 10% in meno. La giunta torinese punta a concludere al più presto la gara per risolvere i suoi problemi di bilancio. Il comune di Torino è indebitato per oltre 250 milioni di euro proprio con Iren per il mancato pagamento di bollette di energia elettrica e nei prossimi mesi è previsto il pagamento di un prima tranche da 100 milioni.

Tod’s: Goldman Sachs peggiora la raccomandazione
Goldman Sachs ha peggiorato la raccomandazione su Tod’s da “buy” (acquistare) a “neutral”.

La Corte Ue consente alla Bce di occultare documenti sul caso greco
Il Tribunale Europeo ha dato ragione alla Bce che potrà nascondere le modalità con le quali la Grecia ha truccato i propri bilanci e nascosto all’Europa un enorme debito che da anni Atene e Bruxelles cercano ormai di ricoprire. La giornalista Gabi Thesing di Bloomberg Finance LP di stanza a Londra aveva chiesto alla Banca centrale europea due documenti dal titolo “L’impatto degli swap off-market sul deficit di un governo e sul debito. Il Caso greco” (‘The impact on government deficit and debt from off-market swaps. The Greek case’) e “L’operazione Titlos e la possibile esistenza di transazioni simili impattanti sui livelli di deficit e di debito pubblico dell’Eurozona” (‘The Titlos transaction and possible existence of similar transactions impacting on the euro area government debt or deficit levels’). La Bce ha però rifiutato di fornire questi documenti e la giornalista si è rivolta alla Corte Europea che ha affermato che ogni persona residente o con una sede di lavoro registrata in uno Stato membro europeo ha il diritto d’accesso ai documenti della Banca centrale europea. Nondimento la Bce deve rifiutare l’acceso al documento quando, tra le altre corse, la sua pubblicazione possa danneggiare la protezione del pubblico interesse.

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CWS Market Review – November 30, 2012

November 30, 2012

Time is your friend, impulse is your enemy. – Jack Bogle

After a short downturn following the election, the bulls have once again taken control. This is exactly what I expected would happen, and I continue to believe we’re in the midst of a nice year-end rally.

On Thursday, the S&P 500 touched a three-week high, and the NASDAQ Composite broke 3,000. The bulls were helped this week by a spate of positive economic news. For example, we learned that consumer confidence is now at a four-and-a-half-year high, and pending home sales are at a five-year high. And, as hard as it may seem to believe, there was even good news out of Greece.

This is more evidence that the Double Dip crowd once again got way ahead of themselves. For the time being, there’s no immediate threat of a recession. Since November 15th, the S&P 500 has rallied 4.6%. The index is now only 0.5% away from breaking its 50-day moving average, and we’re only 3.5% away from our highest close since 2007.

Of course, you probably wouldn’t know this by watching much of the financial media. The gloom-and-doomers have gotten far more attention than they deserve. Consider that 14 months ago, Intrade believed there was a 65% chance that the U.S. would enter a recession in 2012. Today that figure stands at 1%.

In this week’s CWS Market Review , we’ll take a closer look at why the Fiscal Cliff is nothing but hype. The media is largely inventing new worries for us. We’ll also discuss the terrible, rotten earnings report from JoS. A Bank Clothiers ($JOSB). Here’s a sneak preview: I’m not pleased with JOSB. More on that later.

Despite some unpleasantness, our Buy List continues to thrive. Our strategy of discipline and patience is working out very well. AFLAC ($AFL), for example, is at an 18-month high. Only a few months ago, it was below $40. Plus, stocks like Ford ($F ) and Oracle ($ORCL) have been particularly strong lately. Ford finished the day on Thursday at its highest close in seven months. But first, I want to tell you why you should ignore the ridiculous hype surrounding the Fiscal Cliff.

Don’t Fall for the Fiscal Cliff Hype

Wall Street’s fortunes seem to be beholden to the Fiscal Cliff (a registered trademark of CNBC). Late in the day on Tuesday, some rather casual remarks by Senator Harry Reid were enough to knock a few points off the S&P 500. The same things happened again on Thursday, but this time, the remarks came from House Speaker John Boehner. Then, as word of progress leaked out, well…the market started to gain traction.

Let me be clear: The threat from the Fiscal Cliff is greatly, hugely and fantastically exaggerated . It’s almost reached comical levels. The behavior at CNBC in particular has been reprehensible. The network is simultaneously over-hyping the threat while presenting themselves as the saviors. Folks, there’s nothing to worry about.

Of course, if we really were to go over the cliff, that would be bad news-and that’s precisely why it won’t happen. In the meantime, both sides need to prove to their respective bases that they’re not backing down. It’s for show, like you see in a nature program about silver-backed gorillas fighting for dominance.

But let’s get some facts. For one, the threat is easily avoidable. The White House and Congress have too much to lose by not reaching a deal. In fact, a recent article today at Politico suggests that, despite the rhetoric we hear in public, the framework of a deal is starting to take shape. Neither side will get everything it wants, but they’ll both get enough to walk away with some pride. Also, remember that this deal is being made with the lame-duck Congress. That means there are a few folks who won’t even members of Congress in a few weeks. In fact, a deal may even be reached some time in the new year. In a few months, no one will be talking about this.

The market has resigned itself to the fact that taxes will go up. That’s no surprise. In response, dozens of companies like Costco ($COST) and Las Vegas Sands ($LVS) have announced special dividends. Other companies like Walmart ($WMT) have moved up their dividend dates in order to avoid the taxman. An analyst at Deutsche Bank suggested that Bed, Bath & Beyond ($BBBY), one of our Buy List stocks, could pay a special dividend. I’m a doubter, but I will note that the home-furnishings company is sitting on $4 per share in cash.

One good way of putting the Fiscal Cliff threat into perspective is by looking at how well defense and aerospace stocks are doing. Needless to say, any sequester would be very bad news for these companies. The Defense Sector ETF ($ITA ) badly lagged the market for most of this year. Its relative performance reached a low point in late September, but then, except for a brief period in mid-November, the ITA has been leading the market ever since. This tells me that that no one has the motive for a prolonged fight. Furthermore, the Volatility Index ($VIX ) has remained subdued, and the stock market has largely avoided wild daily swings in the past few weeks. There’s only been one daily swing of more than 2% in the last two months, and that was the big sell-off on the day after the election. This has been a calm market.

The Math Still Favors Stocks

Due to market leadership from the Industrials and Consumer Discretionary sectors, I suspected that the sell-off would be short-lived. That’s not the script that sell-offs usually follow. Since June 5th, the Consumer Discretionary ETF ( $XLY) is up by 12.2%. In simpler terms, the homebuilders and shoppers are waking up from their slumber. Even some crummy tech names have been doing well. Thanks to a jump in shares of Facebook ($FB), Mark Zuckerberg has made a cool $4 billion in the last three weeks.

The good news about pending home sales, combined with a positive report on home prices, suggests that the housing recovery (such as it is) is propping up consumers. Mind you, there are still weak spots out there. Tiffany ($TIF), for example, just lowered guidance . But these are special cases rather than general rules.

Probably the best news for investors this week was largely ignored. Charles Evans of the Federal Reserve said that the Fed needs to extend its bond-buying programs until the economy can consistently add 200,000 jobs per month. Until now, the Fed has been reticent in giving a specific economic target as to when they need to take their foot off the gas. I don’t know if Evans will get his way, but we now know there are some voices inside the Fed willing to pursue these policies.

The bottom line is that there’s no possible solution to the Fiscal Cliff that alters the value spread between stocks and bonds. With the Fed gobbling Treasuries like Santa eating cookies, yields are low and will likely remain so. In fact, the austerity that would result from a Fiscal Cliff deal would add even more pressure.

Let’s look at some numbers. Analysts now expect 2012 earnings for the S&P 500 of $99.76, and $113.40 for 2013. In June 2011, analysts expected the S&P 500 to earn $111.82 for 2012. So that’s a big change in outlook, yet the market rallied. The reason we rallied is that the market had dramatically overreacted to fears from Europe. Over the last 14 months, earnings estimates for Q4 have come down, on average, about 1% per month. Yet even these lowered numbers represent an acceleration of earnings growth. Prudent investors are in excellent shape right now. The indexes are up, and dividends are having a banner year. I think the S&P 500 can hit 1,500 by March.

JoS. A Bank Clothiers Bombs

One aspect of being a good investor is being upfront about our mistakes. After all, that’s how we learn. One big mistake we made this year was having JoS. A Bank Clothiers ($JOSB) on our Buy List. For the second time this year, Joey B badly missed earnings. I understand it happening once, but two times tells me there are some serious problems.

On Wednesday, JOSB reported fiscal Q3 earnings of 47 cents per share, which was nine cents below estimates. Sales actually did pretty well, both total and comparable-store. But profits tanked. This tells us that JOSB is probably overstocked, and they’re dumping inventory at any price-hence all the buy-one-suit-get-78-free commercials.

What’s even worse is that JOSB warned that comparable-store sales were down in November, and the company is ” cautious” about Q4. That’s not good. Let’s just say that JOSB probably won’t be on next year’s Buy List.

Oracle Is a Buy Up to $35

We have earnings reports due soon from Oracle ($ORCL) and Bed Bath & Beyond ($BBBY). In our last issue , I highlighted Oracle as a good buy, and the shares rose to a two-month high. Oracle looks ready to break out with a new 52-week high. The company is due to release its next earnings report in about two weeks. I’m expecting another strong report. Oracle remains a strong buy any time it’s below $35 per share.

One quick word about Stryker ($SYK ). I expect SYK will soon raise its quarterly dividend. The company currently pays out 21.25 cents per quarter. I think they’ll bump it to around 23 cents per share in the next week or so. This is a solid company. They’ve raised their dividend every year since 1995. Stryker is a good buy up to $57.

That’s all for now. On Monday, we’ll get the ISM report for November. All eyes on Wall Street will be focused on Friday’s big employment report. Be sure to keep checking the blog for daily updates. I’ll have more market analysis for you in the next issue of CWS Market Review!

- Eddy

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Named by CNN/Money as the best buy-and-hold blogger, Eddy Elfenbein is the editor of Crossing Wall Street. His free Buy List has beaten the S&P 500 for the last five years in a row. This email was sent by Eddy Elfenbein through Crossing Wall Street.

2223 Ontario Road NW, Washington, DC 20009, USA

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ADVFN – Report dei Mercati

MERCATO USA
Borsa Usa: torna la fiducia, Dow Jones e Nasdaq chiudono positivi

A Wall Street i principali indici hanno terminato la seduta in rialzo. Il Dow Jones evidenzia un progresso dello 0,83% e il Nasdaq Composite dello 0,81%.

Il presidente della Camera, il repubblicano John Boehner, ha mostrato un maggiore ottimismo sulla possibilità di trovare un accordo che scongiuri il pericolo del fiscal cliff e il ritorno degli Stati Uniti in recessione. Barack Obama ha detto di volere entro Natale un accordo per evitare il precipizio fiscale. Il Beige Book della Federal Reserve segnala una ripresa misurata e qualche miglioramento sul mercato del lavoro. Negativo invece il dato sul mercato immobiliare pubblicato in giornata.
Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti (congiuntamente al Census Bureau) ha comunicato che le vendite di nuove abitazioni sono diminuite in ottobre dello 0,3% rispetto al mese precedente, attestandosi a 368 mila unita’ (consensus 390 mila), di poco inferiore alle 369 mila unità della rilevazione precedente (rivista da 389 mila).

Sul fronte societario sale Pfizer (+1,73%). Il gruppo farmaceutico statunitense ha completato l’acquisizione di NextWave Pharmaceuticals, una società privata specializzata nello sviluppo e nella commercializzazione di prodotti per il trattamento della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Bene Amd (+4,26%) che intende cedere il campus ad Austin in Texas. Con l’operazione (lease-back) il gruppo statunitense potrebbe incassare una cifra compresa tra i 150 e i 200 milioni di dollari. In deciso rialzo Costco Wholesale (+6,29%). Il gruppo dei magazzini delle vendite all’ingrosso ha annunciato un dividendo straordinario di 7 dollari per azione. Vola Knight Capital (+15,15%) in scia all’offerta pari a 3,5 dollari per azione avanzata da Getco.

MERCATI ASIATICI

Il Nikkei torna a correre

Seduta positiva questa mattina per la borsa giapponese. Il Nikkei ha archiviato le contrattazioni in rialzo dello 0,99% a quota 9400,88 reagendo dopo la flessione di ieri. Positivo anche il Topix che ha chiuso in crescita dell’1,08% a 779,44 punti. Gli acquisti sono arrivati dopo che Goldman Sachs ha dichiarato che il cambio politico alla guida del paese verrebbe interpretato positivamente dal mercato azionario.

In rialzo i titoli del comparto delle utilities oltre a quelli del settore dell’acciaio con Kobe Steel che ha guadagnato il 6,94% e Nisshin Steel il 4,29%. Ben comprati anche Teijin (+6,7%) e Toyobo che ha guadagnato il 6,54% mentre si sono mossi in contro tendenza tra gli altri Sony Financial e MS&AD Insurance i cui ribassi sono pero’ stati contenuti attorno al punto percentuale.

Sul fronte macroeconomico da segnalare che il Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria ha comunicato questa mattina il dato relativo alle Vendite al Dettaglio. Nel mese di ottobre tale rilevazione e’ scesa dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2011 deludendo le attese degli economisti che avevano stimato una minore contrazione pari allo 0,7% e indicando che l’economia nipponica è caduta in una lieve recessione.

Positive tra le altre principali piazze azionarie asiatiche Hong Kong in rialzo dello 0,8% e Seul che ha chiuso in crescita dell’1,15% mentre Shanghai arretra dello 0,5% circa.


MERCATI EUROPEI
Borse europee positive

Avvio sopra la parità per le principali Borse europee. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,49%, il Cac40 di Parigi lo 0,7%, il Ftse100 di Londra lo 0,4% e l’Ibex35 di Madrid l’1,2%.

Sui mercati è tornata la fiducia dopo l’ottimismo espresso da Barack Obama su un accordo con i repubblicani entro natale sul fiscal cliff.

Sul fronte societario ben comprata Rio Tinto (+2,7%). Il gruppo minerario ha annunciato un ambizioso piano di risparmi. In rialzo Siemens (+0,66%) dopo aver annunciato l’accordo per acquisto di Invensys Rail per 2,2 miliardi di euro. Denaro su Peugeot (+0,75%). La casa automobilistica cinese Chang’an ha venduto tutte le azioni della joint venture con Psa per 248 milioni di euro. In ribasso Iberdrola (-1,3%). Standard & Poor’s ha tagliato il rating dell’utility a BBB da BBB+. Outlook stabile.

APERTURA MERCATO ITALIANO

Piazza Affari in forte rialzo

Il Ftse Mib segna +1,7%, il Ftse Italia All-Share +1,6%, il Ftse Italia Mid Cap +1,1%, il Ftse Italia Star +0,9%. Borse europee in ascesa. Ieri sera l’S&P 500 ha terminato a +0,79%, il Nasdaq a +0,81%. Attualmente i future sui principali indici USA sono in rialzo di mezzo punto percentuale. A Tokyo l’indice Nikkei 225 ha chiuso a +0,99%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng ha fatto segnare +0,99%.

Acquisti consistenti su Ansaldo STS (+5,3%) in scia all’acquisizione da 2,2 miliardi di euro di Invensys Rail (attiva nello stesso settore di Ansaldo, ovvero i sistemi di controllo e segnalazione ferroviaria) da parte di Siemens. I multipli cui è stato fissato il prezzo dell’operazione hanno evidenziato la sottovalutazione di Invensys Rail, con effetti positivi sul comparto.
Ottima performance per Finmeccanica (+4,3%) che cavalca il balzo della controllata Ansaldo STS. La società guidata da Giuseppe Orsi è in trattativa con Siemens per la vendita di Ansaldo Energia: ieri il colosso tedesco ha acquisito Invensys Rail a un prezzo sorprendentemente alto. Da segnalare che ieri Finmeccanica ha collocato un bond a 5 anni da 600 milioni di euro (contro i 500 fissati inizialmente), per il quale ha ricevuto richieste pari a oltre 3,5 miliardi.
Guadagnano terreno i bancari grazie alla discesa dello spread Btp-Bund sotto i 320 bp, con il rendimento del Btp decennale sotto i 4,5%, livelli abbandonati a inizio 2011, segno che il rischio-Italia percepito dagli investitori sta diminuendo. Exane ha migliorato la raccomandazione su Banco Popolare (+2,1%), BP Milano (+3,4%), UBI Banca (+3,8%) e Credem (+3,5%) da “neutral” a “outperform” (farà meglio del mercato). Sottotono Fiat Industrial (+0,8%) su cui Morgan Stanley ha peggiorato la raccomandazione portandola a “equal weight” dal precedente “overweight”.


TITOLI DEL GIORNO
Situazione grafica potenzialmente interessante per Exor. Il titolo ha disegnato infatti nel corso delle ultime sedute un piccolo doppio minimo a cavallo del supporto di area 18,15. La figura rialzista troverebbe conferma oltre 18,95, resistenza superata la quale diverrebbe probabile non solo il superamento a 19,20 della media mobile a 100 giorni ma anche il test di area 20. La rottura di questa soglia, che si preannuncia comunque un ostacolo ostico, renderebbe poi possibile il ritorno sui massimi di ottobre a 21,50 euro. Sotto 18,15 le attese di rimbalzo verrebbero meno, probabile in quel caso il test a 17,30 della linea che sale dai minimi di novembre 2011.
Per chi volesse comprare il titolo intervenire oltre 18,95 per il test di area 20, stop loss sotto 18,5.
Per chi gia’ detiene il titolo mantenere uno stop sotto 18,15, incrementare oltre 18,95 per il test dei 20 euro.

Prysmian dovra’ mantenersi al di sopra della linea che unisce i minimi crescenti di fine settembre e meta’ novembre, attualmente in area 14,00, per continuare ad alimentare ambizioni di crescita nel medio termine. La permanenza al di sopra di tale livello ed il superamento delle prossime resistenze presenti tra 15,00 e 15,50 euro proietteranno i corsi verso quota 16,20, strategica nel lungo periodo (target successivo in caso di successo a 18,00 euro circa). Sotto 14,00 euro, invece, con conferme al cedimento di area 13,80, probabile il ritorno sulla media a 200 sedute nei dintorni di quota 13,00, baluardo che avra’ il compito di fermare la corsa verso 12,00 euro.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire oltre 15,00 per il test a 16,00/16,20, stop sotto 14,50.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 14,00 euro per il target a 16,00/16,20.

Da alcuni giorni Terna sta mettendo sotto assedio il lato superiore di un canale discendente disegnato dai massimi di inizio ottobre, i cui riferimenti attuali si collocano a 2,75 e 2,90 euro. Una rottura decisa del lato superiore della figura permetterebbe ai prezzi di allungarsi nuovamente verso area 3,00 ed eventualmente a 3,06, sui massimi annuali. Segnali positivi in ottica di medio lungo termine in caso di superamento anche di questa soglia verso 3,28 euro (gap dello scorso 20 giugno). Al ribasso, sotto 2,73/2,75 si potrebbe invece ampliare la portata della correzione in direzione dei supporti a 2,64 ed eventualmente 2,50, sui minimi del 25 luglio.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire oltre 2,90 euro con stop sotto 2,85 euro. Target 3,00 e 3,06 euro.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 2,73 euro con target a 3,06 e 3,28 euro.

DATI MACRO ATTESI

Giovedì 29 novembre
00:50 GIA Vendite al dettaglio ott;
09:55 GER Tasso di disoccupazione nov;
09:55 GER Variazione n° disoccupati nov;
10:00 ITA Indice fiducia imprese nov;
10:30 GB Credito al consumo ott;
11:00 EUR Indice fiducia consumatori nov;
11:00 EUR Indice fiducia industria nov;
11:00 EUR Indice fiducia servizi nov;
11:00 EUR Indice fiducia economica nov;
14:30 USA Deflatore consumi T3;
14:30 USA PIL T3;
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
16:00 USA Indice Pending Home Sales (mercato immobiliare).


HEADLINES
Spagna: i dettagli del piano iberico per le banche
La Commissione europea ha concluso che i piani di ristrutturazione delle quattro banche iberiche BFA/Bankia, NCG Banco, Catalunya Banc e Banco de Valencia sono in linea con le regole europee sugli aiuti di Stato. Banco de Valencia sarà assorbito da La Caixa. Entro il 2017 gli attivi delle banche saranno ridotti del 60% rispetto ai dati del 2010; prevista anche un’uscita dal business dello sviluppo immobiliare. Il trasferimento di attivi al fondo Sareb per la gestione delle posizioni a rischio dovrebbe ridurre l’impatto di eventuali ulteriori svalutazioni sugli asset più rischiosi. La Spagna si è impegnata a vendere le banche NCG e Catalunya Banc entro cinque anni. Nel dettaglio BFA/Bankia riceverà complessivamente aiuti di stato per circa EUR 36 miliardi di euro conteggiando le varie operazione già compiute nel recente passato. NCG riceverà circa 10 miliardi di euro. Catalunya Banc riceverà complessivamente 14 miliardi di euro di interventi. Il Banco de Valencia, infine, riceverà circa 7 miliardi di euro e sarà, come detto, integrato in La Caixa. I piani di ristrutturazione prevedono anche una serie di debiti subordinati e di trasferimenti di asset a Sareb che limiteranno le necessità di capitale degli istituti a 17,96 miliardi di euro per BFA/Bankia, a 5,425 miliardi per NCG, a 9,08 miliardi per Catalunya Banc e a 4,5 miliardi di euro per Banco de Valencia. Il totale è di poco inferiore ai 37 miliardi di euro.

Unicredit, perquisiti gli uffici della controllata HVB
Perquisiti gli uffici di HVB, controllata tedesca di Unicredit, nell’ambito di un’indagine per evasione fiscale. Gli inquirenti stanno studiando alcune transazioni condotte tra il 2006 ed il 2008 in prossimità delle date di pagamento dei dividendi.

Mps, manca il via libera di Bruxelles al Monti bond
Manca ancora il via libera da parte di Bruxelles all’emissione del Monti bond di Mps. La Commissione europea ha indicato alcune correzioni di sostanza da applicare al provvedimento iniziale. Secondo “MF”, la parte più spinosa è rappresentata dal meccanismo di assegnazione di nuove azioni al posto degli interessi. L’obbligazione che l’istituto di credito senese vuole emettere entro fine anno per ridurre le perdite sul portafoglio titoli è di 500 milioni di euro, con un prezzo di emissione alla pari, poiché l’Eba ha richiesto che il gap patrimoniale fosse colmato entro dicembre prossimo.

Finmeccanica, forti richieste per il nuovo bond
Finmeccanica ha registrato una domanda elevata per il nuovo bond quinquennale: gli ordini sono stati di oltre 3,5 miliardi di euro a fronte di una emissione di 600 milioni. Il rendimento finale viene fissato a 365 punti base sopra il midswap, minore della prima indicazione che era di 380 punti base circa.

Fiat: Morgan Stanley abbassa target
Morgan Stanley ha abbassato il target su Fiat da 3,5 a 3,2 euro, sotto i 3,4 circa attuali. Raccomandazione “underweight” (sottopesare) confermata.

Argentina, bloccato il rimborso ad alcuni fondi speculativi americani
Sospesa fino al prossimo febbraio dalla giustizia americana l’esecuzione della decisione che prescrive all’Argentina il pagamento, entro il 15 dicembre 2012, di 1,33 miliardi di dollari ad alcuni fondi speculativi che avevano rifiutato lo scambio di titoli debitori dopo il fallimento del 2001. Buenos Aires è riuscita ad impugnare la sentenza che ha suscitato forti timori per un possibile default del Paese sudamericano e a prodotto un downgrade da parte di Fitch di 5 scalini, portandolo a CC.

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ADVFN – Report dei mercati

MERCATO USA
Wall Street chiude in calo

Chiusura sotto la parità per i principali indici statunitensi. Il Dow Jones lascia sul terreno lo 0,69%, il Nasdaq Composite lo 0,30%.

A preoccupare gli investitori è ancora il fiscal cliff. Il leader di maggioranza al Senato, Harry Reid, ha detto che sono stati fatti pochi progressi nelle trattative per evitare il precipizio fiscale. Buone notizie invece dal Cyber Monday, il lunedì dopo il giorno del ringraziamento dedicato agli acquisti on line. Secondo i dati raccolti da Ibm le vendite sono aumentate del 30,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Sul fronte societario poco mossa Amazon.com (-0,09%). Il sito delle vendite on line ha collocato bond per 3 miliardi di dollari. In rialzo ADT (+1,09%). Il gruppo statunitense specializzato in sistemi di sicurezza e controllo ha chiuso il quarto trimestre dell’esercizio al 2012 con ricavi complessivi per 812 milioni di dollari in crescita del 2,3% sul dato di un anno fa. L’ebitda prima delle poste straordinarie è aumentato del 2,8% a 401 milioni di dollari e l’utile netto è cresciuto dell’1,1% a 94 milioni di dollari. L’eps diluted al netto delle poste straordinarie è stato pari a 0,43 dollari per azione (+4,9%). Il consiglio di amministrazione di ADT ha autorizzato un programma di buyback da 2 miliardi di dollari in tre anni e annunciato una cedola trimestrale da 0,125 dollari per azione.
Denaro su Facebook (+0,81%). Sterne Agee ha alzato il target price sul social network a 32 dollari e ha confermato il rating buy. Sale Dollar General (+0,41%). Il retalier specializzato nei prodotti low cost, a partire dal 30 novembre entrerà nell’indice S&P 500 al posto di Cooper Industries. Vola Ralcorp (+26,44%) in scia all’offerta di acquisto presentata da ConAgra Foods. Ben comprata Corning (+6,87%). Il gruppo ha alzato le previsioni sui ricavi per il quarto trimestre. In ribasso il settore petrolifero. Exxon Mobil ha perso l’1,43%, Chevron l’1,53%.

MERCATI ASIATICI

Pausa di riflessione per il Nikkei

Borsa nipponica negativa questa mattina. Dopo 4 sedute consecutive di rialzo il Nikkei ha archiviato le contrattazioni in calo dell’1,22% a quota 9308,35. Il ribasso e’ da imputarsi prevalentemente a fattori tecnici ed in particolar modo al fatto che il rialzo delle ultime settimane avesse condotto in zona di ipercomprato i principali oscillatori grafici. La pausa appare dunque fisiologica sebbene nel comportamento odierno del listino giapponese abbia influito anche l’incertezza che permane attorno al “fiscal cliff” americano, problematica non ancora risolta che rappresenta uno spauracchio per tutti le principali borse.

In calo molti titoli di societa’ esportatrici soprattutto verso gli Stati Uniti oltre a quelli del comparto dei trasporti marittimi dopo che Kawasaki Kisen ha deciso di attender tempi migliori prima di ampliare la propria flotta. Il titolo ha ceduto piu’ di 4 punti percentuali. In rosso anche Alps Electric e Pioneer Corp mentre si sono mossi in contro tendenza tra gli altri Ajinomoto e Nippon Electric Glass.

Segno negativo anche per le altre principali piazze azionarie asiatiche con Hong Kong in calo dello 0,9%, Shanghai dello 0,7% e Seul dello 0,65%.


MERCATI EUROPEI
Borse europee negative

Avvio sotto la parità per i principali indici europei. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,17%, il Cac40 di Parigi lo 0,4%, il Ftse100 di Londra lo 0,26% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,69%.

A preoccupare gli investitori è il fiscal cliff negli Stati Uniti. Inoltre secondo Fitch l’Argentina rischia un nuovo default. L’agenzia ha tagliato il rating di Buenos Aires di cinque gradini a CC da B con outlook negativo.

Sul fronte societario lettera sui titoli legati alle risorse di base e sulle telecom.
Sale Lvmh (+0,7%). Nomura ha alzato il rating sul gruppo del lusso a buy da neutral.
In calo ThyssenKrupp (-0,9%). Deutsche Bank ha riavviato la copertura sul titolo con rating hold.
Negativa Repsol (-1,9%). Morgan Stanley ha tagliato la raccomandazione sul gruppo petrolifero a underweight da equal weight.
APERTURA MERCATO ITALIANO

Piazza Affari riduce perdite dopo avvio debole

Il Ftse Mib segna -0,1%, il Ftse Italia All-Share -0,1%, il Ftse Italia Mid Cap -0,3%, il Ftse Italia Star -0,3%.

Borse europee deboli in avvio. Ieri sera l’S&P 500 ha terminato a -0,52%, il Nasdaq a -0,30%. Attualmente i future sui principali indici USA sono in leggera flessione. A Tokyo l’indice Nikkei 225 ha chiuso a -1,22%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng ha fatto segnare -0,62%.

In netto calo Banco Popolare (-2,4%) dopo che Moody’s ha comunicato di aver messo i rating dell’istituto in revisione per possibili downgrade. Male anche Banca MPS (-1,6%) dopo che il cda ha dato l’ok all’emissione di €3,9 miliardi dei cosiddetti “Monti-bond”. L’importo è superiore rispetto ai 3,4 miliardi indicato in precedenza a causa di “possibili impatti patrimoniali derivanti dagli esiti dell’analisi in corso di talune operazioni strutturate poste in essere in esercizi precedenti”. Banca Akros ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da “hold” (mantenere) a “reduce”, con target abbassato da 0,22 a 0,18 euro, contro gli 0,20 circa attuali. Ancora vendite su Iren (-2,5%) dopo il forte ribasso di ieri. Secondo indiscrezioni potrebbe presentare una nuova offerta in partnership con F2i per l’80% di Trm e il 49% di Amiat (Comune Torino). Da segnalare anche gli arresti con l’ipotesi di reato di frode in pubbliche forniture e corruzione in appalti Iren a Genova e provincia con il coinvolgimento di funzionari e tecnici dell’utility. In verde Luxottica (+0,5%) dopo l’annuncio dell’accordo con Salmoiraghi & Viganò Holding per un aumento di capitale che porterà l’azienda fondata da Leonardo Del Vecchio a detenere una partecipazione del 36% della catena di negozi di ottica Salmoiraghi & Viganò. Citigroup ha confermato la raccomandazione “buy” (acquistare) sul titolo.


TITOLI DEL GIORNO
BP Milano ha costruito durante la scorsa ottava un piccolo doppio minimo in area 0,36 euro, supporto a partire dal quale si e’ realizzato un tentativo di rimbalzo. La presenza della figura rialzista permette di ipotizzare una reazione di un qualche spessore, per il momento tuttavia non sono state superare resistenze degne di nota. Solo la rottura decisa di area 0,40, dove transitano le medie mobili a 100 e 200 giorni, fornirebbe un segnale capace di anticipare il test della resistenza critica di breve a 0,425. In caso di superamento anche di questa quota atteso il test a 0,45 della linea che scende dal top di settembre. La mancata rottura di 0,40 e la violazione di 0,36 sarebbero forti indizi in favore della ripresa del downtrend. Elevato rischio in quel caso di ritorno sui minimi di maggio/luglio in area 0,294/0,2985.
Per chi volesse comprare il titolo attendere la rottura di 0,40 per intervenire con target a 0,45 e stop loss a 0,38.
Per chi gia’ detiene il titolo mantenere uno stop sotto 0,36, incrementare oltre 0,40 per il test di 0,45.

Quadro grafico caratterizzato da grande incertezza quello di Impregilo. Il titolo sta cercando di riprendere quota dopo il perentorio ribasso visto nella seconda meta’ di ottobre. Il superamento della resistenza a 3,15/3,16 euro, livelli sui qui quali i prezzi stanno premendo da una settimana, rappresenterebbe un segnale positivo in tale ottica, che permetterebbe di allentare le tensioni prospettando il ritorno dei corsi in area 3,33/3,335. Nuove indicazioni di debolezza invece in caso di discese al di sotto della media a 100 sedute a 3,10 circa, preludio ad un ribasso piu’ esteso verso quota 2,97.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire oltre 3,16 per il target a 3,33, stop sotto 3,12.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 3,10 per il target a 3,33 euro.

Ubi Banca si sta aggrappando al supporto offerto dalle medie mobili a 100 e 200 giorni, appaiate in area 2,78/2,80 euro, nel tentativo di raccogliere energie fresche in grado di riportare i prezzi sopra la soglia dei 3,00 euro ed eventualmente oltre la linea di tendenza che scende dai massimi di febbraio, attualmente a 3,08, fino a raggiungere quota 3,36, top di settembre. Per assistere al rilancio del trend positivo partito a fine luglio si rivelerà fondamentale il superamento di questo riferimento: atteso in tal caso un nuovo allungo verso i target a 3,70 euro e 4,11 euro, sui massimi di febbraio. Sotto 2,69, minimo del 16 novembre, probabile invece il test di area 2,50, coincidente con il 50% di ritracciamento del rialzo da luglio.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire al superamento di 2,84 con stop loss sotto 2,76 euro per i target a 3,08 e 3,36 euro.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere le posizioni sopra 2,69 euro. Incrementare oltre 3,36 euro per i target a 3,70 euro e 4,11 euro.

DATI MACRO ATTESI

Mercoledì 28 novembre
10:00 EUR M3 ott;
14:00 GER Inflazione nov;
16:00 USA Vendite abitazioni nuove ott;
16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati;
20:00 USA Beige Book (Fed).


HEADLINES
Gruppo MPS: CdA autorizza emissione “Monti-bond” per €3,9 miliardi
Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha autorizzato l’emissione di strumenti finanziari governativi computabili nel patrimonio di vigilanza Core Tier 1 (in conformità alla Raccomandazione EBA dell’8 dicembre 2011) per un importo massimo complessivo di EUR 3,9 miliardi, di cui un ammontare pari ad EUR 1,9 miliardi sarà utilizzato per il riscatto e la sostituzione dei cosiddetti “Tremonti Bonds”). L’importo complessivo richiesto degli Strumenti Finanziari, fissato in EUR 3,9 miliardi, rappresenta il valore massimo all’interno del range originariamente stabilito dalla Banca d’Italia. L’incremento di EUR 500 milioni rispetto a quanto precedentemente comunicato dalla Banca è motivato dai possibili impatti patrimoniali derivanti dagli esiti dell’analisi in corso di talune operazioni strutturate poste in essere in esercizi precedenti.

Luxottica sottoscrive una quota del 36% di Salmoiraghi & Viganò
Luxottica, Salmoiraghi & Viganò e Salmoiraghi & Viganò Holding, azionista unico di Salmoiraghi & Viganò, hanno annunciato un accordo in base al quale Luxottica sottoscriverà un aumento di capitale che la porterà a detenere una partecipazione del 36% di Salmoiraghi & Viganò. L’operazione, per un controvalore complessivo di 45 milioni di Euro, è finalizzata a dotare Salmoiraghi & Viganò di risorse per ristabilire l’equilibrio finanziario e supportarne la crescita futura.  Nell’esercizio chiuso al 30 settembre 2012, la Società ha realizzato un fatturato netto di circa 170 milioni di Euro. L’accordo prevede, a partire dal 2017, un meccanismo di call option reciproche di entrambi i partner a valere sulla quota dell’altro.

Yoox: Stella McCartney nuovo brand per la joint venture con Ppr
PPR e YOOX hanno annunciato l’ingresso di Stella McCartney tra i brand inclusi nella joint venture recentemente costituita per la gestione degli online store monomarca di numerosi marchi del lusso del Gruppo PPR. L’accordo di joint venture comprende già Bottega Veneta, Yves Saint Laurent, Alexander McQueen, Balenciaga e Sergio Rossi.
L’online store di Stella McCartney sarà lanciato a livello globale entro la fine del 2012 e, come per gli altri brand già parte dell’accordo, sarà attivo anche in Cina entro la fine del 2013.

Fitch, positivo l’accordo sulla Grecia anche se rimangono questioni da risolvere
L’accordo che l’Eurogruppo ha raggiunto sulla tranche di aiuti da destinare alla Grecia riduce l’immediato rischio di default e l’uscita di Atene dall’Eurozona. Lo sostiene l’agenzia di rating Fitch, che definisce l’intesa positiva anche per altri Paesi di Eurolandia. Per Fitch questa decisione può riportare il debito greco ad un livello sostenibile anche se rimangono ancora importanti questioni da dirimere. CCC è l’attuale rating dell’agenzia sulla Repubblica Ellenica. I Ministri delle Finanze europee hanno ridefinito il rapporto debito/Pil della Grecia, portandolo al 124% nel 2020. Sono stati inoltre tagliati i tassi sui prestiti bilaterali di 100 punti base ed il pagamento degli interessi del nuovo pacchetto di aiuti sarà posticipato di 10 anni.

Goldman Sachs alza target su Enel
Gli analisti di Goldman Sachs hanno alzato il target price su Enel a 3,6 euro dai precedenti 3,5 euro. Il giudizio sul titolo rimane fermo a “neutral”.

Moody’s conferma a Hera il rating Baa1 (outlook negativo)
Nella giornata del 26 novembre 2012 Moody’s ha confermato a Hera Spa, a seguito della revisione periodica, il rating Baa1 (outlook negativo) sul debito a lungo termine. Tale conferma giunge a seguito dell’annuncio di un possibile downgrade di Hera Spa diramato da Moody’s lo scorso 16 luglio. Moody’s ha inoltre confermato il rating Baa1 sul programma di emissione di prestiti obbligazionari Hera Spa. Il rating conferma Hera come migliore fra le principali local utility italiane quotate e con un livello (notch) di rating superiore a quello del paese Italia.

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ADVFN – Report dei mercati

MERCATO USA
Borsa Usa: Dow Jones e Nasdaq positivi in chiusura

Chiusura sopra la parità per i principali indici a Wall Street. Il Dow Jones evidenzia un progresso dello 0,38% e il Nasdaq Composite dello 0,34%. Luci ed ombre dai dati macroeconomici pubblicati in giornata. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 16 novembre si sono attestate a 410 mila unità, in linea con le attese degli analisti ed in moderata flessione rispetto alla settimana precedente (451 mila unità, rivisto da 439 mila unità).

Markit Economics ha comunicato la stima flash relativa all’Indice PMI Manifatturiero di novembre. L’indice è salito a 52,40 punti dai 51,00 punti della lettura di ottobre battendo le attese degli analisti (fissate a 51,20 punti). Si tratta del miglior risultato registrato negli ultimi 5 mesi. Gli esperti dell’Universita’ del Michigan e di Reuters hanno deciso di ritoccare al ribasso la stima preliminare dell’indice sulla fiducia dei consumatori statunitensi del mese di novembre a 82,7 punti da 84,9 della lettura iniziale. Le aspettative degli analisti erano fissate su un indice pari a 84,5 punti. Nel mese di ottobre il dato si era attestato a 82,6 punti, non distante dall’attuale rilevazione.

Il Conference Board ha comunicato che, nel mese di ottobre, l’Indice Anticipatore (Leading Indicator), che misura l’andamento dell’attivita’ economica statunitense nei prossimi 6-12 mesi, ha evidenziato un incremento dello 0,2% su base mensile, in linea con le attese degli economisti. Tuttavia e’ stato ritoccato al ribasso il dato relativo a settembre a +0,5% da +0,6% m/m.

Sul fronte societario lettera su Deere & Company (-3,67%). Il produttore di trattori e macchine agricole ha chiuso il quarto trimestre con un utile pari a 687,6 milioni di dollari (1,75 dollari per azione) in crescita del 2,7% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Il dato è inferiore alle attese (consensus a 1,88 dollari per azione). Debole Wal-Mart (-0,16%). Gli investitori temono che le agitazioni sindacali possano compromettere la regolarità dell’attività del personale nei giorni più importanti per gli acquisti natalizi. Forte rialzo per Salesforce.com (+8,83%). Il gruppo del Crm ha chiuso il terzo trimestre con un utile leggermente superiore alle attese. Rimbalza Hp (+1,96%) dopo il crollo di ieri. Proseguono gli acquisti su Groupon (+15,13%). Il fondo Tiger Global ha annunciato di possedere il 9,9% del gruppo degli sconti online.

MERCATI ASIATICI

Borsa nipponica in rialzo

Chiusura positiva questa mattina per la borsa giapponese. Il Nikkei ha archiviato le contrattazioni in crescita dell’1,56% salendo a quota 9366,80, facendo registrare i massimi dallo scorso maggio.

A sostenere il listino sono stati i titoli delle societa’ esportatrici in evidenza grazie all’indebolimento dello yen nei confronti delle altre principali valute. Ben comprati anche i titoli del comparto dei trasporti marittimi dopo che il “Baltic Dry Index” indice di riferimento per i costi di trasporto delle merci via mare ha fatto segnare un nuovo rialzo.

Positivo il dato relativo alla produzione manifatturiera in Cina che a novembre dovrebbe risultare in espansione dopo 13 mesi, stando almeno al dato preliminare del PMI che si e’ attestato a quota 50,4.

Tra i titoli che si sono messi in maggiore evidenza da segnalare i rialzi di Ntn Corp, Nsk e Jtekt, mentre si sono mossi in contro tendenza tra gli altri Meiji Holdings, Tokyo Gas e Nec.

Segno positivo anche per la borsa di Hong Kong con l’Hang Seng in crescita dello 0,7% cosi’ come per quella coreana che ha visto il Seul Composite Index in crescita dello 0,82%. Sotto tono invece Shanghai in calo dello 0,8% circa.


MERCATI EUROPEI
Borse europee positive, sugli scudi SABMiller

Avvio positivo per le principali Borse europee. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,68%, il Cac40 di Parigi lo 0,36%, il Ftse100 di Londra lo 0,42% e l’Ibex35 di Madrid l’1%.

Oggi a Bruxelles si riunisce l’Eurogruppo per discutere sul bilancio 2014/2020.
Occhi puntati sull’asta dei titoli di Stato spagnoli. Madrid cercherà di collocare bond tra i 2,5 e i 3,5 miliardi di euro con scadenze 2015,2017 e 2021.

Sul fronte societario ben comprati i titoli legati alle risorse di base e il comparto auto.
Deciso rialzo per SABMiller (+5%). Il produttore di birra ha chiuso il primo semestre con ricavi pari a 17,476 miliardi di dollari in crescita dell’11% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e con un utile adjusted di 1,875 mld (+15%). Il dividendo intermedio è stato alzato a 0,24 dollari (+12%).

APERTURA MERCATO ITALIANO

Piazza Affari in progresso

Il Ftse Mib segna +0,8%, il Ftse Italia All-Share +0,8%, il Ftse Italia Star +0,3%.

Borse europee positive in avvio. Ieri sera l’S&P 500 ha terminato a +0,23%, il Nasdaq a +0,34%. Oggi i mercati americani resteranno chiusi per il Thanksgiving Day (Giorno del Ringraziamento). A Tokyo il Nikkei 225 ha chiuso a +1,56%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng ha fatto segnare +1,04%.

Molto bene Buzzi Unicem (+3,9%) che approfitta della decisione di Bernstein di avviare la copertura sul titolo con giudizio “outperform” (farà meglio del mercato) e target a 11 euro, contro i 9 circa attuali. Inoltre UBS ha migliorato la raccomandazione su Buzzi Unicem da “sell” (vendere) a “neutral”.

Denaro su Atlantia (+1,5%). Il Sole 24 Ore scrive che il socio Gic (fondo sovrano Singapore) della controllante Sintonia starebbe pensando di investire 220 milioni di euro nella holding infrastrutture dei Benetton al fine di abbatterne il debito. A fronte di questo Gic chiede nuovi investimenti, per i quali si attendono però notizie dal Ministero dell’Economia riguardanti l’aumento delle tariffe. L’indiscrezione muove anche Gemina (+2,6%), altra società del gruppo Benetton che controlla AdR.

Buon avvio per Fiat Industrial (+1,3%): la società ha comunicato di essere stata informata dallo Special Committee del cda di CNH Global N.V. che lo stesso ha giudicato favorevolmente la proposta di integrazione strategica alle condizioni indicate il 19 novembre 2012. Fiat Industrial punta a siglare l’accordo definitivo nei prossimi giorni.
Tra le medie capitalizzazioni si mettono in luce Trevi Fin Ind (+5,2%), che prolunga il rimbalzo partito due sedute fa, e Iren (+3,4%) in scia al rally di ieri dopo l’intervista sindaco di Genova Marco Doria (azionista di controllo di Iren insieme al Comune di Torino e alle amministrazioni dell’area emiliana) al Secolo XIX sull’urgenza dell’adozione della nuova governance.


TITOLI DEL GIORNO
Quadro grafico delicato per Banco Popolare. Il titolo ha completato il 9 novembre scendendo al di sotto di quota 1,155 (minimo del primo ottobre) la figura a doppio massimo disegnata a partire dal top di meta’ settembre a 1,35 circa. L’importanza di 1,35 come resistenza viene ribadita dal fatto che sugli stessi livelli si colloca il 61,8% di ritracciamento (Fibonacci) del calo dal top di marzo. Il ribasso si e’ successivamente arenato sulla media mobile a 100 sedute che nelle ultime due settimane e’ divenuta il baricentro dell’azione dei prezzi. La violazione decisa di questo indicatore, attualmente a 1,13, confermerebbe le implicazioni negative dettate dalla presenza del doppio massimo prospettando discese verso 0,95 almeno. La tenuta di 1,13 e la rottura di 1,20 sarebbero il primo segnale in favore di una fase di recupero che dovrebbe pero’ superare 1,29, linea che scende dai massimi di inizio anno, per acquistare autorevolezza e puntare verso area 1,50 almeno.
Per chi volesse comprare il titolo intervenire oltre 1,20 per il test di 1,29, stop loss a 1,15.
Per chi gia’ detiene il titolo mantenere uno stop sotto 1,10, incrementare oltre 1,30 per 1,50.

Situazione delicata per Snam che sta tentando di riprendere quota dopo la discesa che da 3,57 euro  ha spinto i corsi fino a 3,27 euro, poco al di sopra del 61,8% di ritracciamento del rialzo dai minimi di luglio. Nelle ultime settimane il titolo ha tentato più volte l’assalto alla resistenza definita dalla media mobile a 100 giorni, a 3,38 circa, venendone per il momento respinto. Solo la rottura di questa soglia potrebbe infatti incoraggiare la ripresa, favorendo l’ascesa dei prezzi fino a 3,53 (per la ricopertura del gap del 22 ottobre) e 3,57, resistenza critica degli ultimi sei mesi. Oltre questo riferimento, lecito credere in un allungo verso i target successivi a 3,70 e 3,85. Tali prospettive verrebbero messe in discussione da flessioni sotto 3,27, rendendo probabile un nuovo affondo in prima battuta verso area 3,10 e nella peggiore delle ipotesi verso quota 2,90 (minimi di aprile 2009) riattivando in tal modo il trend negativo avviato dai top storici.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire in acquisto oltre 3,40 euro per obiettivi a 3,53 e 3,57 euro, con stop sotto 3,35 euro.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere le posizioni aperte sopra 3,27 euro e incrementare al superamento di 3,57 euro con obiettivi a 3,70 e 3,85 euro.

Telecom Italia ha provato ad interrompere il perentorio trend ribassista che si e’ sviluppato dai massimi di settembre a quota 0,857, senza tuttavia conseguire grandi successi. La reazione vista nella prima meta’ della precedente ottava e’ infatti andata in fumo con la pessima chiusura di venerdi’, che sembra preludere alla realizzazione di un ulteriore segmento ribassista che possa spingere i corsi fin sotto al supporto a quota 0,65. Via libera in tal caso verso i bottom estivi in area 0,60. Solo il superamento di quota 0,7250 permetterebbe di allentare le tensioni, ma il titolo dovra’ poi risalire oltre 0,77 per tornare ad inviare segnali di forza credibili, introduttivi ad un ulteriore allungo verso 0,8550 (obiettivo intermedio a 0,81 euro).
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire oltre 0,77 per il target a 0,8550, stop sotto 0,7450.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 0,65 per gli obiettivi a 0,81 e 0,8550.

DATI MACRO ATTESI

Giovedì 22 novembre
USA Mercati chiusi per festività (Thanksgiving Day);
EUR Riunione Consiglio Europeo;
02:45 CINA Indice HSBC Manufacturing;
09:00 FRA Indice PMI manifatturiero nov;
09:00 FRA Indice PMI servizi nov;
09:30 GER Indice PMI manifatturiero nov;
09:30 GER Indice PMI servizi nov;
10:00 EUR Indice PMI composito nov;
10:00 EUR Indice PMI manifatturiero nov;
10:00 EUR Indice PMI servizi nov;
16:00 EUR Indice fiducia consumatori nov.


HEADLINES
Fiat Industrial conferma l’annuncio dello Special Committee di Cnh
Fiat Industrial annuncia di essere stata informata dallo Special Committee del Consiglio di Amministrazione di CNH Global N.V. che lo stesso ha giudicato favorevolmente la proposta di integrazione strategica alle condizioni indicate il 19 novembre 2012 ed ha dato istruzioni ai propri advisor di negoziare la documentazione contrattuale sulla base di questa offerta. Conformemente alla stessa, Fiat Industrial si propone di sottoscrivere nei prossimi giorni l’accordo definitivo sulla fusione.

Lottomatica, sì del Cda all’emissione di bond senior unsecured
Approvata dal Cda di Lottomatica l’emissione di un bond senior unsecured non convertibile, riservato ad investitori qualificati, al di fuori degli Stati Uniti, per un ammontare massimo di 500 milioni di euro. E’ quanto ha reso noto la società in un comunicato, precisando che l’emissione avverrà entro il prossimo 30 giugno. Garanti dell’obbligazione le controllate Gtech Holdings, Gtech Corp, Gtech Rhode Island ed Invest Games. I proventi ricavati dall’operazione verranno in parte utilizzati per rifinanziare il debito del gruppo e le attività dell’azienda

Grecia, diverse ipotesi sulla ristrutturazione del debito
Rimane in sospeso il salvataggio della Grecia in vista dell’incontro di lunedì prossimo. Dopo 12 ore di confronto l’Eurogruppo non è riuscito a trovare un accordo, ma ieri dichiarazioni distensive del ministro dell’Economia francese Pierre Moscovici e del suo omologo tedesco Wolfgang Schauble lasciato sperare nel raggiungimento di un’intesa al prossimo meeting. Permangono due visioni diverse tra l’Fmi da un lato e la Germania e gli altri stati europei dall’altro. L’Fmi è contrario a dilazioni oltre il 2020 del target di riduzione del debito/Pil ellenico al 120%, propone inoltre un haircut (una revisione della valutazione) del debito greco controllato dai creditori pubblici, sul modello di quanto già chiesto ai privati. La Germania si oppone però a questo piano che presenterebbe costi economici e politici per i creditori e propone di spostare l’obiettivo dal 2020 al 2022, di due anni come chiesto dal premier greco Antonis Samaras, riducendo al contempo gli interessi chiesti sul debito del Paese, allungandone le scadenze e promuovendo un nuovo prestito da 10 miliardi per permettere il riacquisto del debito in mano ai privati a un terzo del valore nominale. Nel frattempo la posizione del governo di Atene, che ha già subito forti pressioni e proteste per far passare le manovre di austerità concordate con la troika, si fa più complicata e la Grecia chiede all’Europa di fare la sua parte.

Buzzi Unicem piace a UBS e Bernstein
Gli analisti della banca svizzera UBS hanno migliorato la raccomandazione su Buzzi Unicem da “sell” (vendere) a “neutral”. Sul titolo si è espressa anche Bernstein, che ha avviato la copertura con giudizio “outperform” (farà meglio del mercato) e target a 11 euro, contro gli 8,6 circa attuali.

Cessate il fuoco a Gaza, accordo Israele-Hamas
Il presidente egiziano Mohamed Morsi e il segretario di Stato americano Hillary Clinton hanno annunciato il raggiungimento di un accordo per una tregua tra israeliani e palestinesi. Ieri sera è dunque scattato il primo cessate il fuoco dopo 8 giorni di scontri e più di 140 vittime. L’accordo prevede la fine di ogni offensiva da parte di Israele, di ogni attacco contro quest’ultima dalla Striscia di Gaza e l’apertura dei valichi di frontiera. Decisiva la mediazione dell’Egitto, che si fa garante del rispetto dei termini. Le violenze degli ultimi giorni avevano costituito un fattore di incertezza anche per i mercati che, secondo alcuni osservatori, nei prezzi del greggio e nelle reazioni del comparto obbligazionario rischiavano di subire l’impatto di questa crisi. La nuova sfida diventa la trasformazione di questa fragile tregua in un processo politico di pacificazione di lungo periodo.

Cipro: Fitch taglia il rating a BB- (da BB+), outlook negativo
L’agenzi di rating Fitch ha tagliato il rating di Cipro a BB- da BB+) con un outlook negativo.

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ADVFN – Report dei mercati

MERCATO USA
Wall Street chiude poco mossa, male Hp e Best Buy

A New York i principali indici statunitensi hanno terminato la seduta poco mossi. Il Dow Jones cede lo 0,06% mentre il Nasdaq Composite guadagna lo 0,1%. Nel primo pomeriggio il Dipartimento del Commercio ha reso noto che i nuovi cantieri residenziali sono saliti nel mese di ottobre da 863 mila unita’ (rivisto al ribasso da 872 mila unita’) a 894 mila unita’. Il dato e’ superiore alle attese degli analisti che si aspettavano un valore pari a 840 mila unita’. Le Licenze edilizie hanno invece mostrato una flessione passando da 894 mila unita’ a 866 mila unita’ (consensus 865 mila unita’). Il presidente della Fed Ben Bernake ha detto che senza un accordo in tempi rapidi per evitare il fiscal cliff si rischiano costi molto elevati e che la Banca centrale non dispone dei mezzi per contrastare il precipizio fiscale.

Sul fronte societario crolla Hp (-11,95%). Il colosso Usa ha chiuso il quarto trimestre in perdita dopo la svalutazione per 8,8 miliardi di dollari di Autonomy, società britannica acquistata lo scorso anno per 10 mld di dollari. Vola Groupon (+8,53%). Il fondo hedge Tiger Global ha comunicato alla Sec, la Consob americana, di possedere circa il 9,9% della società specializzata nelle offerte via Internet. Bene Research in Motion (+1,2%). Jefferies ha alzato il rating sul gruppo del blackberry a hold da underperform. Scivola Best Buy (-13,02%). Il retailer ha chiuso il terzo trimestre con un utile operativo decisamente inferiore alle attese. Lettera su Intel (-3,64%). Ubs ha rivisto al ribasso il giudizio sul gruppo dei semiconduttori a neutral da buy.

MERCATI ASIATICI

Nikkei tonico

Borsa nipponica positiva in chiusura di scambi questa mattina. Il Nikkei ha chiuso le contrattazioni a quota 9222,52 facendo registrare un rialzo dello 0,87% mentre il Topix si e’ attestato a 767,01 punti in crescita dello 0,65%. I buoni dati macro di ieri sul mercato immobiliare americano hanno prevalso sull’ incertezza che persiste in Europa dove la riunione dei ministri dell’economia UE indetta per trovare un accordo che sbloccasse gli aiuti alla Grecia e’ terminata con un nulla di fatto. Tutto rimandato a lunedi’ prossimo.

Sul fronte macroeconomico il Ministero delle Finanze giapponese ha reso noto questa mattina il dato relativo alla Bilancia Commerciale. Nel mese di ottobre il deficit si è attestato a 549 miliardi di yen, in calo rispetto ai 558,6 miliardi rilevati in settembre, ma nettamente superiore ai 360 miliardi stimati dagli analisti. Prosegue anche il trend negativo delle esportazioni: ad ottobre sono diminuite del 6,5% a fronte di un calo del 4,9% del consensus. Le esportazioni verso la Cina, il principale partner commerciale del Giappone, sono calate dell’11,6% rispetto all’anno precedente, quelle verso gli Stati Uniti sono aumentate del 3,1%, mentre quelle verso l’Unione Europea del 20,1%. Le importazioni sono scese meno del previsto, dell’1,6% a fronte di una diminuzione prevista pari al 3,2%.

Tra i titoli che si sono meglio comportati spiccano i rialzi superiori al 5 per cento di Alps Electric e Mazda Motor mentre ha ceduto terreno Japan Steel Works, che ha perso il 5,82%, tra i peggiori del listino, dopo che Smbc Nikko Securities ha tagliato il rating sul titolo.

In rialzo tra le altre principali piazze azionarie asiatiche Hong Kong (+0,91%) e Shanghai (+1,07%) mentre Seul ha ceduto lo 0,32%


MERCATI EUROPEI
Deboli le borse europee dopo il rinvio sul caso greco

Avvio debole per i listini azionari europei dopo il fallimento dell’Eurogruppo nella ricerca di una soluzione per il caso greco. Per lunedì prossimo è atteso un altro incontro che dovrebbe coinvolgere i Paesi dell’Eurozona e la troika composta da Commissione Ue, Bce e Fondo Monetario Internazionale. Proprio quest’ultima istituzione si è messa di traverso all’ipotesi di concedere altri due anni alle Autorità greca per il rientro del debito dotto il 120% del Pil (dal 20020 al 2022).

Il Dax tedesco cede lo 0,25% e si porta a 7.155 punti. Spiccano i ribassi di K+S, colosso dei fertilizzanti e dell’estrazione del sale che subisce gli effetti del downgrade di JP Morgan ad underweight.

Perde lo 0,41% il Cac 40 francese che si riporta a 3.447 punti appesantito, fra l’altro, dalle cattive performance di Lafarge (-1,76% a 45,42 euro), che subisce gli effetti della decisione di Bernstein di abbassare ad underperform il titolo della società del cemento con prezzo obiettivo a 38 euro. Da evidenziare anche le performance di Veolia Environment (+1,54%) che ha perfezionato la cessione del business dei rifiuti solidi negli Stati Uniti a ADS Waste Holdiung per circa 1,44 miliardi di euro.

Sotto la parità l’indice spagnolo Ibex 35, che cede lo 0,7% a 7.724 punti. Il Banco Popular (-2,14%) non subisce soltanto la cattiva intonazione dei mercati e del comparto finanziario: l’istituto di credito iberico, secondo indiscrezioni dell’agenzia di stampa Reuters, avrebbe collocato soltanto metà dei titoli che saranno emessi a fronte dell’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro.

APERTURA MERCATO ITALIANO

Piazza Affari in parità dopo apertura in rosso

Il Ftse Mib segna +0,1%, il Ftse Italia All-Share +0,1%, il Ftse Italia Mid Cap -0,1%, il Ftse Italia Star -0,2%.
Borse europee in leggera flessione. Ieri sera l’S&P 500 ha terminato a +0,07%, il Nasdaq a +0,02%. Attualmente i future sui principali indici USA sono in calo dello 0,2% circa. A Tokyo il Nikkei 225 ha chiuso a +0,87%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng ha fatto segnare +1,39%.

Borse europee incerte dopo il nulla di fatto per gli aiuti (44 miliardi di euro complessivamente) alla Grecia nell’Eurogruppo di ieri sera a causa delle resistenze della Germania: nuovo tentativo lunedì prossimo, 26 novembre. A pagare dazio a Milano sono soprattutto i bancari con BP Emilia Romagna (-1,3%) e Banco Popolare (-1,2%) in evidenza. Autogrill (-0,9%) perde terreno. MF scrive che la base d’asta per la gara per la gestione dei duty free negli aeroporti spagnoli salirà al 32% delle vendite dal 27% pagato finora dalla ex Aldeasa (gruppo Autogrill). Secondo i rumor la base potrebbe essere alzata al 35-38 per cento in virtù della forte concorrenza per l’aggiudicazione della gara.

Impregilo (-0,6%) in rosso dopo la notizia in base alla quale la Procura di Milano sta indagando su Pietro Salini, a.d. di Impregilo e Salini spa, per aggiotaggio dopo una segnalazione del gruppo Gavio alla Consob riguardo a un presunto patto occulto tra Salini e il fondo Amber. Detto patto avrebbe favorito la nomina di Salini ad a.d. di Impregilo nell’assemblea del luglio scorso. Indagati anche Massimo Ferrari, direttore affari generali di Salini spa, Joseph Oughourlian, co-fondatore di Amber, e Umberto Mosetti, rappresentante del fondo in Italia.

Camfin (-2,4%) in flessione: la Mtp Sapa di Tronchetti Provera ha avviato trattative in esclusiva fino al 15 dicembre con i fondi Investindustrial e Clessidra per l’accorciamento della catena di controllo che scende fino a Pirelli&C. E’ stato inoltre disdettato il patto Malacalza-Gpi su Camfin, circostanza che ha mandato su tutte le furie la famiglia genovese. MF scrive però che l’amicizia tra Andrea Bonomi (Investindustrial) e Mattia Malacalza potrebbe portare a una riconciliazione tra le parti in causa. Bene Fiat (+1,7%) che rimbalza dopo il forte calo di ieri determinato dal downgrade deciso da UBS.


TITOLI DEL GIORNO
Moderata flessione ieri per Ansaldo Sts che si mantiene al di sotto di area 6,50 euro. Il titolo ha comunque dimostrato per il momento una discreta forza mettendo a segno un rimbalzo deciso dopo aver testato a meta’ mese la media mobile a 100 giorni, ora supporto a 6,17 euro. La reazione dovra’ superare 6,60, trend line che scende dal top di ottobre, per confermarsi attiva e puntare non solo al recupero proprio del massimo dello scorso mese, a 6,81, ma per tentare di estendere ulteriormente con target in area 7,10 euro. La violazione di 6,17 farebbe temere invece il proseguimento del ribasso fino in area 5,90 almeno, minimo di settembre, ed eventualmente 5,75, 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di luglio.
Per chi volesse comprare il titolo attendere la rottura di 6,60 per intervenire con target a 6,80 e stop loss a 6,50.
Per chi gia’ detiene il titolo stop a 6,15, incrementare oltre 6,60 per 6,80.

Da metà settembre Enel si sta muovendo all’interno di un canale discendente i cui riferimenti attuali si collocano a 2,66 e 2.97 euro. Il titolo sta quindi disegnando quello che in analisi tecnica prende il nome di ‘flag’, una figura di continuazione rispetto alla tendenza rialzista in forza dai minimi di luglio. Affinché la figura possa essere completata, i prezzi dovranno tuttavia forzare area 2,97 e vincere l’ostacolo a 3,05 rappresentato dai massimi di metà settembre. Solo così verrebbero rilanciate le prospettive di crescita in direzione di 3,2360 euro, per la copertura del gap ribassista del 16 febbraio, e di 3,60, massimi di ottobre 2011. Dal mancato superamento di 2,97 euro scaturirebbe invece una reazione opposta con target negativi sulla media mobile a 100 giorni, ora a 2,66 euro, ed eventualmente a 2,50 euro in corrispondenza del 50 % di ritracciamento del rialzo da luglio.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire al superamento di 3,05 euro con stop sotto 2,95 euro. Target a 3,2360 euro.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 2,66 euro, incrementare oltre 3,05 euro con target a 3,2360 e 3,60 euro.

Parmalat ha ritracciato dopo aver provato, settimana scorsa, ad attaccare la resistenza a 1,80 euro. I prezzi si stanno comunque mantenendo al di sopra dei sostegni presenti tra 1,68 e 1,70 euro, area di transito della media a 100 sedute e base del gap lasciato aperto ad inizio ottobre, gia’ ricoperto lo scorso 9 novembre. Una circostanza che sembra favorire la realizzazione di un nuovo tentativo rialzista che oltre 1,80 proietti obiettivi a 1,95 in prima battuta e piu’ in alto nel medio periodo in area 2,10. Il cedimento di area 1,68 rappresenterebbe invece un indizio di debolezza per il titolo, preludio ad un ulteriore affondo che potrebbe spingersi fino a quota 1,53. Conferme alla violazione di 1,65.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire sui livelli attuali protetti da stop sotto 1,69 per il target a 1,80 e 1,95.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 1,68 per gli obiettivi a 1,80 e 1,95.

DATI MACRO ATTESI

Mercoledì 21 novembre
00:50 GIA Bilancia commerciale ott;
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
14:58 USA Indice Markit PMI nov;
15:55 USA Indice fiducia consumatori(Univ. Michigan) finale nov;
16:00 USA Indice anticipatore ott;
16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati.


HEADLINES
Aiuti alla Grecia, ancora un rinvio
I ministri delle Finanze dell’Eurozona non riescono a raggiungere un accordo sulle misure che devono essere adottate per permettere lo sblocco degli aiuti finanziari alla Grecia. La riunione, durata circa 12 ore, e’ terminata nelle prime ore di oggi e l’Eurogruppo si incontrera’ nuovamente lunedi’ prossimo 26 novembre.

Risanamento: accordo modificativo dei contratti di finanziamento con BNL
Risanamento ha sottoscritto con Banca Nazionale del Lavoro l’accordo modificativo dei contratti di finanziamento con la medesima stipulati in data 4 ottobre 2007. Tale accordo, volto a rimodulare sotto il profilo temporale le scadenze e le modalità di rimborso, prevede che (i) l’originario finanziamento di euro30,4 milioni, ridotto ad euro  24,9 milioni alla data odierna, avrà una durata complessiva di 15 anni a decorrere da oggi e verrà rimborsato in rate semestrali;(ii) l’originario finanziamento di euro 11,4 milioni verrà rimborsato in una unica rata alla data di scadenza del 31 dicembre 2014.

USA: Bernanke, il fiscal cliff potrebbe riportarci in recessione
In un discorso di ieri al New York Economic Club il numero uno della Federal Reserve Ben Bernanke ha sottolineato il pericolo costituito dall’emergente sfida del Fiscal Cliff. L’eventuale stretta fiscale congiunta a tagli della spesa pubblica che il provvedimento, se non sarà trovato un accordo della Presidenza con il Congresso, genererà potrebbe minacciare la ripresa e riportare gli Stati Uniti in recessione. Secondo Bernanke bisognerà alzare ancora il tetto del debito pubblico per evitare il default degli States tenendo a mente, però, che il budget federale è in una traiettoria insostenibile e viaggia ancora sul 7%: dovrebbe restringersi nei prossimi anni, ma rimanere ancora sopra il 4% nel 2018. Il problema di un miglioramento della situazione occupazionale e di un corroboramento della ripresa rimane comunque la maggiore preoccupazione della Fed.

Antichi Pellettieri: accordo di ristrutturazione del debito con le banche
Il Consiglio di Amministrazione di Antichi Pellettieri, avvalendosi di quanto previsto da talune novità legislative recentemente entrate in vigore, ha depositerà presso il Tribunale di Reggio Emilia un ricorso ai sensi dell’articolo 182-bis, sesto comma, della Legge Fallimentare. Le trattative con il ceto bancario hanno infatti portato ad una condivisione del testo di un accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’art. 182 bis nelle sue caratteristiche essenziali, pur permanendo la necessità di definire ancora taluni elementi residuali e, in ogni caso, senza che tali trattative abbiano sinora condotto all’assunzione di impegni vincolanti. L’accordo con il ceto bancario prevede la sottoscrizione da parte delle banche di un aumento di capitale ad esse riservato con emissione di una particolare categoria di azioni con diritto di voto limitato. Tale struttura consente di salvaguardare i diritti patrimoniali degli attuali azionisti, facendo sì che rimanga impregiudicata la quota di partecipazione degli stessi al capitale sociale di natura ordinaria, salvo l’effetto diluitivo immediato per una percentuale pari al 50% conseguente all’aumento di capitale riservato.

Brioschi Sviluppo Immobiliare:  sottoscritto il finanziamento U27 di Milanofiori 2000
Milanofiori 2000, società interamente controllata da Brioschi Sviluppo Immobiliare, ha sottoscritto con Intesa Sanpaolo in qualità di banca finanziatrice e Banca IMI in qualità di banca agente, un contratto di finanziamento ipotecario per un ammontare massimo di 48,3 milioni di euro. Il finanziamento è finalizzato principalmente al completamento dei lavori di costruzione dell’edificio denominato “U27”, di complessivi 22.000 mq circa, ubicato nell’area D4 del complesso Milanofiori Nord, in Comune di Assago, destinato ad ospitare la sede di Nestlé Italiana S.p.A. a partire dal 2014. Il finanziamento ha una durata di diciotto mesi più due giorni e potrà essere esteso per ulteriori otto anni e sei mesi. È suddiviso in quattro distinte linee e prevede il rilascio di garanzie a favore delle banche, tra cui l’iscrizione di un’ipoteca sull’area.

Basf annuncia un’offerta in contanti per l’acquisizione di Pronova BioPharma
Il gruppo Basf ha raggiunto un accordo con Pronova per la promozione di un’offerta pubblica di acquisto delle sue azioni a un prezzo di 12,50 corone svedesi.

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ADVFN – Report dei mercati

MERCATO USA
Wall Street chiude in netto rialzo, sugli scudi Apple e Bank of America

Chiusura in netto rialzo a Wall Street. Il Dow Jones ha guadagnato l’1,65% e il Nasdaq Composite il 2,21%. Sui mercati a stelle e strisce ha prevalso l’ottimismo dopo le dichiarazioni del presidente Barack Obama che si è detto fiducioso su un accordo per evitare il fiscal cliff. Buoni anche i dati macroeconomici sul mercato immobiliare pubblicati in giornata. Negli Stati Uniti e’ stato reso noto che l’Indice del Mercato Immobiliare NAHB si e’ attestato nel mese di ottobre a 46 punti. Il dato supera sia le attese degli analisti che la rilevazione precedente, entrambe pari a 41 punti. Negli USA le vendite di abitazioni esistenti ad ottobre si sono attestate a 4,79 milioni (dato annualizzato), in crescita del 2,1% rispetto al dato di settembre (4,69 milioni rivisto da 4,75 milioni).

Il dato è risultato superiore al consensus fissato su un valore totale di abitazioni vendute pari a 4,76 milioni. Sul fronte societario vola Apple (+7,21%) in scia alle raccomandazioni di acquisto di alcuni broker. Sugli scudi Bank of America (+4,06%). Stifel ha alzato il rating sul gruppo bancario a buy da hold. Bene Cisco Systems (+1,73%). Il gruppo ha annunciato di aver raggiunto un accordo per l’acquisto di Meraki, società specializzata nelle soluzioni di Cloud Networking, per 1,2 miliardi di dollari. In progresso CNH Global (+2,95%) dopo che Fiat Industrial ha presentato la sua migliore offerta definitiva allo Special Committee del cda di CNH. La nuova offerta rappresenta un miglioramento del 25,6% rispetto al valore implicito dell’offerta iniziale cui si deve aggiungere l’ulteriore valore dato dall’anticipata distribuzione del dividendo. Denaro sul comparto oil (Exxon Mobil +1,41%, Chevron +2%).

Il petrolio ha guadagnato circa tre punti percentuali. In leggero rialzo Intel (+0,3%). Il presidente e amministratore delegato del gruppo, Paul Otellini, ha annunciato l’intenzione di lasciare il colosso del microprocessore il prossimo maggio. E’ prevista una transizione graduale nella leadership del gruppo che impegnerà i prossimi sei mesi. La decisione di Otellini giunge dopo una carriera di quasi 40 anni in Intel. Ben comprata Lowe’s (+6,19%). Il gruppo specializzato nella vendita di prodotti per la casa ha chiuso il terzo trimestre con un utile per azione nettamente superiore alle attese.

MERCATI ASIATICI

Buon avvio di ottava a Tokyo

Borsa giapponese poco mossa in chiusura di scambi dopo un buon avvio. Il Nikkei ha archiviato le contrattazioni poco al di sotto della parita’ a quota 9142,64 in calo dello 0,12% mentre il Topix si e’ attestato a 762,04 praticamente invariato rispetto al giorno precedente. Sono stati i titoli che nei giorni scorsi avevano garantito lo slancio per il bel recupero del mercato a limitarne l’andamento odierno, con il settore delle utilities e quello delle societa’ di brockeraggio in prima fila.

Il rafforzamento dello yen nei confronti delle altre principali valute, dopo un periodo di debolezza che aveva spinto la valuta nipponica ai minimi degli ultimi 7 mesi circa, ha inoltre contribuito alla frenata odierna dei listini.

Il recupero e’ dovuto soprattutto alla decisione della Bank of Japan di mantenere invariata la propria politica monetaria, confermando sia il programma di acquisto di titoli del debito pubblico per un totale di 91 triliardi di yen che i tassi di interesse (nel range 0-0,1%).

Sempre sul fronte macroeconomico da segnalare che il Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria giapponese ha reso noto che l’Indice delle Attivita’ Industriali in settembre e’ sceso dello 0,3%, in calo dopo il dato invariato di agosto. Il consensus degli addetti ai lavori era però fissato su una contrazione dello 0,4% m/m.

Tra i migliori titoli del listino Nippon Sheet Glass che ha guadagnato il 9,4%, ben comprati anche Tokyo Gas e Mitsui Osk Lines mentre hanno ceduto terreno tra gli altri, Sumco Corp (-4,9%), Nksj (-4,39%) e Kansai Electric (-4%).
Positiva la chiusura della borsa di Seul (+0,64%) mentre hanno ceduto terreno Hong Kong (-0,15%) e Shanghai (-0,4%).


MERCATI EUROPEI
Borse europee deboli, pesa decisione Moody’s su Francia

Avvio debole per le principali Borse europee. Il Dax30 di Francoforte è invariato, il Cac40 di Parigi cede lo 0,46%, il Ftse100 di Londra lo 0,2% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,16%.

Sui mercati pesa la decisione di Moody’s di declassare la Francia da AAA ad AA1 con outlook negativo.
Giornata importante per il destino greco; oggi nuova riunione dei Ministri delle Finanze dell’eurozona per discutere del salvataggio di Atene. Il Ministro del Tesoro ellenico Yannis Stournaras ha dichiarato che il suo Paese è pronto a ricevere dalla troika una nuova tranche di aiuti, dopo aver rispettato l’accordo e promosso nuove misure di austerità per il 2013. L’esito della riunione è però tutt’altro che scontato.

Nell’ultimo incontro Christine Lagarde, numero uno dell’FMI si era scontrata con Jean-Claude Junker perché ritiene che il vertice di Bruxelles sia fondamentale proprio sulla sostenibilità del debito greco. Il Ministro dell’Economia Finlandese ha dichiarato oggi che l’alleggerimento del debito greco non è garantito.

Sul fronte societario ben comprata Easyjet (+4%). La compagnia aerea low cost ha chiuso l’esercizio con un incremento degli utili prima delle tasse e ha deciso di raddoppiare il dividendo.

In deciso ribasso Credit Suisse (-3%) che ha annunciato una riorganizzazione delle attività di private banking/asset management e dell’investment banking. La seconda banca svizzera punta a ridurre i costi e a guadagnare quote di mercato.

APERTURA MERCATO ITALIANO

Piazza Affari in correzione

Il Ftse Mib segna -1%, il Ftse Italia All-Share -0,9%, il Ftse Italia Mid Cap -0,3%, il Ftse Italia Star -0,3%.
Borse europee in lieve calo dopo il rally di ieri. Ieri sera l’S&P 500 ha terminato a +1,99%, il Nasdaq a +2,21%. Attualmente i future sui principali indici USA sono in sostanziale pareggio. A Tokyo il Nikkei 225 ha chiuso a -0,12%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng ha fatto segnare -0,16%. Avvio prudente sui mercati europei in attesa della riunione dell’Eurogruppo per discutere del salvataggio della Grecia. L’esito della riunione è tutt’altro che scontato. Il Ministro dell’Economia finlandese ha dichiarato oggi che l’alleggerimento del debito greco non è garantito.

A Milano sono in forte calo Fiat (-3,7%) e la controllante Exor (-2,8%) dopo che UBS ha peggiorato la raccomandazione sui due titoli da “buy” a “neutral” e tagliato i rispettivi target price. Secondo gli analisti della banca elvetica pesa il fatto che d’ora in avanti per salire ulteriormente in Chrysler il Lingotto dovrà pagare le azioni della casa americana a valore di mercato. Deboli i bancari dopo il rapporto “Banking System Outlook Italy” di Moody’s, dove si legge che lo scenario per gli istituti di credito appare difficile e che nei prossimi 12-18 mesi la situazione non migliorerà. In evidenza BP Milano (-2,2%) che in una nota ha comunicato che considererà ogni azione a tutela della banca, dei suoi azionisti e degli investitori dopo che nel fine settimana Moody’s aveva messo sotto osservazione i rating dell’istituto per un possibile downgrade. In rosso anche Banca MPS (-1,3%), BP Emilia Romagna (-1,1%).

Vola Camfin (+5,5%) grazie a quanto riportato stamattina dal Messaggero. Sfumata l’ipotesi di creazione di una newco con l’ingresso di Clessidra e Investindustrial a monte della controllante Gpi, sarebbe emersa ieri sera l’ipotesi di opa su Camfin da parte della stessa Gpi, sempre con l’intervento dei due fondi di Sposito e Bonomi.

TITOLI DEL GIORNO
Autogrill è andato incontro ad un veloce ribasso dopo aver toccato un massimo di periodo a 8,43, causato da una revisione al ribasso della guidance per il 2012 della società (nonostante i risultati del terzo trimestre abbiamo sorpreso positivamente riguardo alla redditività). La discesa segue il test del 50% di ritracciamento della fase ribassista vissuta dal titolo tra il gennaio 2011 ed il luglio 2012, una resistenza che riveste un ruolo critico anche per quello che riguarda il medio lungo periodo. La rottura di questo livello permetterebbe infatti di sperare nel proseguimento dell’ascesa degli ultimi mesi con primo obiettivo a 9,10 ma con la possibilità, in ottica temporale più estesa, di vedere raggiunta area 10 euro. Per mantenere un atteggiamento positivo sul titolo sarà tuttavia necessario che i prezzi si mantengano al di sopra di area 7,10: sotto quei livelli il grafico potrebbero tornare a rivedere i minimi dell’anno in area 6 euro. La reazione vista nella seduta di lunedi’, per quanto estesa (prezzi oltre 7,50 dopo la chiusura di venerdi’ a 7,215) non basta per il momento a rilanciare l’ipotesi di test di area 8,40/45. Indicazioni in questo senso verrebbero oltre 7,64, gap ribassista del 15 novembre, ed al superamento di 7,98, altro gap ribassista, in questo caso dell’8 novembre. Meglio quindi pazientare ancora un po’ prima di tornare rialzisti su questo titolo.
Per chi volesse comprare Autogrill attendere la rottura di 7,65 per intervenire con target a 8,40, stop loss sotto 7,50.
Per chi gia’ detiene Autogrill mantenere sotto 7,10 uno stop per l’intera posizione. Oltre 7,65 incrementare per 8,40.

Momento delicato per Campari che sta cercando di arginare il pesante ribasso di settimana scorsa. L’ipervenduto presente sui principali oscillatori potrebbe agevolare una reazione nel breve verso 5,85/5,90, che non sarebbe comunque sufficiente per ripristinare il trend rialzista dei mesi precedenti. I prezzi dovranno infatti risalire fin sopra quota 6,00 per allentare le tensioni e gettare le basi per la realizzazione di un recupero piu’ ampio con obiettivi a 6,20 e 6,40 euro circa. La permanenza al di sotto di quota 6,00 invece restera’ compatibile con la realizzazioni di un nuovo segmento negativo da parte del titolo, con target nei dintorni di 5,00 euro. Conferme alla violazione dei minimi di settimana scorsa a 5,4150 euro.
Per chi volesse acquistare il titolo: aggressivamente provare acquisti sui livelli attuali protetti da stop sotto 5,40 per il target a 5,95 euro.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 5,40 per il target a 5,95/6,00 euro (successivo in area 6,40).

Da alcune sedute Diasorin sta cercando di forzare al rialzo il piccolo canale discendente che contiene la correzione avviata a metà ottobre, i cui riferimenti attuali si collocano a 24 e 26,30 euro. La rottura del lato superiore della figura, che in analisi tecnica  prende il nome di ‘flag’, permetterebbe ai prezzi di risalire la china verso i massimi precedenti a 28,75 ed eventualmente di rilanciare l’uptrend verso i primi obiettivi in area 30 euro, in corrispondenza del 61,8% di ritracciamento del ribasso subito dai top del 2011. Deciso miglioramento del quadro grafico di medio lungo termine oltre questa soglia, per obiettivi a circa 35 e 36,50. Condizioni necessarie per la realizzazione di tale prospettiva sono la tenuta del supporto offerto dalla media mobile a 100 giorni, in transito a 25,00 circa, ed il superamento dell’ostacolo a 27,40. Sotto 24,96 si aprirebbero invece ampi spazi di discesa verso 24 euro e 23,80.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire oltre 27,00 con stop sotto 26,00 per gli obiettivi a 28,75 e 30 euro.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 24,96 euro e incrementare oltre 30 euro, per i target a 35 e 36,50 euro.

DATI MACRO ATTESI

Martedì 20 novembre
GIA Riunione BoJ e decisione tassi;
05:30 GIA Indice attività composito set;
08:00 GER Indice prezzi alla produzione ott;
14:30 USA Licenze edilizie ott;
14:30 USA Nuovi cantieri residenziali ott;
17:00 EUR Eurogruppo su Grecia;
18:15 USA Intervento Bernanke (Fed).


HEADLINES
Grecia, oggi riunione dell’Eurogruppo
Giornata importante per il destino greco: per oggi è in calendario una nuova riunione dei Ministri delle Finanze dell’eurozona per discutere del salvataggio di Atene. Il Ministro del Tesoro ellenico Yannis Stournaras ha dichiarato che il suo Paese è pronto a ricevere dalla troika una nuova tranche di aiuti, dopo aver rispettato l’accordo e promosso nuove misure di austerità per il 2013. L’esito della riunione è però tutt’altro che scontato. Nell’ultimo incontro Christine Lagarde, numero uno dell’FMI si era scontrata con Jean-Claude Junker perché ritiene che il vertice di Bruxelles sia fondamentale proprio per la sostenibilità del debito greco. Il Ministro dell’Economia Finlandese ha dichiarato oggi che l’alleggerimento del debito greco non è garantito.

Francia, Moody’s toglie la tripla A
Moody’s declassa la Francia. L’agenzia statunitense abbassa il rating di Parigi, portando il giudizio da AAA a AA1 e mantenendo l’outlook negativo sul debito. In una nota Moody’s precisa che a determinare il downgrade è stata soprattutto l’influenza negativa sulle prospettive di crescita a lungo termine, insieme alla mancanza di competitività e alla rigidità del mercato del lavoro e dei servizi. Rimangono incerte anche le prospettive fiscali. Pronta la reazione del Ministro del Tesoro francese Moscovici che ritiene la decisione di Moody’s un giudizio sulla situazione lasciata dal precedente Esecutivo, caratterizzata dalla debole crescita e dal deficit in aumento. Ad inizio anno anche Standard & Poor’s aveva tolto la tripla A alla Francia.

Pirelli: nuove ipotesi per il riassetto della catena proprietaria
Sarebbe sempre meno probabile l’ipotesi di creazione di una newco a monte della catena proprietaria di Pirelli fra MTP Sapa e Gpi dove far confluire le risorse immesse eventualmente da nuovi azionisti quali Clessidra e InvestIndustrial. Si studiano comunque, riportano oggi le cronache finanziarie, le varie possibilità e una deadline sarebbe stata fissata per la metà di dicembre, data entro la quale i fondi manterrebbero l’esclusiva per le trattative. L’ipotesi sarebbe quella di un’offerta su Camfin che consentirebbe una sua fusione con la controllante Gpi accorciando la catena proprietaria e aprendo un’eventuale finestra per l’uscita dei Malacalza dal capitale. I tecnici starebbero studiando una soluzione che non preveda la creazione di nuove scatole societarie.

Fiat: downgrade di Ubs
Gli analisti di Ubs hanno tagliato il rating di Fiat a “neutral” dal precedente “buy”. La banca svizzera ha rivisto in parallelo da “buy” a “neutral” anche il rating di Exor.

Iren non presenta l’offerta per le quote di Amiat e TRM
In riferimento al Bando di gara del Comune di Torino per la cessione di quote di AMIAT e TRM e contestuale affidamento dei servizi ambientali e della gestione del nuovo termovalorizzatore di Gerbido, il cui termine è scaduto in data 19 novembre 2012 alle ore 16 il Consiglio di Amministrazione di Iren, considerate le condizioni poste a base di gara, ha deciso di non presentare offerta confermando comunque l’interesse per l’operazione ritenuta di valore strategico ed industriale per il Gruppo.

A2A: Moody’s aggiorna il rating da Baa2 negative outlook a Baa3 negative outlook
A2A SpA comunica che Moody’s ha aggiornato il rating finanziario della società da Baa2 negative outlook a Baa3 negative outlook. L’attesa riduzione del rating, connessa tra l’altro al peggioramento del contesto macroeconomico e settoriale, conferma il mantenimento di un giudizio “investment grade” sul profilo economico-finanziario della società. A2A ritiene che l’implementazione del piano industriale da poco presentato ai mercati e l’attuazione della strategia finanziaria volta ad allungare la vita media del debito consentiranno un rapido rafforzamento della struttura patrimoniale del Gruppo e un conseguente miglioramento dei parametri di rating.

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